LO STATALISTA MONTI SPIEGATO CON LA METAFORA DEL SEMAFORO

DI GIOVANNI BIRINDELLI

Pare che le idee per la crescita del nostro originalissimo presidente del consiglio consistano nel fare investimenti pubblici “veri e genuini”, magari con lo scorporo totale o parziale delle spese per investimenti dal calcolo del deficit. Rinfrancato dall’elezione del socialista Hollande in Francia, il nostro Professore dice di volersi porre a metà fra politiche keynesiane e austerità tedesca ma davvero non si capisce dove la ricetta che lui propone non sia puramente keynesiana. Forse perché la spesa pubblica in deficit sarebbe finalizzata solo agli investimenti “veri e genuini”? Quello che caratterizza le politiche keynesiane non è il tipo particolare di spesa pubblica ma è l’uso della spesa pubblica come strumento per rilanciare la crescita e cioè l’idea che la crescita economica possa essere prodotta dall’interventismo economico, il quale invece, di qualunque tipo esso sia, al di là di un momentaneo effetto-droga ha necessariamente effetti distruttivi non soltanto sulla crescita ma sulle stesse possibilità che questa possa essere prodotta in futuro.

L’interventismo economico infatti fa il minor e il peggior uso della conoscenza presente in un sistema economico, cioè della conoscenza dispersa fra le persone, e anzi tende a distruggere questa conoscenza, a buttarla via. Poiché la conoscenza è capitale, l’interventismo economico da parte dello stato implica necessariamente uno spreco e una distruzione di capitale, che a sua volta produce necessariamente, nel lungo periodo, una decrescita economica, non una crescita. Viceversa il non interventismo economico da parte dello stato (il libero mercato) fa il maggior e il miglior uso della conoscenza dispersa fra le persone, e cioè del capitale a disposizione, e ciò produce le migliori possibilità per una crescita economica. Quindi la cosa migliore che potrebbe fare Monti per rilanciare la crescita è far arretrare lo Stato (o contribuire a far arretrare il sovrastato) in tutte le sue forme (spesa pubblica, tasse, regolamentazioni, burocrazia, sussidi, redistribuzione delle risorse, politiche monetarie, eccetera). Esattamente l’opposto di quello che sta facendo.

Perché l’interventismo economico ha necessariamente effetti depressivi a lungo termine mentre il libero mercato crea le migliori condizioni per la crescita?

La ragione sta nel tipo di conoscenza che viene usata nei due casi. Per illustrare questa ragione in modo intuitivo ricorro a una metafora. Immaginiamo due modi alternativi di regolare il traffico a un incrocio: il semaforo e la rotatoria. La differenza fra i due sta nel tipo di conoscenza di cui fanno uso per regolare il traffico a quell’incrocio. Il semaforo usa la conoscenza dell’esperto (chiamiamolo Mario Monti) che, in base alla sua esperienza e ai suoi studi, ha programmato il timer del semaforo, per esempio fissando un intervallo di 30 secondi. La rotatoria, viceversa, usa per lo stesso scopo un tipo di conoscenza completamente diverso: la conoscenza dell’automobilista che deve attraversare quell’incrocio. Più precisamente, la rotatoria usa la conoscenza di ogni automobilista che deve attraversare quell’incrocio. La differenza fra i due tipi di conoscenza è chiara: nel caso del semaforo viene utilizzata ‘conoscenza centralizzata’ (quella di Mario Monti) cioè una conoscenza individuale che non dipende dalle circostanze di tempo e di luogo. Viceversa nel caso della rotatoria viene utilizzata ‘conoscenza periferica’, quella di ogni individuo che si trova ad attraversare quell’incrocio, la quale dipende da circostanze di tempo e di luogo che solo chi si trova lì in quel momento (l’individuo) conosce.

Ora mettiamo a confronto questi due modi di regolare il traffico a un incrocio.

In primo luogo è evidente che il semaforo utilizza una qualità di conoscenza inferiore rispetto alla rotatoria, in quanto non tiene conto delle circostanze di tempo e di luogo. Questa inferiorità qualitativa si esprime per esempio nella perdita di opportunità: se il semaforo è rosso ma non passa nessuno, l’automobilista è costretto a perdere un’opportunità. Per quanto “esperto” sia il programmatore del semaforo, egli non potrà mai sapere se in ogni istante futuro in quel punto ci saranno le condizioni per passare oppure no.

