Monti Über Alles, ecco i sette punti della “banalità”

di REDAZIONE

“Un movimento civico, popolare, responsabile e’ la nostra proposta per cambiare l’Italia e riformare l’Europa”. E’ quanto scrive Mario Monti su Twitter, rilanciando un articolo pubblicato sul suo sito ‘agenda-monti.it’, in cui parla del suo movimento sottolineando che “non intende collocarsi ‘al centro’ tra una destra e una sinistra ormai superate, bensi’ costituirsi come elemento di spinta per la trasformazione dell’Italia, in contrapposizione alle forze conservatrici, prone ad interessi particolari, a protezioni corporative o addirittura dichiaratamente anti-europeiste”.

“La scelta riguardera’ la nostra capacita’ di recuperare lo slancio e le energie che abbiamo saputo mostrare nelle fasi migliori della nostra storia recente, o se invece prevarra’ la tentazione di un ripiegamento sulle nostre debolezze. Per questo abbiamo deciso di offrire alle italiane e agli italiani la possibilita’ di dare il proprio voto ad una formazione politica diversa da quelle che hanno animato il ventennio della seconda repubblica, i cui risultati sono oggi di fronte agli occhi di tutti. Un movimento che nasca dall’unione tra l’associazionismo civico, che testimonia della vitalita’ della societa’ civile, e la politica piu’ responsabile”, scrive ancora Monti. “Un movimento che raccolga il testimone dell’esperienza di governo guidata da Mario Monti, che in soli tredici mesi ha restituito all’Italia credibilita’ e affidabilita’ dentro e fuori i confini nazionali, e che intenda proseguirne il lavoro, dopo l’emergenza finanziaria, con la prospettiva di una legislatura e con il consenso di milioni di italiani, verso un obiettivo di crescita sostenibile e di occupazione. Un movimento popolare e riformista che si rivolga a quegli elettori che da tempo sono in cerca di una nuova offerta politica, che sia finalmente capace di innovare i limiti dei vecchi partiti e di realizzare le riforme necessarie a restituire slancio e vitalita’ ad una grande nazione com’e’ e come deve rimanere l’Italia. Questo dobbiamo ai giovani e alle future generazioni di italiani”.

Monti ribadisce in sette punti il ‘cuore’ del suo progetto politico.

1. Una scelta europea, una scelta di innovazione Oggi lo spartiacque fondamentale della politica italiana corre: – tra coloro che sono convinti che il futuro dell’Italia non puo’ prescindere dal contesto europeo, sul solco della strategia delineata da Mario Monti e condivisa dai principali partner europei per uscire insieme dalla crisi e coloro che sono convinti, al contrario, che la politica europea sia all’origine dei mali italiani; – tra coloro che intendono cogliere la grande occasione offerta da questa crisi e dalla nuova strategia coordinata a livello europeo per la crescita e l’equita’ intergenerazionale, al fine di innescare un processo di rapido allineamento dell’Italia ai migliori standard europei, e coloro che considerano questo progetto velleitario (“l’Italia e’ diversa”, “in Italia queste cose non si possono fare”), se non addirittura socialmente ed economicamente dannoso. Il nuovo movimento nasce oggi con l’obiettivo fondamentale di ancorare saldamente la politica italiana alla nuova strategia europea e di realizzare sul piano interno le riforme che essa rende indispensabili.

2. Superare i vecchi schemi della politica del Novecento, dando vita a una nuova formazione politica che metta in primo piano le profonde trasformazioni di cui ha bisogno l’Italia Il vecchio schema politico che contrappone una destra conservatrice o liberista, impegnata a perseguire l’efficienza economica, a una sinistra progressista o statalista, che si illude di conservare l’equita’ rifiutando il merito e la mobilita’ sociale, non corrisponde piu’ a cio’ che effettivamente accade nella politica italiana. Lo statalismo alligna sia a destra che a sinistra, gli interessi corporativi e le posizioni di rendita cercano protezione tanto a destra quanto a sinistra. Cosi’ stando le cose, il suddividersi delle forze politiche secondo il vecchio schema destra-sinistra genera disorientamento dell’opinione pubblica ed e’ una delle cause dell’inconcludenza che caratterizza gravemente la politica italiana. La scelta piu’ rilevante, incisiva e impegnativa che il Paese oggi puo’ – e a nostro avviso deve – compiere e’ quella pro o contro la profonda trasformazione dell’Italia necessaria per la sua piena integrazione in Europa. Dunque e’ necessario che su questa scelta, molto incisiva e impegnativa, si concentri correttamente la campagna elettorale che si apre in questi giorni.

