Morta è l’Italia, non l’idea di Padania, oppressa dalla zavorra dello Stato

chiusoxstato1di CASSANDRA

Chi fa sport sa bene che quando arrivi primo, ti fanno i complimenti. Poi ti chiedono: e in quanti eravate? Perché un conto è correre con tre gatti, altra cosa è misurarsi con centinaia di potenziali rivali. Quando vinci alle amministrative, devi vedere anche quanti voti avevi preso la volta prima.  Perché il trionfo non sia solo sulla carta, visto che l’astensione alza pure il quorum.

Ma la questione è, sia per il Pd che per la Lega: per governare e per stare all’opposizione di  che cosa? Di quel che resta dell’Italia, come titolava a fine 2014 l’edizione di Limes? Accanto a tante firme, vi si legge anche un saggio di Gilberto Oneto, “Morta è l’Italia, non la Padania”. Una speranza per Oneto, e per chi come lui credeva ancora in una svolta indipendentista e identitaria. Di certo, il nuovo concetto di Paese per la Lega è agli antipodi. La Padania resta nel cassetto della politica, categoria archivio, invece Oneto la rimetteva sul tavolo, in gioco con lo scenario europeo che guarda alle piccole patrie, avendo però come bussola ancora la svolta di Salvini, “contenitore capace di raccogliere consensi anche fuori dal tradizionale bacino padano”.

Di certo gli eventi scozzesi e catalani avevano scaldato gli animi di chi sperava in una Padania un giorno libera, dopo però, aggiungiamo noi, che Salvini e Borghezio avranno liberato il Sud, e Roma, da questo Stato. Che colpevolizza intanto, in modo “cinico e abile”, ricordava Oneto, Regioni e Comuni, trasferendo tutti i mali del mondo nelle autonomie locali. Brutte, cattive e spendaccione.

La Lega un tempo aveva più anime. Quella federalista che vuole penetrare al Sud per fare della questione della giustizia sociale una bandiera di tutti, e quindi farne bottino elettorale; poi c’è l’anima macroregionale, trasnazionale, comunale, regionalista, con forti spinte in Veneto, dove però lo sfarinamento indipendentista è drammatico; poi quella padanista, che non vuole lasciare il passo e che rilancia le proprie ragioni.

Il collante del nuovo corso è l’alleanza con le destre? O, si interrogava Oneto, “l’idea di Padania è forte?”. “Oggi, più che nelle bandiere e nei legami tradizionali, essa si identifica con un territorio altamente produttivo… in un distretto economico che deve affrontare la crisi globale… e gravato dalla zavorra dello Stato italiano”. E dunque? Che si fa?

“L’impossibilità di costruire vere autonomie senza dove mettere pesantemente mano all’assetto generale costituisce il punto di totale diversità della situazione italiana rispetto a tutti gli altri casi europei. Questo non può non condizionare il disegno di espansione nazionale del nuovo corso leghista e lo obbliga a un’impostazione che non ammette ambiguità né timori: deve strutturare un progetto di separazione dolce”.

Era una speranza.

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3 Comments

  1. giancarlo says:

    Esistono solo due soluzioni e quindi bisogna fare una scelta.

    La prima è quella di agire intelligentemente per salvare il Nord, ma in un secondo tempo anche il Sud.
    Si tratta di liberare ad una ad una nei tempi necessari le regioni del Nord dalla zavorra italiota.
    Quindi partendo dal Veneto si dichiara costituzionalmente regione franca.
    Quindi il Veneto legifera le proprie leggi autodeterminandosi totalmente da roma.
    Il suo PIL in meno di 2 anni schizzerebbe alle stelle potendo usufruire totalmente del proprio residuo fiscale e quindi diminuendo dall’oggi al domani le tasse, l’iva. le accise etd..etc..
    Poi toccherebbe alla Lombardia e via via le altre.
    Salendo il PIL, IL Veneto potrebbe destinare parte del surplus fiscale proprio come garanzia per l’italia verso gli investitori esteri del debito pubblico. Questa sarebbe l’ennesima volta che i Veneti si sacrificherebbero per l’italia, ma anche l’ultima, poiché dopo 10 anni di ciò avrebbe diritto a diventare indipendente. Federato all’europa e quindi anche dell’italia.

    La seconda quella di attendere il Default italiano che prima o poi arriverà e quindi automaticamente autodeterminarsi senza ulteriori difficoltà di ordine giuridico o internazionale.

