Morosin, Indipendenza Veneto: così recuperiamo 20 miliardi dalle grinfie romane

di REDAZIONEmorosin

“Stiamo lavorando per utilizzare la chiave per il futuro del Veneto. Ogni progettualità può essere condivisa, ma se non ci sono i mezzi, resta un progetto, appunto. Con l’indipendenza i mezzi ci sono, e sono di notevole entità, considerato quanto il Veneto versa ogni anno allo Stato italiano. Partiamo da un dato di fatto: con l’indipendenza il Veneto avrà a disposizione venti mila milioni di euro di residuo fiscale. Significa che il Veneto non produce debito, bensì avanza dei soldi ogni anno, che vanno a finire inesorabilmente a pagare sprechi e vitalizi. E’ arrivato il momento di riappropriarci delle nostre risorse per dare ai Veneti ciò che è dei Veneti. Abbiamo la possibilità economica concreta di valorizzare, riorganizzare, rivalutare e sanare questa terra preziosa”. Lo sottolinea all’Adnkronos, Alessio Morosin candidato alla presidenza della Regione per la lista Indipendenza Veneto.

Per l’Economia

Recuperati i ventimila milioni di euro di residuo fiscale che il Veneto versa allo Stato italiano, la ripresa per le Pmi arriverà automaticamente da questi fondi che, gestiti da un gruppo di lavoro serio, scevro dai giochi politici clientelari ma orientato al benessere dei propri cittadini, ridarà dignità agli imprenditori – spiega Morosin – Con un Pil che, dopo il primo anno d’indipendenza, aumenterà del 12 per cento, si darà un netto e concreto colpo di spugna al brusco rallentamento della produzione registrato dal 2008 al 2014 (-7 punti percentuali nel Pil e -10 punti per la domanda interna, dati Confindustria Veneto)”.

“Il ”Made in Veneto”

E’ un marchio che non ha bisogno di alcuna presentazione e rilancio: la credibilità e la qualità dei prodotti della nostra regione sono universalmente riconosciute e superano di gran lunga quelle nazionali – spiega Morosin – Un’azienda oggi in Italia paga fino al 68,7 per cento di tasse. Con l’indipendenza del Veneto sparirà l’anticipo sulle tasse e la pressione fiscale arriverà al massimo al 30 per cento. Mentre l’Iva avrà un’aliquota massima al 15 per cento. Soprattutto, non esisterà più Equitalia”. “Non sussisterà più il problema della disoccupazione e vi sarà un recupero della qualità della vita. Quindi, finalmente, si potrà coniugare l’obiettivo del Pil con quello del Fil (Felicità Interna Lorda) – aggiunge Morosin – Infine, con le maggiori disponibilità si potrà dare impulso e sostegno all’università e alla ricerca, recuperando anche le migliori energie intellettuali e manageriali, in modo da garantire una classe dirigente d’eccellenza”.

Ambiente

Il Veneto esige innanzitutto mezzi economici e normative nostre, non italiche. Il territorio va riconvertito e valorizzato, riducendo e accorpando le oltre 1100 zone artigianali e industriali del Veneto. L’agricoltura deve essere pensata come una risorsa di valenza anche ambientale e fonte di un reddito per produzioni qualitative e di nicchia – sottolinea il candidato di Indipendenza Veneta – La regimentazione dei corsi d’acqua per i quali la Serenissima aveva una Magistratura (una delle più importanti!) è tema fondamentale e urgente da risolvere. Una biodiversità da tutelare e valorizzare nel pieno recupero delle tradizioni e delle risorse naturali, ma anche economiche, della regione”. “Tra i maggiori problemi ambientali del Veneto c’è la ”storica” salvaguardia della Laguna. Non meno importante è la riqualificazione del paesaggio rurale e il recupero degli edifici caratteristici, storici e di pregio – ricorda – Senza dimenticare i territori protetti dei parchi naturali, che corrispondono solamente al 5 per cento circa della superficie regionale, una proporzione totalmente inadeguata e la necessità conseguente di rimboschimento”.