In secondo luogo: se quell’incrocio è attraversato da cento macchine al giorno, in un giorno il semaforo utilizzerà una unità di conoscenza (di qualità inferiore), quella di Mario Monti; mentre la rotatoria utilizzerà cento unità di conoscenza (ciascuna di qualità superiore), quelle di ciascun automobilista che si trova ad attraversare quell’incrocio. In un anno, il semaforo continuerà a utilizzare la stessa singola unità di conoscenza, mentre la rotatoria ne utilizzerà 36.000 unità (ciascuna di qualità superiore). Per quanto “esperto” sia il programmatore del semaforo, egli non potrà mai avere una quantità di conoscenza comparabile a quella che è dispersa fra tutte le persone che si trovano ad attraversare quel semaforo.

In terzo luogo c’è da considerare il fattore rischio, per esempio il ‘rischio dirottamento’ (chiamiamolo così). Quando il fluire del traffico a quell’incrocio dipende dalle decisioni di chi si trova nella stanza dei bottoni, chi controlla quella stanza ha un potere immenso per cui si possono produrre quelle situazioni rappresentate in diversi film d’azione americani (fra i tanti, The Italian Job di F. Gary Gray) in cui degli hackers prendono il controllo di quella stanza e gestiscono l’intero traffico per i propri scopi particolari (per il raggiungimento dei quali gli automobilisti diventano semplici strumenti). Visto che, come diceva Lord Acton, “il potere corrompe e il potere assoluto corrompe assolutamente” l’esistenza stessa della stanza dei bottoni (quando dalle decisioni di questa dipendono interessi particolari, come avviene in campo economico per esempio) produce le migliori condizioni e i migliori incentivi perché questa sia utilizzata in funzione di scopi particolari (collettivi o individuali che siano) da coloro che la controllano. La rotatoria, ovviamente, non pone questi rischi di dirottamento in quanto con essa il traffico non è ‘gestito’ ma fluisce in base alle scelte che ogni individuo prende sotto la propria responsabilità e all’interno di una semplice regola generale (in questo caso, quella che stabilisce che ha la precedenza chi sta già nella rotatoria).

Ultimo ma non ultimo è l’aspetto psicologico: il semaforo non induce le persone a valutare se ci sono le condizioni per attraversare ed eventualmente a farlo sotto la loro responsabilità individuale. Le educa a guardare il colore di una lampadina, e cioè a pendere dalle labbra dell’autorità. In questo modo le persone gradualmente tendono a perdere la loro individualità, la loro capacità di pensare individualmente, si atrofizzano, si paralizzano, si intimidiscono e perdono la capacità di decidere autonomamente. Piano piano esse perdono il proprio estro: quella capacità di osare, di provarci da cui in ultima analisi la crescita dipende.

Certo, questa è solo una metafora e in quanto tale ha molti limiti sui quali ora non è necessario soffermarsi (un limite per esempio è quello che la rotatoria è costruita da un’autorità mentre il libero mercato, essendo un ordine spontaneo, non è costruito ma è “cresciuto”). Personalmente, tuttavia, questa metafora la trovo molto utile per dare un’idea visiva e intuitiva della distinzione fra conoscenza centralizzata e periferica e quindi fra ordine arbitrario e ordine spontaneo. Il primo (l’ordine arbitrario) è il risultato non solo dell’azione delle persone ma anche del disegno di coloro che arbitrariamente stabiliscono i fini particolari in funzione dei quali coloro che partecipano a questo ordine devono agire (il tipico esempio è un’economia di piano come quella sovietica o un’“economia di comando”, il termine è di Hayek, come quella attuale). Il secondo (l’ordine spontaneo) è il risultato dell’azione delle persone ma del disegno di nessuno: il tipico esempio è l’economia di mercato nella quale, nei limiti in cui le sue azioni rientrano all’interno della legge intesa come principio generale e astratto, ognuno può agire in funzione dei propri fini individuali.

Se dalla metafora passiamo alla realtà, per esempio all’economia, infatti, le cose si complicano esponenzialmente ma i termini di fondo dei problemi sostanzialmente rimangono gli stessi della metafora. Per esempio, gli investimenti pubblici di cui parla Monti sono un esempio di interventismo economico che fa ricorso alla conoscenza centralizzata di coloro che li dovrebbero decidere: come tutte le altre forme di interventismo di ogni tipo che si sono accumulate e continuano ad accumularsi giornalmente in quella moderna forma di socialismo che con una contraddizione in termini viene chiamata “economia sociale di mercato”, questi investimenti pubblici produrranno necessariamente una ulteriore distorsione strutturale del mercato e cioè una ulteriore distruzione di conoscenza, di capitale . Attraverso questi investimenti si crea quella che Hayek chiama “misdirection of labour”: nuovi lavori vengono prodotti non dove il lavoro (in base alla conoscenza periferica delle persone che partecipano al mercato) è scarso ma dove ha deciso l’autorità (cioè in base alla conoscenza centralizzata). Si ha così una distorsione del mercato: una distruzione di conoscenza periferica con, mutatis mutandis, tutti gli effetti accennati sopra.