    Sono semplicistiche queste soluzioni scritte così. ma se attuate in maniera molto attenta e puntuale sui vari punti necessari da risolvere potrebbero essere realistiche.
    Per esempio aumentare il debito pubblico italiano….come fanno ora per attuare la prima scelta.
    Con la consapevolezza che poi parte di questo debito verrebbe ripianato dalle stesse regioni del Nord avendo avuto via libera all’attuazione delle regioni franche.
    Adesso aumentano il debito pubblico senza vere speranza alcuna di poterlo ridurre…..quindi ?
    La prima scelta sarebbe la più logica, fattibile e utile.
    La seconda invece porterebbe tutta l’italia a fondo e quindi anche il Nord patirebbe la situazione tanto da volerci 15-20 ANNI per ritornare come adesso o speriamo meglio.
    Non ci sono altre soluzioni.
    Non esiste prezzo da pagare per nessuno e tutti ne avrebbero alla fine del ciclo solo vantaggi.
    L’italia non sarebbe più una ma diverse e federate all’eruopa…non questa però !!
    WSM

  2. luigi bandiera says:

    Tornando sul pulpito rai, pagato da noi per essere fottuti.
    e’ su 92.100MHz.
    Adesso diceva: rai GR parlamento, la radio delle istituzioni.

    Dico, ma ci sono o ci fanno..?

    Da quando la rai e’ nelle mani delle istituzioni, cioe’ dei meridionali..?

    Anche su questo C’ho azzeccato.

    Siamo a SPARTA di qualche secolo fa.
    E li’ c’erano i mantenuti e gli ILOTI, noi settentrionali, condannati di generazione in generazione a lavorare la terra, ma oggi in fabbrica.
    Direte che mi ripeto…
    Ma che kax scrivere se non quello che avviene..?
    Anzi, ri avviene..? O ri accade ..?

    Gli INVASORI CONTINUANO CON LA LORO AZIONE. E noi, fuori di testa ormai, speriamo che capiscano il nostro stato d’animo… di DESAPARECIDOS.

    LE LEGGI NON SI FANNO SE PRIMA NON SI TROVANO IN PRIMIS I VARI INGANNI. Oggi poi davvero DOCET. (“mago”, come Errera, anche qua fui).

    Beh, cosa deve capitare (scrivevo) per darci la sveglia..?

    Terremoti no;
    Tsunami nemmeno;
    Meteoriti grandi come la Terra nemmeno…
    Vuoi vedere che basterebbe SAPER LEGGERE I FATTI..??
    Appunto per non soccombere..? (Scritto gia’ pure questo)

    Forse servira’ bestemmiare al posto di pregare..?
    Che ne so io analfabeta..?
    Non vedo luce li’ in fondo al tunnel… Monti che kax diceva inutilmente..?
    Beh, del resto anch’io sono come lui: predico inutilmente. Come del resto tutti gli altri.
    Dai che siamo tutti KOMPAGNI nel grande INFERNO TRIRINKOGLIONITO dai presunti sapiens ma dipendenti dalle istituzioni. Anche senza saperlo e o volerlo.

  3. luigi bandiera says:

    VERISSIMO.

    Io vinsi (fui eletto) con soli 21 voti su una citta’ di 21.000 abitanti.
    Poi ho perso per un voto in meno. 20.
    Meta’ citta’ mi e’ parente (scherzo ma sono numerosissimi comunque i miei cugini di primo, secondo e terzo grado).
    Io volevo solo far loro del bene nelle mie piccolissime potenzialita’. Magari togliendo le cune o dissuasori sulle strade che lavorano a pro meccanici e a volte becchini.
    Non ebbero la visione giusta o io non li ho incantati diciamo abbastanza..?

    Da tanti fatti vissuti ho capito che:
    1) la massa e’ davvero IGNORANTE anche se composta da tutti Einstein.

    2) se non vai sul pulpito e non arringhi in modo appropriato sta massa non sei nessuno e quindi non ti votano: Silvius docet. Fai pure il Santo cioe’ miracoli che non sarai nemmeno badato se ad uno di loro non darai la felicita’ in Terra e a gratis.

    3) mai provare a far lavorare un elettore, lui vuole che tu lavori per lui… e se nota il contrario ti e’ nemico tout court. Mira al tuo deguello. Comincia a metterti in croce inclinata di 45°. Si, mette la tua croce, nel bene e nel male, sul posto sbagliato e proprio per farla a te. E’ uno uscito dalla massa ignorante e pensando di essere Einstein decide di farti fuori. O di FOTTERTI. Si, dai, esemplifico solo…

    Poi ne succedono di altre ma va bene cosi’, come esemplificazione puo’ andare, per oggi.

    Bacio le mani… mi sa che dovremmo appoggiarci a loro…
    Cosi’, brevemente…

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