Moretti: la libertà dei popoli passa per l’Amazzonia e il Canton Ticino ad Expo

di STEFANIA PIAZZObrasile

L’evento è cruciale e Giovanni Moretti, delegato per il Canton Ticino della Camera di Commercio Italiana in Svizzera, si appresta a far sapere che declinare il bisogno di cibo nel mondo attraverso la porta di Expo vuol dire partire dall’Amazzonia, dal pianeta che alimenta attraverso le sue risorse naturali l’altra faccia della Terra, quella che brucia e consuma. Anche perché, diciamocela tutta, chi va ad Expo vive l’esposizione per mangiare, consumare, assaggiare, vedere spettacoli. Ma non è questo lo spirito di Expo né la sua missione. E così, per fortuna, da domani, giovedì 3 settembre e fino all’8 settembre lo Stato amazzonico dell’Acre avrà voce e sarà presente a Expo.

Sarà, a dire il vero, una pluralità di voci perché, come  anticipa il dr. Moretti a l’indipendenza (vedi anche: http://www.lindipendenzanuova.com/allexpo-cresce-la-foresta-dellamazzonia-i-semi-del-ticino-e-delle-imprese-di-confine/), la questione ambientale è non solo economica ma politica e di respiro spirituale, invade ogni sfera dell’uomo. Tanto che, oltre ai tavoli tra una trentina di imprenditori, vertici politici e di governo di entrambe le parti, sarà in programma, oltre all’evento che prende il via a Mezzana, in Canton Ticino, con la Regio Insubrica, anche un approfondimento nei giorni a seguire  dell’ultima enciclica papale dedicata all’amore e al rispetto per la Terra, momento presieduto dall’arcivescovo di Taranto, con una personale esperienza proprio in Brasile.CONVITE ITALIANO final 2 copia

Venerdì 4 settembre, dalle ore 10 alle 13, la delegazione dell’Acre sarà a Mezzana, in Ticino, ospite della Regio Insubrica.

“Sarà un’utile occasione per dimostrare concretamente, da parte del Ticino e dei territori italiani di confine, il ringraziamento a coloro che stanno difendendo anche per noi il polmone verde del pianeta.

Sarà in particolare l’occasione per costruire rapporti concreti di collaborazione tra i nostri territori e l’Acre, capaci di rafforzare questo nuovo modello di sviluppo, offrendo a loro il sostegno a politiche capaci di conciliare sviluppo economico e ambiente e alle nostre imprese nuove opportunità di crescita e di ingresso in nuovi mercati”, spiega il dr. Moretti.

Di seguito pubblichiamo un approfondimento sulla questione ambientale, utile per comprendere che la difesa dell’ambiente è rispetto della vita degli uomini, garantisce un futuro ai popoli, è fonte di giustizia sociale e restituisce, a chi l’ha persa, la libertà!

 

LA FORESTA FONTE DI VITA

Il nostro futuro è strettamente legato al futuro delle foreste tropicali, in particolare all’Amazzonia. Ognuno di noi può contribuire a salvaguardare questo bene prezioso. Non servono grandi sforzi, né sacrifici. Possiamo farlo conciliando il nostro piacere e il nostro interesse con la causa della difesa della foresta e dei suoi popoli.

 

 

Il sostegno di Francesco

“Non lasciatevi intimidire. Proseguite sulla strada intrapresa”.

E’ nel suo stile parlare in modo semplice e chiaro. In occasione delle celebrazioni del 25° anniversario della morte di Chico Mendes in Italia, la delegazione dell’Acre aveva chiesto d’incontrare Papa Francesco, per parlargli dell’Amazzonia e di quanto si sta facendo in Acre. Non ci speravano molto. Fu grande la gioia quando, pochi giorni prima del loro arrivo in Italia, venne confermata  l’udienza col Santo Padre.

Erano arrivati in anticipo a “Santa Marta”, la semplice residenza che il Papa ha preferito agli storici e sfarzosi appartamenti papali. Nella piccola sala a piano terra si scambiavano le impressioni e le emozioni per questo incontro, in attesa di essere chiamati. Fu una sorpresa vedere entrare dalla porta non un uscere ma il Papa in persona. Con semplicità salutò tutti con grande affabilità, si prese una sedia, si sedette e  ascoltò ciò che ciascuno gli raccontava. Era evidente il grande interesse del Papa per il tema della difesa della foresta e dei popoli che in essa vivono. L’Arcivescovo Dom Moacir e Padre Luiz Ceppi, il missionario comasco che visse l’esperienza di Chico Mendes, lo aggiornarono sulle difficoltà e i rischi che ancora oggi sta vivendo la Chiesa dell’Amazzonia.  Il vice presidente del Senato brasiliano, Jorge Viana, gli parlò della sua esperienza da quando, come primo governatore ambientalista dell’Acre, nel 1999 avviò le politiche di sviluppo sostenibile per le quali Chico Mendes e i popoli della foresta si erano battuti. Condivise e trovò bella la filosofia del “colibrì” che il rappresentante di “Artigiani di pace” gli raccontò. L’udienza privata durò più del previsto.  Nel salutarli, dopo avere dato loro la propria benedizione, il Papa accompagnò i suoi ospiti fino all’uscita di Santa Marta.

Aveva dato loro il proprio sostegno e l’invito ad andare avanti. Questo invito riguarda tutti noi. I medesimi principi, con parole diverse, Papa Francesco le ha ribadite nel proprio messaggio a Expo del 7 febbraio 2015.

“La prima preoccupazione dev’essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e lottano solo per la sopravvivenza”.