Questi investimenti pubblici tecnicamente possono essere finanziati in diversi modi: per esempio stampando moneta, oppure aumentando il debito pubblico, oppure aumentando le tasse. Ma né l’inflazione (la conseguenza della stampa di moneta), né il debito pubblico (che come vediamo nel caso della Grecia e presto dell’Italia ha un limite), né le tasse (per ovvi motivi) possono essere aumentati all’infinito. Prima o poi si raggiunge il limite e quando questo avviene la realtà non sarà più evitabile e la distruzione di capitale prodotta dalle politiche interventiste verrà a galla: il sipario sulla crisi si apre e le dimensioni di questa (tanto maggiori quanto più a lungo queste politiche sono state perseguite) saranno talmente spaventose che gli spettatori (perché a questo sono ridotti gli individui nelle economie di comando come quelle attuali) non ce la faranno nemmeno a guardare. Questo è quello che è successo in Grecia e che sta succedendo in Italia (l’ondata di suicidi per motivi connessi alle tasse è solo l’inizio): “Quanto più a lungo si protrae l’inflazione [Hayek si riferisce all’inflazione prodotta dalle politiche interventiste, e in particolare a quelle monetarie quali l’aumento della quantità di moneta, cioè la stampa di moneta] tanto maggiore sarà il numero di lavoratori i cui lavori dipendono dal prolungamento dell’inflazione, spesso perfino da una continua accelerazione del tasso di inflazione – non perché essi non avrebbero trovato lavoro senza inflazione, ma perché essi sono stati portati dall’inflazione [cioè dall’interventismo] a svolgere lavori temporaneamente attraenti i quali dopo un rallentamento o una cessazione dell’inflazione [delle politiche interventiste] spariranno di nuovo. … Ogni tentativo di preservare i lavori particolari che sono stati resi profittevoli dall’inflazione [dall’interventismo] porta a una completa distruzione dell’ordine di mercato”. Hayek, scrivendo nel 1978, parla dell’interventismo monetario ma lo stesso ragionamento può naturalmente essere esteso a qualunque altra forma di interventismo.

Hayek diceva che “Tutte le teorie politiche assumono, ovviamente, che la maggior parte degli individui è molto ignorante. Coloro che difendono la libertà differiscono dagli altri in quanto includono fra gli ignoranti loro stessi insieme ai più saggi”. Ben consapevole del fatto che sovranità della legge intesa come principio e libero mercato sono due facce della stessa medaglia, senza dubbio Hayek avrebbe esteso le stesse considerazioni alle teorie economiche. Ecco, quello che manca a chi persegue politiche interventiste è la modestia, il saper di non sapere. Coloro che sostengono e/o attuano l’interventismo economico e cioè che irresponsabilmente sostituiscono alla conoscenza periferica dispersa fra gli individui responsabili la loro conoscenza centralizzata (che, rispetto alla prima, è insignificante sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo) hanno un’arroganza patologica, cronica. Incapaci di concepire cose che crescono ma solo cose che possono essere ‘fatte’ (incapaci di riconoscere cioè un ordine spontaneo ma solo un ordine di tipo arbitrario) essi sono, nelle parole di Hayek, “i nemici della libertà”. Il governo di Mario Monti (il governo dei professori) è l’apoteosi di questa arroganza e cioè del non saper di non sapere, del non saper di non poter sapere. Se i danni di questa arroganza ricadessero solo su chi la ha non ci sarebbe nessun problema ovviamente, anzi.

Il problema è che non è così: chi ha questa arroganza è a capo dell’organizzazione più potente della storia del pianeta: lo stato moderno. Essi hanno un potere enorme e illimitato e lo usano per distruggere ricchezza, capitale, conoscenza, opportunità, libertà, legge, individualità e spirito umano.