3. Perche’ non possiamo e non vogliamo considerarci ne’ “di centro”, ne’ “moderati” La nuova formazione politica alla quale stiamo dando vita, adottando l’Agenda Monti come ispirazione per un programma di governo, non intende collocarsi “al centro” tra una destra e una sinistra ormai superate, bensi’ costituirsi come elemento di spinta per la trasformazione dell’Italia, in contrapposizione alle forze conservatrici, prone ad interessi particolari, a protezioni corporative o addirittura dichiaratamente anti-europeiste. Questa nuova forza politica sara’ certamente moderata nei toni; ma non nel programma perseguito, che si caratterizza invece per l’incisivita’ delle riforme che intende realizzare.

4. Il carattere laico e pluralista della nuova formazione, unita dai valori della liberta’ e dignita’ della persona La nuova formazione politica unisce intorno a un programma impegnativo per la crescita del Paese persone di buona volonta’, credenti e non credenti, impegnate ciascuna con la propria cultura e competenza specifica a far maturare un piu’ alto livello di etica pubblica condivisa. Laddove, su singole questioni di rilievo etico, si determinassero diversita’ di valutazione, ci si impegnera’ a cercare insieme la soluzione piu’ coerente con i valori della Costituzione, nella comune promozione della dignita’ della persona, ferma restando la liberta’ di coscienza.

5. I rapporti con le altre forze politiche Il nuovo movimento nasce con l’ambizione di raccogliere il consenso della maggioranza degli italiani, anche dando una risposta avanzata e convincente al grande numero di elettori che nelle forze politiche in campo nell’ultima legislatura non trovano una risposta che soddisfi il loro desiderio di riscatto del Paese e di ancoraggio sicuro all’Europa. Sia che questo obiettivo venga pienamente raggiunto, sia in caso contrario, cercheremo la convergenza con le forze politiche che adottino una linea d’azione compatibile con la nostra strategia europea, anche allo scopo di fare argine al populismo antieuropeo che sta crescendo in Italia in modo preoccupante.

6. Un nuovo stile nel confronto politico e nella gestione della cosa pubblica Il nostro impegno a uno stile politico moderato nei toni implica anche il rifiuto di qualsiasi faziosita. Aggiungiamo che, se gli italiani ci affideranno il compito di governare il Paese, ci impegneremo a svolgere questo servizio secondo un modello di comportamento politico-amministrativo rigoroso: perseguiremo – certo – con la massima coerenza il programma proposto, ma nella consapevolezza di agire esclusivamente come gestori della cosa pubblica e non come promotori degli interessi di una parte politica rispetto a quelli di altre parti.

7. Un nuovo impegno della societa civile La nostra democrazia ha bisogno di una politica forte e autorevole, alla quale i cittadini riconoscano dignita e da cui possano attendersi competenza e responsabilita. Ma la politica tornera a essere forte solo se sara rinnovata in profondita: scegliendo la trasparenza, assumendosi le proprie responsabilita per ogni insuccesso e aprendosi al piu libero contributo della societa civile. La societa civile deve pero rinunciare alla tentazione di restare in tribuna – accontentandosi della critica, della lamentela o della rabbia – per partecipare attivamente. Crediamo che la politica debba tornare ad essere riconoscibile, candidando figure che vivono e lavorano nei territori che aspirano a rappresentare, cosi come riteniamo fondamentale regolare meticolosamente i conflitti di interesse, che rappresentano la minaccia piu grande per ogni societa liberale, e potenziare gli strumenti di controllo democratico e i vincoli di verifica sulla qualita e la coerenza del mandato parlamentare che siano anche funzionali al rinnovamento costante del personale politico.

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3 Comments

  1. caterina says:

    insomma lui vuole l’Italia appiattita sull’Europa… e pretende di convincerci con una sfilza di parole e concetti triti e ritriti che sono da un bel po’ sulla bocca di tutti, soprattutto di quelli seduti su poltrone dorate che non hanno mai fatto la fatica di meritarsi, ma che ora si danno un gran daffare per conservarsela… e hanno una fifa matta di perderla.
    Come fa uno come Monti a starsene in Italia! la sua patria è altrove, in Germania o a Bruxell, e se ne vada pure, i suoi amici, sempre che ne abbia uno triste come lui, lo accoglieranno a braccia aperte.
    Noi restiamo qui ben piantati nella nostra realtà e nella nostra terra, ci penseremo noi a tirarci fuori dai guai dove ci hanno confinato.
    Veneto tutto nostro, Veneto indipendente!

  2. gigi ragagnin says:

    quante balle dice lo spudorato. ancora non lo sa con chi si è legato ? delle tre itaglieseddeste, quella di berlusconi & bossi, quella di bersani & vendola, la sua di fini & casini è la peggio.

  3. elio says:

    si montimer, non quella della confindustria utile e produttiva ma quella parassitaria che si sta ciucciando il fondo del barile

    pros pros

    buona ciucciata

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