E Morosin quindi sul tema dei rifiuti spiega che “Già adesso il Veneto è la prima regione per la raccolta differenziata. Con l’indipendenza leggi nuove e semplici e nuove sinergie ”faranno rete” con istituzioni già presenti, preparate e profonde conoscitrici del territorio, punto di partenza di fondamentale importanza per una responsabilità condivisa che parta dalla prevenzione passando per il riutilizzo, il riciclaggio, il recupero e lo smaltimento scevro da interessi politici e/o di lobbies, con conseguente rilevante abbattimento dei costi che oggi gravano pesantemente sui cittadini”.

Infine sul tema dell’ Energia il candidato di Indipendenza Veneta spiega che “Il problema del fotovoltaico è diventato un groviglio di burocrazia con agenzie dello Stato (Terna – GSE etc. etc.) che costituiscono solo ostacolo in un settore che potrebbe volare, se liberalizzato e disciplinato da poche norme. Lo Stato poi, con le sue agenzie, è inadempiente alle immediate compensazioni a chi è creditore tra energia prodotta ed energia consumata. Con l’indipendenza, noi saremo in grado di produrre fotovoltaico, eolico, energia idroelettrica ma anche energia da biomasse e gassificazione, con notevole risparmio per l’utente e maggior tutela del territorio”.

 

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10 Comments

  1. Renzo says:

    Giancarlo afferma che Morosin si è imparentato con Zaia.
    Nulla di più falso ! Morosin corre da solo e proprio per questa ragione è in forte crescita di consensi presso il mondo indipendentista e non solo.
    Adesso che Busato, dopo aver dichiarato milioni di voti digitali che afferma d’avere anche certificato, non è riuscito a raccogliere 12.000 firme per presentare la propria lista, Morosin rimane l’unica concreta speranza per direzionare il voto indipendentista, di coloro che non si riconoscono allineati a Zaia.
    L’altro partito, Indipendenza Noi Veneto, rimane invece la scelta di coloro che vogliono favorire un’indipendenza affine all’attuale governatore del Veneto.
    Vorrei concludere dicendo che la campagna politica web piuttosto aggressiva di Busato e di membri del suo gruppo, non ha affatto pagato in termini d’immagine e consenso.
    Ai Veneti non piacciono coloro che alimentano le tensioni sul web.
    Credo anche che gli elettori non gradiscano affatto certe pagine di sedicente satira, che scade nella pura diffamazione degli avversari. Anche se chi firma quei disgustosi redazionali sono nomi di pura invenzione apparentemente non riconducibili a nessuno.

  2. Giancarlo says:

    Tutti argomenti validi quelli di Morosin. Peccato che si è imparentato proprio con ZAIA.
    Ma come, con la LEGA NORD che ha tradito il VENETO in tutto e per tutto ???
    Poiché non ce la faceva ad ottenere le firme per poter concorrere in Regione ha dovuto imparentarsi con qualcuno pur che sia. L’importante è la carega.
    Come pensa il Morosin di ottenere l’indipendenza ? Perché non si è unito a Gianluca Busato ?
    Se la consulta ( ma è sicuro che sarà così) non farà passare il referendum regionale a cosa saranno serviti gli sforzi del Morosin ? A che cosa si attaccherà per ottenere l’indipendenza del Veneto?
    Almeno Gianluca Busato ha ottenuto ben due certificazioni del referendum digitale fatto a Marzo 2014
    e questo vuol dire che a livello internazionale è già stato riconosciuto.
    Sia ben chiaro che rispetto chiunque e qualsiasi Veneto che lotti per l’indipendenza ma incanalarsi in vicoli ciechi e non capire che l’unione fa la forza…mi lascia alquanto perplesso per non dire qualcosa di più forte.
    Se qualcuno ha delle risposte le dia per favore. Grazie !!