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29 Comments

  1. Johann says:

    Il Primo Ministro Monti è un economista e come tutti gli economisti vive di teorie che tentano di razionalizzare i fatti economici reali, ossia raccontano ciò che altri hanno fatto, prodotto, realizzato. Quando pontificano le loro idee e proposte lo fanno sempre parlando dei soldi degli altri. Quando hanno guidato con loro iniziative le economie di qualche paese hanno realizzato i più grandi disastri mai visti. Il Primo Ministro Monti si limiti a realizzare, sempre che lo voglia e che glielo consentano a riformare il funzionamento di spesa di Stato, Regioni, Comuni, Enti pubblici vari e Società partecipate da questi. Gli Italiani ringrazieranno in massa. Ciò di cui ogni popolazione ha bisogno,dove vige la libera iniziativa economica, è la rimozione del fardello burocratico, fiscale, politico-repressivo e non ultimo culturale esercitato da Statalisti che vedono nella imposizione e nel controllo pervasivo la base del loro sostentamento.

  2. Antonino Trunfio says:

    A proposito del rag. Pieurgo Montozzi della Bocconi guardate il breve filmato di 1 minuto e mezzo che ho prodotto sul suo “Patto per la crescita” :
    http://www.youtube.com/watch?v=AGQROo4pvZg

  3. pippo baudo says:

    il paragone e’ errato.
    Il mercato odierno e’ piu’ come un incrocio senza alcuna regola, non una rotatoria. In poco tempo si creano ingorghi.
    Basta con questi teoremini con matematica da ignorantelli.
    La Storia ha mostrato che il neoliberismo devasta il mondo.

    • Giovanni Birindelli says:

      Grazie per il commento. Non è un paragone ma una metafora. La sua funzione è quella di dare un’immagine visiva e intuitiva dei diversi tipi di conoscenza che stanno alla base dell’interventismo e del libero mercato. La sua obiezione non tiene conto di questa distinzione fra i diversi tipi di conoscenza: se volesse approfondire l’argomento fuor di metafora (ne dubito) le suggerisco di iniziare dall’articolo di F.A. von Hayek “The use of knowledge in society”.
      Quanto alla sua affermazione “la storia ha mostrato che il neoliberismo devasta il mondo” l’opposto di questa assurdità (che probabilmente si fonda sulla confusione fra sistema economico attuale e libero mercato) è esposto da persone del calibro di Mises (p.es. in “Socialism”), di Hayek (p.es. in “The constitution of liberty”), di Rothbard (p.es. in “For a new liberty”), di Friedman (in “Capitalism and feedom”), di Ortega y Gasset (p. es. in “The revolt of the masses”) e altri nei loro lavori, a cui la rimando.
      Quanto alla qualifica di ignorante, che lei nel suo illuminato commento intende come un’offesa, io la accetto senza riserve e anzi la considero un complimento (spiego perché nell’articolo)

      • Giovanni Birindelli says:

        Errata corrige: “complimento”: sto scrivendo su smart phone, chiedo scusa

        • Antonino Trunfio says:

          Grande Birindelli ! Permettimi di associarmi all’armata degli ignoranti. Socrate diceva : so di non sapere. Ma si sa, nell’era della TV di Stato in cui un dinosauro dello schermo al secolo tale Pippo Baudo da Acireale, si candida ancora a presidente RAI, di Socrate e ignoranti come te, me, ecc.. sanno zero. AMEN

    • Roberto Porcù says:

      @ pippo baudo – a me il teorema piace e soprattutto mi piace che l’autore abbia evidenziato ai lettori quello che è l’aspetto psicologico. Senza arrivare alle rotatorie, non ricordo in che città, hanno deciso di spegnere tutti i semafori ed i Cittadini hanno così preso a non far attenzione ai colori, ma ad usare la loro di testa per prestare attenzione al traffico ed il risultato è stato che gli incidenti sono nettamente diminuiti.

      Per quel che riguarda invece proprio gli investimenti per lo sviluppo, l’unico funzionante sarebbe lasciare i quattrini nelle tasche dei Cittadini, ma allora non ci sarebbe “sugo” a fare politica. Con investimenti sono da prevedere quelle, che già mi vengono segnalate, conferenze dove politicanti che non hanno mai fatto un lavoro produttivo, spiegano (retribuiti) ai Cittadini quello che devono fare.

      Io voterò per Grillo e se riusciremo a toglierceli tutti dalle palle, vedrà lei che sviluppo che ci sarà in Italia. La nostra è una economia incatenata. Incatenata e sfuttata da una miriade di parassiti schifosi che si permettono poi anche di farci le prediche. Hanno rovinato l’Italia e meritano di essere totalmente privati dei beni e poi finire alla ghigliottina.

