MONTI VUOL PASSARE ALLA STORIA COME LEADER DELLA UE

di FABRIZIO DAL COL


Ci siamo, anzi non ci siamo proprio. Nei tempi che furono, quando si trattava di modificare la geopolitica occidentale europea, gli “illuminati” dettavano l’agenda ai vari capi di stato e ai dittatori di turno. Fin dalla prima guerra mondiale questo manipolo di persone senza scrupoli era dedito al profitto e alla speculazione, prometteva benessere per tutti, economia, lavoro e tutto ciò sarebbe dovuto servire a convincere i regnanti europei ad accettare le loro soluzioni. Questi faccendieri arricchiti che traevano profitti grazie alle guerre a quel tempo forse volutamente procurate e volte al raggiungimento dei loro obbiettivi, incuranti di un futuro che non fosse solo quello finanziario e agendo alle spalle dei popoli, convincevano e costringevano i vari leader europei ad accettare la bontà delle loro proposte che, ovviamente, erano solo in funzione delle loro speculazioni finanziarie.

La crisi economica che stiamo vivendo oggi e che dura ormai da 4 anni, è una crisi di sistema fortemente voluta e ordita non solo dai mercati americani bensì dai potenti e illuminati di oggi che, invece delle troppe costose guerre, preferiscono utilizzare gli strumenti di controllo e di condizionamento per poi investire i loro denari al ribasso sui debiti sovrani degli Stati. Questa operazione, oltre a produrre mastodontici profitti, è una strategia volta da un lato a poter meglio controllare economicamente gli stati Europei e dall’altro a creare le condizioni economiche adatte a far sì che da tanti Stati ne possa domani nascere uno solo. Nel 1992 l’Italia viveva una crisi latente con una inflazione in crescita continua che in quel periodo storico alimentava in proporzione gli interessi commerciali pagati dalle aziende alle banche, interessi che erano stabilmente a due cifre. La manovra finanziaria pari a 90.000. MLD delle vecchie lire, ovvero la più costosa delle manovre finanziarie patita dagli italiani nella prima repubblica e voluta dal presidente del Consiglio allora in carica Giuliano Amato, servì a creare le condizioni di bilancio atte a partecipare alla moneta unica. Qualche anno dopo, senza aver indetto un referendum popolare, il presidente del Consiglio Romano Prodi, impose una tassa di 50.000 delle vecchie lire al fine di partecipare alla moneta unica.

Ciò che sta accadendo oggi a distanza di 20 anni, è la medesima operazione di unificazione europea avvenuta in passato, quando l’adesione alla moneta unica servì, a loro dire, a salvare l’Italia dal fallimento economico in cui in quel momento versava. Oggi il premier Monti, come ieri Prodi, annuncia la necessità irreversibile di unità politica dell’Unione europea e, mentre vaga per mezzo mondo a svolgere il lavoro di diplomazia volto a realizzare l’epilogo di questo percorso tortuoso, si interessa ad ogni incontro di citare sistematicamente la parola Europa. In sostanza ciò che preme al premier oggi sono solo i numeri che, da una parte, sono solo freddi numeri che riguardano le entrate grazie ottenute tassando a destra e a manca piuttosto che tagliando i costi dell’apparato pubblico e, dall’altra, numeri da conseguire ad ogni costo per non mancare all’appuntamento della prossima unificazione politica europea. Nonostante tutto ciò, il Monti “numeraiolo” non manca mai di citare la faccenda delle responsabilità che, a suo dire, l’Italia è oggi costretta ad rispettare con sacrifici e denari  da lui richiesti ai cittadini a causa degli errori dei governi che l’hanno preceduto.

Vien da chiedersi allora, giusto per fare due esempi concreti, per quale motivo si va a mortificare e a tartassare fino all’inverosimile la popolazione italiana senza procedere invece con i licenziamenti nel pubblico impiego ? oppure, per quale altro motivo non si procede alla revisione delle regole sugli appalti statali ? Sono solo due esempi, ma messi insieme determinano una considerevole somma di MLD di €. Si è preferito invece sborsare la bellezza di 48 MLD di € , somma finita poi nelle casse dell’Europa per aiutare gli Stati in difficoltà economica e, guarda caso, questa somma corrisponde proprio alla cifra esatta recuperata dalla riforma delle pensioni.