“Scelte prioritarie da compiere: rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della iniquità”.

“Dio perdona sempre, le offese, gli abusi; Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La terra non perdona mai! Custodire la sorella terra, la madre terra, affinché non risponda con la distruzione”.

 

 

Il “piacere” di salvare la foresta

 

Chi di noi non è d’accordo sulla necessità di salvare la foresta? Tutti sono d’accordo. La difficoltà è capire come ognuno di noi può dare il proprio contributo alla sua salvezza.

La risposta è “Farlo per piacere”. E’ un po’ come l’uovo di Colombo.

A ognuno di noi servono prodotti nutrienti, che siano buoni e saporiti, ma al tempo stesso facciano bene alla salute. Quante schifezze oggi il mercato ci offre, sotto la veste di prodotti saporiti, che poi si scoprono devastanti per la nostra salute!

A chi non servono prodotti naturali capaci di curare in modo preventivo la propria salute, che rallentino i processi di progressivo deterioramento del proprio organismo?

I frutti e gli oli naturali presentati in questo libro hanno queste caratteristiche.  Hanno in se la forza vitale della foresta equatoriale più grande del pianeta.

Se decidi di acquistare questi prodotti per curare il tuo fisico, la tua salute e la tua estetica, acquista esclusivamente quei prodotti che provengono da luoghi come l’Acre. Realizzati cioè attraverso lavori compatibili con la difesa della foresta.

Comprandoli, sosterrai gli abitanti della foresta e permetterai loro di continuare a tutelare, anche per te, il polmone verde del pianeta.

E’ un po’ come “compri 2, paghi 1”. L’effetto più importante, la tutela dell’ambiente, ti viene offerta gratis, grazie alla tua scelta di comprare solamente quei prodotti che sono certificati dal punto di vista ambientale.

E’ il commercio equo e solidale? No, vorremmo dargli una dimensione decisamente maggiore. Non una nicchia positiva in un mercato dominato da logiche opposte, ma costruire una rete di consumatori e imprese che si riconoscono in un progetto di questo tipo.

 

La farfalla dell’Amazzonia

 

L’Acre, sulla carta geografica dell’Amazzonia, appare come una piccola farfalla, incastrata tra territori più grandi. Ad ovest il Perù, a sud la Bolivia, a nord lo stato brasiliano dell’Amazonas e a est Rondonia.

Con una superficie di 164.122,28 km.q, pari al 54,5% dell’Italia, ha una popolazione di appena 790.100 abitanti. Il suo territorio è coperto per il 90% dalla foresta amazzonica. Il fiume Acre, dal quale prende il nome, scorre a sud del paese.

All’inizio del secolo scorso ha avuto un ruolo importante nella fornitura della gomma all’industria automobilistica. Erano i seringueiros coloro che nella foresta raccoglievano il lattice dall’albero della gomma, chiamato appunto “seringueira”.

E’ un seringueiro colui che negli anni settanta ha riportato l’Acre alla ribalta della cronaca internazionale. Chico Mendes alla testa dei seringueiros, uniti con gli atri popoli della foresta, sostenuti dalla Chiesa e da missionari straordinari, hanno bloccato la distruzione della foresta. Nel 1988 Chico Mendes ha pagato con la vita questo suo impegno, ma la sua morte non ha impedito che l’Acre diventasse uno dei più determinati alfieri delle politiche di sviluppo sostenibile nel mondo.

Perché un piccolo Paese, con una popolazione decisamente limitata, è diventato importante per noi, che viviamo a più di 10.000 km di distanza? Cerchiamo di spiegarlo in questo libro, che vuole essere un omaggio a tutti coloro che si sono battuti e continuano a battersi per la difesa del polmone verde del pianeta e vuole essere uno stimolo per ognuno di noi a prendere coscienza che sulla nostra piccola terra i fenomeni sono strettamente interconnessi e un battito d’ali di una farfalla in un luogo lontano può ripercuotersi e creare effetti disastrosi in luoghi lontani.

 

“Laudato si” Papa Francesco, perché ci sproni ad agire per la difesa del creato e dei diritti sociali dei più deboli.

L’Amazzonia ed i suoi popoli sono citati dall’Enciclica del Papa come una delle realtà più a rischio sul piano ambientale e sociale.

Il nostro futuro è strettamente legato al futuro delle foreste tropicali, in particolare all’Amazzonia.
Ognuno di noi può contribuire a salvaguardare questo bene prezioso.
Non servono grandi sforzi, né sacrifici. Possiamo farlo conciliando il nostro piacere e il nostro interesse con la causa della difesa della foresta e dei suoi popoli.

 

 

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One Comment

  1. caterina says:

    tutto bello e tutto vero, la natura è la fonte della nostra vita e va salvaguardata…ma se da due miliardi di vent’anni fa siamo ora sette miliardi, con questo ritmo distruggeremo tutto… e Bergoglio, chissà perché, la predica la fa a noi europei di fare pochi figli, tre al massimo per coppia, ma come fa ad arrestare la crescita nei mondi che sicuramente non gli danno ascolto?…ogni donna nell’Africa nera fa sette figli, lo dicevano ieri in un programma televisivo… e vediamo poi dove li mandano… pestilenze non ci sono più e guerre mondiali speriamo neppure… la terra alla fine sarà dei neri e ci penseranno loro… come non riesco a immaginarlo!
    Forse è per questo che anche il Papa fa il tifo per i gay, ma le donne ci sono sempre … salvo che non si faccia come in Cina…programmazione delle nascite e soppressione alla nascita delle femmine…
    L’EXPO ci darà la soluzione?

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