  4. ALEX says:

    Un giorno o l’altro bisognerà creare un’associazione vittime delle teorie di Keynes e Friedman. Questi due signori insieme hanno fatto più danni della bomba atomica. Il primo per ciò che giustamente si diceva nell’articolo, il secondo perchè in modo totalmente opposto pensava che il mercato si potesse regolare da solo ( a proposito in tutta Europa le rotatorie le stanno eliminando per l’incapacità del sistema di autoregolarsi a favore di sistemi controllati da satellite).Un punto importante dell’ articolo è proprio questo, la capacità di avere informazioni ma soprattutto saperle gestire. Un esempio è la riforma della pubblica amministrazione che a costo zero porterebbe ad un risparmio del 30%. Questa gestione dell’informazione da parte di questo sistema politico è impensabile per il semplice motivo che non i politici che questo sistema rappresentano non .vogliono: Loro sono solo capaci di perpetuare solo se stessi e per far ciò rendono sia la pubblica amministrazione che l’impresa inefficienti (posti clientelari ,aiuti a pioggia a ditte decotte ma “utili”)

    • Giovanni Birindelli says:

      Friedman non pensava che il mercato si potesse regolare da solo, tant’è che in quello che lui chiama “monopolio tecnico”, per esempio, non esclude la regolamentazione da parte dello stato (e qui Friedman a mio parere, basando questa sua posizione su un’idea di concorrenza errata -intesa come situazione corrispondente alla cosiddetta “concorrenza perfetta” invece che come legittimo processo di scoperta, prende una cantonata). Nessun liberale o liberista ha mai ritenuto che il mercato non dovesse essere sottoposto a regole e in particolare alla legge, al contrario: per nessun liberale il mercato e il capitalismo potrebbero esistere senza legge (un sequestratore non è un capitalista). Il punto è che i liberali per legge intendono non il provvedimento particolare e arbitrario frutto della decisione di chi detiene il potere politico, ma il principio genereale e astratto che esiste indipendentemente da chiunque, e in particolare da chi detiene il potere politico, che il legislatore deve scoprire, difendere e custodire ma non può fare più di quanto un linguista possa fare la lingua italiana. Da un punto di vista liberale quella di oggi è una situazione senza regole, nel senso di assenza di legge (Hayek parla di “governo senza legge”): i provvedimenti hanno sostituito la legge e non c’è niente e nessuno che limita il potere del politicamente più forte. Libero mercato e sovranità della legge (intesa come principio) sono due facce della stessa medaglia: non si può avere l’una senza l’altra e se manca l’una necessariamente manca anche l’altra. Oggi infatti non abbiamo né l’una né l’altra.

      • Drago78 says:

        Birindelli complimenti per il suo articolo!! E non tenga conto di chi insulta con poco, senza arte ne parte ne tantomeno uno straccio di argomentazione od idea. Come si suol dire “non ti curar di loro, ma guarda e passa…” Ia sua metafora pur coi suoi limiti è assolutamente molto interessante, e siccome mi è piaciuta particolarmente la citerò nel mio libro se non le spiace, tentando di argomentarla e spiegarla a modo mio (sperando che non mi insulti a sua volta ahahaha XD). E’ il mio primo libro quindi speriamo bene… si chiamerà La mia Italia Storia di un Paese alla Deriva. Ancora i miei complimenti a lei ed al suo articolo… saluti.

  5. stefano says:

    C’è poco da suggerire o criticare la “metafora” calza a tutto titolo…. è l’illuminante punto di una ipotetica ripartenza degli ottusi… complimenti all’autore

  6. Drago78 says:

    Anzi le dico.., l’Italia è l’unico paese dove i ricchi sono un lusso per loro stessi, perchè devono pagare una quantità di tasse che in altri paesi si sognano…un paese che non attirerebbe neanche gli investimenti di mio nonno… ma per favore. Lusso -,- questa me la devono spiegare i ricchi sono lusso per la comunità, si di sta cippa di minchia XD.

  7. maral says:

    Sinceramente non vedo proprio se non in termini generalissimi la validità della rapporto rotatoria-semaforo che regola la circolazione con quella investimenti privati – investimenti pubblici per il rilancio dell’ economia. Rotatorie e semafori in realtà non rilanciano proprio nulla, esprimono solo regole diverse per circolare e non è che le regole della precedenza vigenti sulle rotatorie siano stabilite ad arbitrio di chi le percorre guidato dal suo egoistico interesse, perché in tal caso la precedenza sarebbe solo un diritto di hi possiede il mezzo più grosso e robusto. L’ intervento di regolamentazione pubblica (comprese le tasse fondamentali per la ridistribuzione del reddito) quando è efficace, serve invece proprio a garantire il massimo libero accesso alla rotonda evitando che al suo posto ci si metta il semaforo della sola autoreferenziale pre-potenza privata.

