L’erpice fiscale sulla nostra carne

di MARCELLO RICCIkafka
“E’ una macchina veramente curiosa”, disse l’ufficiale al cittadino, abbracciando con uno sguardo quasi ammirato la macchina fiscale fatta di leggi, leggine, articoli e commi che pure conosceva bene. Il cittadino non più tale, aveva accettato solo per cortesia l’invito dell’ufficiale tributario ad assistere all’espoliazione di un suddito, condannato per indisciplina e oltraggio al sistema fiscale. ” Volendo parlare del sistema fiscale italiano il pensiero per associazione d’idee, ha automaticamente richiamato alla mente il notissimo racconto, “nella colonia penale” di Franz Kafka.
Il corpo tormentato, le carni disfatte , sangue frammisto agli ad altri liquidi e sostanze organiche prodotte dall’azione dell’erpice sul corpo… . L’erpice fiscale, con leggi sempre mutanti e tasse che si moltiplicano con la velocità dei batteri agiscono sulle proprietà e sui redditi come le lame dell’erpice sulla carne del condannato. Inutile spendere parole per illustrare il fisco italiano che come la piovra arraffa tutto per alimentare fannulloni, ladri, migranti e una burocrazia elefantiaca e parassita. Ciò premesso un rapido sguardo all’opuscolo destinato all’educazione civica nelle scuole svizzere, facilmente reperibile su internet permette di sognare anche solo scorrendone l’indice. Il cuore si apre alla speranza leggendo che il cittadino stesso può decidere quale imposte, oltre quelle costituzionali, possano essere variate , in aumento o diminuzione, con lo strumento del referendum e ciò dove tutto funziona come un cronometro e le città sono pulite, ordinate, efficienti e accoglienti . Nei paesi civili le tasse si pagano con gioia.
Ciò premesso appare doveroso rilevare come ripresa economica, occupazione e diritti sociali resteranno sogni nel cassetto, se non verranno attuate le vere riforme di cui il Paese ha assoluta necessità. Riforma del pubblico impiego con una legge quadro che contempli un tetto retributivo in linea con gli altri paesi europei, un giusto rapporto tra popolazione e dipendenti pubblici e l’attribuzione di compiti individuali ai dipendenti dello stato, tale da garantire una resa standard. Questi interventi produrrebbero il dimezzamento degli attuali costi. Un altro cospicuo risparmio può essere realizzato uniformando la politica sull’ immigrazione a quella degli altri paesi dell’ Ue; è notizia recentissima che l’Austria ha impedito l’ingresso a un gruppo di siriani che approdati in Italia, volevano varcare il confine. Si comprende benissimo perché i “migranti” preferiscono attraversare il canale di Sicilia e non andare in Spagna dove potrebbero arrivare anche a nuoto. Il traffico di esseri umani non è spontaneo, ma studiato a tavolino dai potentati economici internazionali che hanno preso il posto del colonialismo per perpetuare ruberie e vessazioni.
In Italia il fisco non può essere sottoposto al giudizio popolare, anche quando segue la costante e coerente politica di vessare le regioni produttive controllandole con un attenzione persecutoria e all’opposto è tollerante con l’economia sommersa di altre regioni. E’ noto che esistono oltre due milioni di immobili ignoti al catasto. Dove sono? Hanno allacci idrici, elettrici , molto spesso anche fognari, ma il fisco li ignora , pur essendo facile farli emergere; c’è la precisa volontà di non colpire questa economia sommersa tanto che si è giunti alla spudoratezza di volerla far considerare in sede europea e internazionale per correggere il rapporto PIl/Debito pubblico (oggi ancora aumentato). Le città grandi e piccole sono invase da venditori di prodotti contraffatti e tutto sotto gli occhi della finanza , delle polizie municipali, inerti perché consapevoli che ogni intervento di contrasto è battaglia perduta, quasi sempre lo stato di grave necessità, cancella i codici, quindi tornano liberi, autorizzati a continuare. Assolti in tribunale conquistano il diritto, una sorte di patente non scritta e le città sembrano suk arabi.
Lo stato di grave necessità è unidirezionale? Potrebbe valere per una ribellione fiscale? Renzi troppo frequentemente ripete che non ci sarà un’ulteriore manovra fiscale…sorge il dubbio che troppo ripetuta negazione sia foriera del contrario e prima o poi dirà non volevo, gli eventi mi hanno costretto… Non ho sognato un popolo in rivolta… non vedo rivoluzionari…però un sogno l’ho fatto, la vedova di Renzi insieme alla vedova di Napolitano partono per raggiungere la vedova di Ciampi, ovviamente vedove solo in senso politico, non reale.
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One Comment

  1. Ric says:

    Spiace rilevare che il monitoraggio della realtá sia quello descritto anche se la disperazione d’uopo viste le condizioni attuali sovente carica di effetti irrazionali le considerazioni per le quali ci verrebbe da incaponirci sugli effetti ( guerre tra poveri ) , andando inconsapevolmente incontro ad alimentare il pretesto dei vessatori parassiti che oramai millantano per nome e per conto dello popolo , azioni e pretese al solo fine di perpetuare se stessi come azione di diritto assoluto . Pertanto ciò che fa schifo in giro è perchè non viene pulito , e a pulire non ci pensano nemmeno. ! Lo stato come servizio ha senso solo se fisiologico e funzionale ai cittadini , subordinato e come tale giustifica la validitá del servizio se lo porta a termine. Se fa altro è un soggetto politico che come finalitá deve perseguire il prosperare delle sue ditte con profitti importanti a cascata per le loro finalitá . E di solito non sbagliano mai chi favorire ! Dal ” paga somaro lombardo” gli invasori hanno saputo costruire il loro stato di reti autoritarie di assoluto potere e ad oggi non basta più eventualmente cambiare allenatori o governi per riappropriarsi di almeno minime libertá . Tornando agli effetti, poco importa delle varie spazzature sull’uscio di casa se per averlo sgombro vogliono la tua casa . Delenda est Cartago.

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