MONTICHIARI, ARRIVANO IN SEGRETO I RIFIUTI DI NAPOLI

di REDAZIONE

Che nonostante la contrarietà di Regione e Provincia nel Bresciano venga smaltita l’immondizia prodotta a Napoli è il segreto di… Pulcinella. L’aspetto più controverso, e per certi versi inquietante, è invece scoprire che la spazzatura partenopea finisca nelle discariche della Bassa Bresciana con i crismi dei protocolli d’emergenza e quindi con procedure di controllo «semplificate», per usare un eufemismo.

Anche per questo motivo i flussi di scarti sull’asse Campania-Lombardia sono tornati sotto la lente della Commissione interparlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Nei giorni scorsi il presidente dell’organismo Gaetano Pecorella ha inviato una lettera a tutte le Procure che stanno indagando sulla filiera dei trasporti (ci sono forti sospetti d’infiltrazioni camorristiche), e anche alle Prefetture delle province in cui si stanno smaltendo le 42 mila tonnellate di rifiuti previste nei contratti firmati dalla Sapna con la pletora di partner del Nord Italia. Un’operazione da 6 milioni di euro. Ai prefetti, compreso quello di Brescia, viene sostanzialmente chiesta un’informativa completa sull’operazione, la qualità dei rifiuti «importati», le modalità di trasporto e i controlli messi in atto.
Una volta ricevuti i resoconti, la commissione deciderà se e come attivare un’inchiesta autonoma, che può essere portata avanti con le stesse modalità della magistratura ordinaria, ad eccezione naturalmente della parte relativa a provvedimenti di custodia cautelare.
Le preoccupazioni dei commissari si possono leggere fra le righe dell’interrogazione presentata da Alessandro Bratti che fa parte della commissione in veste di capogruppo del Pd. «E’ opportuno – premette l’interrogazione firmata anche dai deputati Chiara Braga e Raffaella Mariani -, approfondire le modalità di smaltimento dei rifiuti trattati negli Stir, ovvero gli impianti napoletani che li trasformano da urbani in speciali con semplici lavorazioni, in quanto non sono sufficientemente chiari nè la destinazione di tali rifiuti nè le modalità con cui avviene il loro trasporto».
Fra i contratti di smaltimento conclusi al di fuori di accordi regionali siglati negli ultimi mesi, spiccano quelli con Trieste, Padova, Busto Arsizio, Ferrara e, per quanto riguarda il Bresciano, con la Gedit.
Nel caso del bacino di conferimento di Montichiari, l’ultimo accordo commerciale è stato siglato il 28 novembre fra Sapna e il Consorzio Cite di Salerno. L’intesa prevede che nell’impianto Gedit finiscano complessivamente 530 tonnellate di rifiuti codice Cer 10.05.01, ovvero di prodotti dal trattamento aerobico dei rifiuti solidi, urbani e simili non compostata, provenienti dall’impianto di Tufino, e 5.060 tonnellate di frazioni trito vagliate codice Cer 19.12.12, cioè la frazione secca, «importate» da Tufino e Giugliano.
Il contratto prevede anche un «ristoro ambientale» per lo smaltimento oltre al pagamento delle operazioni di controllo da parte di Arpa. La tariffa fissata è di 159 euro a tonnellata, omnicomprensivo di trasporto, smaltimento, ecotasse, contributi e di ogni altro onere, per un importo complessivo di 888.810 euro. Stando all’intesa commerciale, le operazioni di smaltimento dovrebbero essere completate in questi giorni.
Anche per i contratti Gedit, sotto sequestro dal 20 ottobre ma operativa grazie ad un protocollo di controlli attuati dalla procura di Brescia, si è fatto ricorso alle procedure d’urgenza e quindi non ad un bando di gara. «Molte migliaia di tonnellate di rifiuti tritovagliati campani sono stati, e sono tuttora, smaltiti negli impianti del Nord Italia, attraverso accordi privati tra le aziende e senza che si abbia notizia dei controlli sulla qualità – scrive nell’interpellanza Bratti -, a prescindere dalla loro formale qualificazione con codice Cer 19.12.12. In molti casi questi rifiuti vengono trasportati da ditte, per le quali non è ancora pervenuta risposta in merito all’informativa antimafia; in tutti i contratti, inoltre, si fa ricorso a procedure accelerate di urgenza che non garantiscono un adeguato grado di trasparenza sulle modalità di scelta del contraente e sulle modalità di esecuzione del servizio».
Bratti domanda dunque alla Commissione se non ritenga opportuno assumere iniziative per accertare, «anche attraverso i carabinieri per la tutela dell’ambiente, la tipologia di rifiuti campani conferiti nel Nord Italia nonché la situazione degli impianti di trattamento e smaltimento indicati nei contratti e delle modalità di trasporto».

da www.bresciaoggi.it

 

 

 

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5 Comments

  1. Marco says:

    Aggiorno:

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    Montichiari, la Gedit chiede i danni al Comune

    Ore: 19:49 | giovedì, 24 maggio 2012

    Nuovo tassello della guerra fra l’Amministrazione comunale di Montichiari e la Gedit, la discarica del gruppo Gedit-Gabana aperta da un paio d’anni nel territorio di Montichiari.
    Per capire di che si tratta bisogna ricordare che, ritenendo la discarica Gedit fonte degli odori nauseabondi che spesso permeano l’aria di Vighizzolo, lo scorso inverno il sindaco Elena Zanola aveva firmato un decreto di sospensione dell’attività. La discarica era rimasta chiusa solo un giorno, perché la Gedit si era rivolta al magistrato, che, seppur con alcuni vincoli, aveva autorizzato la ripresa dell’attività.

    Ebbene: per quel giorno di chiusura, ora la Gedit ha chiesto i danni al Comune di Montichiari.
    La conferma arriva dalla stessa Elena Zanola: «La Gedit ci ha chiesto 50mila euro per il danno che avrebbe subito per un solo giorno di chiusura della discarica. A questo punto appare evidente che la Gedit incassa 50mila euro al giorno. Mi sono presa la briga di fare due conti: 50mila euro al giorno sono un milione e mezzo al mese, cioè 18 milioni l’anno, da moltiplicare per cinque anni. Ecco: con l’attività aperta a Vighizzolo la Gedit guadagna una paccata di milioni sulla pelle dei cittadini di Montichiari».

    Comunque, chiude il primo cittadino monteclarense, «non ci sono problemi: ci difenderemo anche da questo attacco. E naturalmente spiegheremo tutto ai cittadini».

    http://www.giornaledibrescia.it/in-provincia/bassa/montichiari-la-gedit-chiede-i-danni-al-comune-1.1215584

  2. Enrico says:

    MA LA LEGA IN LOMBARDIA DORMEEEEEEEE.. LEGA DOVE SEI ???
    SIETE SOLO UNA DELUSIONE UNICA.

  3. Druides says:

    é veramente incredibile a quale livello di sottomissione sia arrivata la gente del Nord, quelli che la Lega vorrebbe definire "padani". A leggere queste notizie e vedere la totale mancanza di reazione da parte di istituzioni locali, movimenti politici e partiti, viene proprio voglia di spaccare tutto.

    • Marco says:

      L’amministrazione monteclarense è da sempre contraria a questa discarica.
      Il 12 gennaio il sindaco l’ha chiusa con un’ordinanza di sospensione temporanea di 5 giorni perchè, a causa delle emissioni provenienti dall’impianto Gedit, numerose persone (in particolare bambini) abitanti la vicina frazione di Vighizzolo, si erano sentite male.
      Il TAR ha fatto riaprire la discarica il giorno dopo…

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