  8. mario mario says:

    Monti involontariamente è il primo politico dell’era post-statica. Cioè è finita l’era del controllo totale dello Stato statico e immutabile, nel quale una volta assunti nulla può più cambiare, nasce l’era DINAMICA.
    La dinamica primordiale è il chaos ma non cambierà poi più di tanto in fasi successive, quello che bisogna fare è imparare a sfruttare le irregolarità del chaos, perchè non tutti i fenomeni statisticamente irregolari sono negativi.
    Il punto è che non ci siamo abituati e la prima cosa che dobbiamo fare è introdurre la DINAMICA RETRIBUTIVA ovvero quel meccanismo per cui automaticamente possiamo assorbire gli tsunami economici dovuti alle instabilità internazionali mediante una cospicua riduzione degli emolumenti ad alto livello. Non possiamo più permetterci di remunerare, sopratutto i parlamentari, i dirigenti di stato, in modo STATICO, ne tantomeno prevedere spese per la pubblica amministrazione statiche. Bisogna introdurre logiche dinamiche e parametri di investimento fluttuanti in funzione delle entrate fiscali sostenibili. E’ finito il tempo del “dio mi ha dato il posto e guai chi mi tocca lo stipendio”, ed è finito il tempo dei livelli retributivi, perlomeno nelle alte sfere dirigenziali di stato. Tutto deve fluttuare per contrastare le anomalie di sistema nel momento in cui queste si presentano e solamente quando queste si presentano, altrimenti i danni irreversibili potrebbero causare delle riduzioni ben più consistenti e durature alle retribuzioni di tutti. Bisogna riuscire a organizzare meccanismi dinamici per avere a disposizione risorse economiche quando servono.

    • FrancescoPD says:

      Un solo appunto al tuo commento: Non siamo al governo della post-statica, siamo bensì al governo della prostata, … l’età media del governo italiano è di 64 anni! Un ammasso maleodorante di cariatidi che ci governa con idee vecchie e senza nessuno slancio rinnovatore verso il mondo che è cambiato.
      Semplicemente questa informe massa di marciume, putrefatta a lungo dietro le scrivanie di banche ed università che ha portato l’italia allo sbando, sarebbe la soluzione??
      Beh fate voi

      • Drago78 says:

        Ahahahahaha… “governo della prostata…” sei un genio Francesco!! Si i dati sono allarmanti, siamo governati da vecchi inutili… è ora di cambiare.

        • Albert1 says:

          Vedremo se riderai, quando il Parlamento appalterà tutti ‘sti vecchi pannoloni a procacissime badanti polaccoslavogiapponacche 🙂 per mensili €10000 , compresi sette piccoli pasti iperproteici al giorno (per le ‘vacche, eh) nel famigerato ristorante del Palazzo! Premio di produttività, assegnato settimanalmente: pensioncine minime, cumulabili, che le ragazze potranno donare ai loro nonnini e, finiti questi, a connazionali di loro scelta.
          E’ la volta che ci impongono di firmare i fantozziani sette chili di cambiali!

      • Antonino Trunfio says:

        PROSTATA ? troppo buono !! questa è una metastasi e non dipende solo dall’età media, ci sono cellule sane anche nei centenari. Il dramma è che questa metastasi racconta e proclama tutti i giorni all’universo mondo, che è pronta a curare tutto il resto, anche te, me e ogni cosa, economia compresa !!!
        In chirurgia di fronte a una metastasi si usa bisturi e radioterapia, a cura di mani ferme e sale operatorie ben attrezzate. Chiara la metafora ?

    • kmatica says:

      …”Tutto deve fluttuare per contrastare le anomalie di sistema… un 1% di popolazione in italia detiene una ricchezza pari al 47% di quella nazionale. Questa è la più grande anomalia e come giustamente espresso, anch’essa va riequilibrata e riportata a valori consoni al periodo. D’altronde mi pare un paradosso che i profitti generati utilizzando una moneta a debito siano privatizzati da pochi mentre il debito sia spalmato indistintamente su tutti anche su chi non vi ha contribuito.
      Visti i tempi che corrono si può asserire che i ricchi sono un lusso che non possiamo più permetterci ed è puerile credere che sia una rotonda – quindi la buona volontà dei singoli – a portare giustizia sociale.
      Ecco la necessità di usare un bel semaforo, programmato con diligenza e parsimonia per far si che tutti indistintamente possano circolare liberamente in una rotatoria eliminando il privilegio di chi vi approda avendo la precedenza e regolamentando i limiti temporali in egual misura.