Ma Monti è un tecnico o un politico? A guardar bene è una persona a cui non manca niente e, da tecnico, ha già conseguito i suoi brillanti obbiettivi, per lui si intende. A cosa punta allora l’uomo che ha già realizzato tanto se non l’aspirazione di trasformarsi oggi in politico? si preoccupa forse di chiudere il suo mandato in Italia e di passare alla storia? oppure pensa di divenire il leader europeo di cui avrà il bisogno la costituenda Europa politica unificata?

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11 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    Monti finirà in un cassa da morto, come tutti. Alla storia passerà solo se qualcuno decide di non farlo morire di morte naturale o in un letto di ospedale.

  2. michela.verdi says:

    L’articolo è pieno di luoghi comuni e di banalità. “E’ una crisi di sistema fortemente voluta e ordita non solo dai mercati americani bensì dai potenti e illuminati di oggi” è una contraddizione marchiana. La crisi non è stata prodotta dai mercati. E’ interamente politica e dovuta all’interventismo statale nell’economia.

    • Fabrizio says:

      banalità,, luoghi comuni, contraddizioni, infine la perla; la crisi non è stata prodotta dai mercati. E’ interamente politica e dovuta all’interventismo statale nell’economia.

      No comment

    • mercanzin marco says:

      invece io commento.
      La crisi attuale è determinata dalla crisi del debito PRIVATO, ripeto PRIVATO !

      guarda che le banche hanno prestato troppo (in Spagna il loro attivo è aumentato di una novantina di punti di Pil dal 1999 al 2007), quindi hanno necessariamente prestato male (perché gli impieghi produttivi sono limitati ed esistono i rendimenti decrescenti), quindi ora sono fragili e rischiano il fallimento. Le banche falliscono perché è esploso il debito privato, il quale è esploso perché loro hanno decisop di finanziarlo. Chiaro? I 90 punti di Pil in più di “crediti ai settori residenti” in Spagna sono 90 punti di Pil in più di debito privato. Il debito privato (cioè i crediti delle banche, la componente principale del loro attivo) in Spagna nel 2007 era il 197% del Pil. Il debito pubblico era il 36%.

      Una semplice, tremenda verità, i mercati sono allarmati dallo spropositato debito privato dei paesi dell’europeriferia.
      Il settore privato spoagnolo ha debiti per il doppio delreddito del paese. Altro che parametri di Maastricht! E cosa succede quando il settore privato ha troppi debiti (cioè ha preso troppi soldi in prestito, cioè le banche hanno troppi crediti), cosa succede insomma quando c’è troppa finanza? quando il debito privato supera il 110% del Pil iniziano gli effetti depressivi sull’economia.
      e la crisi perché c’è stata? Perché in un altro paese i debiti privati avevano superato (e da un po’) il 110% del Pil… Indovinate un po’ dove?
      E basta co sta monada del debito pubblico. E per l’irlanda è stata la stessa cosa, basso debito pubblico, ma alta esposizione finanziaria privata con l’estero, e booom !!

      Evviva i mercati !!!

  3. sandro Migotto says:

    Fabrizio Dal Col. Una persona lungimirante, quello che ha scritto e detto negli ultimi anni si e’ puntualmente verificato. Capacita’ di analisi politica fuori dal comune Le aquile come lui non soffrono di vertigini. Questo articolo lo comprova.

  4. Domenico says:

    c’è una “e” di troppo

  5. Antonino Trunfio says:

    il rag. Mariugo Montozzi è già passato alla storia. Anzi è nella preistoria. Come tutti i dinosauri spariranno dalla faccia della terra o per le glaciazioni o per qualche pallottola vagante.

  6. Flavio Poli (Unione Padana Alpina) says:

    Francamente non so se Monti pensa di divenire il leader (o lader) della futura unione europea ma, sicuramente, dato il suo ‘apporto’ una posizione all’interno dell’europa unificata lo meriterà. La questione, nel breve termine è il pericolo che come i suoi predecessori ricorra a mettere le mani oltre che nel portafoglio anhe nel conto corrente e quanto asportare per soddisfare la richiesta degli altri stati dell’unione. Ricordo che ll trattato non firmato dalla repubblica ceka e al di la della manica, inserire nella costituzione il pareggio di bilancio. In nome di questo è autorizzato a prelevare quanto e dove lo ritiene necessario. Stanno preparando i treni per portarci nello stato europa anche se penso che ai vari illuminati e faccendieri non convenga avere uno stato unico in europa.

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