Monza, passa mozione Grande Nord su residuo fiscale. Mariani: dovere politici lombardi far sapere

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di BRUNO DETASSIS – E’ passata la mozione che Alberto Mariani, consigliere comunale a Monza per Grande Nord, aveva sottoposto al voto dell’assemblea, per consentire alla popolazione di conoscere l’evoluzione del residuo fiscale attraverso gli apparati e i tabelloni luminosi, le bacheche digitali, con cui l’amministrazione comunica con i cittadini. Un passo avanti che consente di non dimenticare e tenere viva la memoria ai contribuenti lombardi, creditori verso lo Stato. Ma la politica non ci tiene a far ricordare che si paga per non avere servizi e, semmai, per pagarli a chi di tasse ne versa meno.

Alberto Mariani, nella sua dichiarazione di voto, ha ricordato come nell’aula di Monza sia emerso lo stesso comportamento dei partiti quando nel Municipio 2 di Milano un altro consigliere di Grande Nord ha sottoposto la medesima mozione al voto. “8 contrari, 5 favorevoli, 7 astenuti. Contrari? Sinistra per Milano. Hanno paura che si venga a sapere… temono… 5stelle? Contrari. Consiglieri “Io corro per Milano”, contrari… Poi quando c’è da fare qualcosa di utile per Milano, Monza, per i lombardi… tutti contrari! Una lista peraltro che fa capo a Stefano Parisi. Parisi, se ti candidi in Lombardia, almeno difendi gli interessi dei lombardi. Ciellini? Contrari… Tra gli astenuti Pd e Forza Italia”. Poi Mariani torna su Monza. “Tutti siamo qui per fare gli interessi dei monzesi poi però chi sono veramente quelli che fanno gli intressi dei monzesi? e chi ha paura di raccontare la verità? Stiamo solo dicendo come vanno le cose… C’è una zona che produce ricchezza che conta zero e chi invece prende questa ricchezza che conta 100. Va invertita questa rotta. Non ce la facciamo più. In altre regioni non ci sono regole, qui le regole vanno rispettate. Se c’è una sola Italia non ci devono essere due pesi e due misure. Tutti uguali. Qui invece più metti soldi, più non conti… Perché siamo stupidi, pensiamo solo a lavorare. Svegliati lombardo, non lasciare la politica non va lasciata a chi fa il proprio interesse. Ma i peggiori sono i lombardi che fanno gli interessi di altre regioni”.

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