      • Drago78 says:

        Ma per favore se ne vada altrove a blaterale le sue manfrine… lei è il solito esempio di statalista indottrinato dall’informazione di regime, che gli fa comodo asserire agli evasori ed ai ricchi tutte le colpe della crisi (prima stranamente nessuno gridava al lupo, ora si…), esattamente come fa lei. Ma si rende conto di ciò che dice?? Lei è accecato dal solito odio sociale, ed invidia tipica di chi non sa dire altro che dare la colpa ad altri, la tipica tenica già collaudata dallo stato e dai suoi schiavi come lei, la tecnica famosa dello “scarica barile”, cioè del “non è colpa mia è colpa del mio vicino, se sono senza lavoro, lui il mio vicino dotato di suv e villone, quel bastardo è il colpevole di tutto…” ma ci rendiamo conto o no?? Lo stato vive come parassita, quello che lei difende ed appoggia alla grande, ed ancora viene qua con le solite balle a fare ennesima disinformazione, dicendo le solite cose che non sono vere e si sanno non essere vere?? Tentando solo di attirare l’attenzione su di sè?? Innanzitutto non è l’1% (come dice lei… XD), nè il 10% (come dicono alcuni politicanti da strapazzo sulle tv di regime…), e neanche il 20%, ma il 27% della popolazione che detiene il 39% della richezza personale, non nazionale, perchè è loro e di nessun altro, chi dice nazionale ragiona con metodi alquanto socialisti/comunisti. Ecco lei è fra quelli XD. E allora?? Dobbiamo fargliene una colpa?? Ma che sta dicendo?? “Questa è la più grande anomalia…”, no caro la più grande anomalia è che ci sia ancora in libertà gente che la pensa come lei XD. “Visti i tempi che corrono si può asserire che i ricchi sono un lusso che non possiamo più permetterci…” ahahahaha, e chi lo dedice lei e i suoi aguzzini statalisti da 4 denari?? Un lusso, e sulle spalle di chi, sue?? Che hanno fatto sti ricchi cattivoni, a parte raccogliere ricchezza, giustamente conquistata con sacrifici e duro lavoro?? Ma per favore va… siamo al ridicolo. Anzi le dico che è già tanto che le abbia risposto… saluti.

        • Drago78 says:

          Anzi aggiungo… lei di libertario non ha proprio nulla… lei non sa cosa vuol dire libertà, quella vera. Lei pensa di mettere altre tasse come la patrimonialetta giusto?? Così il vostro amato culetto brucierà un po’ di meno, la stessa storia come per il superbollo auto, che poi si è visto è stata solo una presa per i fondelli… si pensava che colpisse i ricchi, o almeno così pensavano tutti compreso lei giusto?? E scommetto che ci crede ancora ora… ahahahaha poveretto mi fa pena. Sti vecchi inutili come Bersani & Company, pensano che mettendo qualche tassetta in più sui ricconi (quando in realtà colpiranno solo il ceto medio e i poveri e difatti è così basta studiare…), avranno qualche voto in più e coglione in più ad ascoltarli. Perchè loro per primi lo sanno benissimo che la patrimoniale non serve a nulla, altrimenti non insisterebbero ancora oggi a metterla, perchè nessun sano di mente o farebbe in uno stato civile, democratico e libero, per di più in tempi di crisi come questo. Vogliono mettere, tasse sul lusso, superbolli, patrimoniali ecc solo per calmare un attimo i poveracci, e basta, sapendo benissimo che non serviranno a nulla, anzi peggioreranno la situazione. Non gli ha mai insegnato nessuno che un ricco che spende vale come 4 poveracci che spendono?? No?? Non gli ha mai detto nessuno che non sono i dipendenti e i pensionati o poveracci che tengono la baracca ma i ricchi e gli imprenditori che spendono centinaia e decine di miliaia di euro in IVA e tasse varie?? No?? Ecco… allora la prego se ne vada a studiare, che è meglio, e si stacchi le cuffie d’informazione di regime dalle orecchie, si tolga i prosciutti e i paraocchi dalla vista, e allarghi i suoi orizzonti, non si sa mai che impari qualcosa. Perchè se fossero i dipendenti ed i pensionati a mantenere un paese come questo con il 70% di tasse (e non come voi comodi al 23% in busta paga grazie al sostituto d’imposta, cari furboni fuori dalla realtà…), l’Italia sarebbe fallita tempo fa, molto tempo fa. Risaluti.