    • Andre says:

      Intanto Morosin non si è imparentato con nessuno ma sta correndo solo, inoltre è l’unico su 226 ex consiglieri regionali ad aver rinunciato al vitalizio ben 5 anni fa. Non so da dove hai preso certe informazioni e non credo si debba aggiungere altro. Sfortunatamente Busato non è più in corsa per le regionali e ora l’unica scelta per raggiungere il nostro obbiettivo è con INDIPENDENZA VENETA quindi Alessio Morosin. Poi vedi tu…

  3. Roberto Porcù says:

    Io non credo possibile che lo stato italiano rinunci democraticamente al Veneto ed a quello che apporta.
    Ben venga un partito politico (unico per carità) che democraticante lo rappresenti, ma qui dovrà nascere nell’ombra un qualcosa di molto cattivo, ad opera di persone che non si siano mai esposte, per fare occultamente operazioni a sostegno dell’indipendenza, un IRA veneta insomma.
    Lo stato italiano darà l’assenso all’indipendenza solo quando il costo per trattenere il Veneto sia maggiore del suo apporto e quando tra le fila degli statalisti siano molti a non voler più esporsi.
    E’ brutto ciò che sostengo, ma bisogna guardare in faccia la realtà.
    Per contraltare, Morosin afferma che il Veneto avanza ogni anno dei soldi che vanno a finire inesorabilmente a pagare sprechi e vitalizi ed io vorrei chiedergli se in Veneto noi non si abbiano sprechi e vitalizi “ad opera di veneti” perché tra i veneti c’è molta sfiducia nella classe politica e burocratica, nazionale, regionale, provinciale e comunale.
    Che i magna questi o che i magna chealtri, par mi no cambia un casso.

  4. Paolo says:

    Credo che Morosin e Busato siano le uniche persone che abbiano le idee chiare per dare un futuro migliore al Nord-Est.

    • Sandrin says:

      il secondo forse ha piu un idea chiara di come darsi un futuro per se stessò

      • Pinio says:

        Beh, potrei dire la stessa cosa del primo…
        Mi piacerebbe sapere da dove nascono queste simpatie da tifo calcistico che, quando due persone vogliono una stessa cosa, ti fanno arrivare a dire “eh, sì, ma uno la vuole onestamente, l’altro sta fregando tutti”…
        Misteri tutti italiani…

        • pino says:

          Dalla raccolta fondi su controcorrente?
          Dal dichiarare il veneto stato libero e dopo un anno da buon italiano candidarsi alle regionali italiane cotanta coerenza? Fai te

          • Pinio says:

            Perché, dove dovrebbe raccogliere i fondi?
            Tra dichiarare una cosa e ottenere il riconoscimento c’è una differenza, sai?
            E se per accelerare i tempi c’è la possibilità di entrare nell’ente regionale e agire dall’interno, perché no?
            Parliamo invece di chi ha come unico obiettivo la realizzazione di un referendum improbabile che abbia un mero valore consultivo e per di più sia già stato fatto da altri? Con che tempi poi, anni, decenni? Questo sì mi sa da ricerca di poltrone…

          • Giancarlo says:

            Pino, scusa ma se vuoi fare una “rivoluzione”, oggi, devi avere soldi a palate.
            Inoltre quello che asserisci sembra quasi vero, ma ricordati che se conosci le leggi italiane, la costituzione italiana e le leggi internazionali in proposito su come ottenere l’indipendenza ti accorgeresti che il percorso da seguire e quello esattamente fatto sino ad ora.
            Vatti a leggere articolo e relativa risposta su http://www.leggioggi.it
            specie la risposta….è chiarificatrice che l’indipendenza bisogna esercitarla.
            Per esercitarla bisogna avere uomini, mezzi e competenze a sufficienza dallo scalzare letteralmente lo stato italiano dalla nostra regione.
            Ciao

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