          • kmatica says:

            ma i dati dove li trovi tu? Su postalmarket???
            Oppure tra gli adepti del Bar dello Sport?
            Cerca di leggere attentamente e sopratutto sforzandoti di capire quello che c’è scritto, non perdendo di vista la metafora semaforo-rotonda. Dopo torna pure a lavorare che probabilmente è l’unica pratica che ti riesce meglio al pari della tua libertà che a quanto pare la rivendichi ergendoti sulle spalle altrui, usandole come piedistallo per aver maggior attenzione.

          • IO says:

            Ma che cazzo dice? Guardi che il pensionato e il lavoratore dipendente non pagano solo le tasse sulla busta paga ma anche su bollette, bollo auto, benzina, IVA, eccetera. La pressione fiscale in Italia è la più alta del mondo e pesa principalmente su piccole e medie imprese ( che rappresentano l’80% del PIL di questo paese ), lavoratori dipendenti e pensionati. Le tasse non vengono usate per finanziare la spesa pubblica ma per ripagare i PRESTITI che lo Stato contrae con banche d’affari, fondi assicurativi, fondi speculativi, fondi sovrani e fondi pensione, infatti ora lo Stato ha un AVANZO PRIMARIO di BILANCIO ( ad eccezione degli interessi che paga sui Titoli ). Se non siamo ancora nella MERDA è semplicemente perchè l’Italia detiene il più GRANDE RISPARMIO PRIVATO al MONDO ed è la diretta conseguenza del nostro enorme DEBITO PUBBLICO ( DEFICIT PUBBLICO=RISPARMIO PRIVATO ). L’Italia dovrà sicuramente fare DEFAULT e uscire dall’Euro e intraprendere la SPESA A DEFICIT per sostenere le aziende e l’occupazione AZZERANDO le TASSE sul LAVORO e le AZIENDE, perchè sennò con l’austerity rischia veramente di affondare

          • IO says:

            Tra l’altro questo dimostra quanto sia FASULLA la teoria liberista/austriaca che nel LUNGO TERMINE la SPESA A DEFICIT produca effetti distruttivi. In Italia è avvenuto l’esatto contrario: è proprio grazie alla SPESA A DEFICIT che lo Stato ha adottato dalla fine della guerra fino a pochi anni fa che i cittadini italiani si sono ritrovati con la PIU’ GRANDE RICCHEZZA PRIVATA del MONDO. E’ grazie a questo RISPARMIO che noi mangiamo ancora oggi nonostante questa crisi devastante ( dove la disoccupazione giovanile è oltre il 30% e le aziende falliscono a un ritmo del 40% al mese ) senza fare alla fila alla Caritas. Il nostro impoverimento è iniziato proprio in corrispondenza dell’inizio delle politiche LIBERISTE di CONTENIMENTO DEL DEFICIT operate dai governi tecnici e di centro sinistra a partire dai primi anni ’90. Voi libertari-mercatisti siete veramente in MALAFEDE assoluta. Accusate Keynes di cose delle quali non c’entra assolutamente NULLA. Avete TORTO su tutta la linea.

      • Antonino Trunfio says:

        Puoi sempre prendere un mitra e chiedere a quel 1% di dare a te che evidentemente stai col 53 % % qualcosa oppure chiedere di annetterti d’ufficio al loro club. Quanto ai rischi che corri col mitra, niente paura, siamo in Italia. Puoi sempre dichiararti rifugiato politico o Extracomunitario disagiato e senza lavoro.

        • kmatica says:

          oppure può tenerti il mitra che gentilmente ti sei offerto di darmi e usarlo contro di te.
          Il carico, sai com’è, si alleggerirebbe e sicuramente il grafico della media ne risentirerebbe in positivo.

          • halnovemila says:

            Che bello sarebbe un mondo senza ricchi.
            Un mondo di uguali… tutti ugualmente poveri ma uguali.
            Un mondo dove chi ha le gambe per correre più veloce viene rallentato per non far capire agli altri che sono lenti.
            Un mondo dove a chi è capace di produrre meglio e di più, gli viene impedito perchè sennò fa “sembrare” che gli altri non si impegnino abbastanza.
            Un mondo dove cosa farai nella vita lo decide lo stato (i funzionari dello stato), e lo stato (i suoi funzionari) decide cosa fare della tua vita.
            Bellissimo un mondo così.
            Per chi non lo sapesse… esiste già… si chiama “Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche”.
            E’ bellissimo vivere là… sono tutti così felici… non mancano di nulla e c’è pace e fratellanza e amore dovunque e, soprattutto, lo stato (i funzionari) non è impregnato di corruzione.

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