Monti, Renzi, 5Stelle-Lega, una sola unica regia del potere, camuffata dalla dialettica destra-sinistra

di STEFANIA PIAZZO

Cronaca di ordinaria fuga all’indietro. In questo paese o si sciopera o si vigila, come poi vedremo. Nessuno nel frattempo che ci dica che il dualismo destra-sinistra è un falso problema. Ce lo insegnò Mitterand: un governo di sinistra fece riforme di destra, strozzando sul nascere rivoluzioni di piazza. Il catenaccio sindacale era garanzia di pace sociale apparente. Nel 2012, nessuno lo rammenta,  senza che si muovessero le piazze, fu la volta di Mario Draghi, che affermò che il modello sociale europeo è morto. Nessuna alternativa? Certo: il precariato, il prelievo fiscale, il salvataggio delle banche. Nello stesso periodo, fu la volta di Monti, per dirci che le riforme avrebbero rafforzato il sistema produttivo dei servizi. Che, notoriamente, non producono Pil semmai oligarchie, reti bancarie… Quelle cose lì.

Insomma, una sola unica regia del potere, camuffata dalla dialettica destra-sinistra ci soffoca. E non importa l’essere di destra o di sinistra, conta appartenere alla medesima regia, dopo aver annientato l’anticorpo, il popolo. Forse ha ragione Sant’Agostino nel dire che Dio si conosce meglio nell’ignoranza. Parafrasando il suo melius scitur Deus nesciendo, il popolo che vede e comprende, senza il master al Mit, cerca come può di difendere la verità. Miglio l’aveva spiegata bene con poche parole riprese dal Corrierone: mentre i capi di Stato e di governo della Comunità europea sono riuniti nel Palazzo Carlo Magno di Bruxelles, su di loro si abbatte l’anatema di Miglio. “Siete un anacronismo, il futuro dell’Europa è l’espansione tedesca verso oriente e l’affermarsi dell’euroregione della Padania. I tedeschi temono che alle porte di casa loro possa nascere un nuovo Giappone”. Infatti, sono seguiti anni di sottosviluppo, di corsa ai derivati, come si è poi visto, per non perdere il vantaggione dell’euro. E il popolo? Prima la dialettica destra-sinistra. Che ha dato i frutti visti. Come volevasi dimostrare, la Germania guarda all’est, alle materie prime, e la Padania si è persa per strada, declinata nel nome della Lega dentro il pendolo destra-sinistra. Non per potere contrattuale elettorale del Nord, che allora c’era, bensì per geometrie di tattiche. Inutile tornarci.

Oggi, a giochi già fatti, si lascia che il popolo sfiati un po’ la rabbia nelle piazze. Poi finita la ricreazione sindacale, tutto procede come prima. E la questione settentrionale? Parcellizzata.

Regna intanto la confusione sociale, la rivendicazione settoriale, il panico da senza lavoro o da prossimi ad esserne vedovi. La sfilza di notizie frammentarie raccolte solo in poche ore dà il polso della frantumazione dello Stato Italia. Cosa già nota, ma sempre da rinverdire. Le fabbriche chiudono, delocalizzano. Ci siamo presi la briga di rivedere cosa stesse accadendo in quei mesi del 2013. Riproponiamo la cronaca di un’estate di cinque anni fa. Scelta proprio nel pieno del governo Letta. dopo quello Monti, quando il processo di furto di sovranità era appena stato avviato. La sequenza è impressionante.

E uno. Allora, il 22 luglio c’è lo sciopero dei medici. E due. Dal 16 al 19 luglio quello dei distributori in autostrada. E tre. Poi è stata la volta dei dipendenti della Tnt.

E  quattro. Per esprimere solidarietà ai colleghi, in attesa del processo che vede a giudizio 18 lavoratori  Fincantieri di Sestri Ponente per gli scontri davanti alla Prefettura del 24 maggio del 2011, gli operai della Fiom Cgil hanno sfilato pure loro ieri in corteo nel centro di Genova.

E cinque. Infine, dal Pantheon a Castel Sant’Angelo, alla Gnam, sino alla Galleria Barberini, tutto chiuso per sciopero per un’assemblea-presidio dei lavoratori dei Beni Culturali dei siti archeologici e museali di Roma.

E sei. Esentati dal lavoro invece i dipendenti Indesit. Stop fino al 2 luglio, è la decisione presa dalla Indesit company dopo la protesta dei lavoratori   a Melano e ad Albacina, vicino Fabriano. Gli operai, dopo una serie di scioperi, sono stati messi in libertà fino al primo luglio.

E sette. Intanto a Roma  la Fiom, guidata da Maurizio Landini, ha manifestato in occasione dello sciopero del Gruppo Fiat e delle aziende della componentistica. Tutto il gruppo è stato poi accolto calorosamente dal presidente della Camera.

E otto. La notizia della chiusura dello stabilimento Whirlpool di Trento ”ci colpisce profondamente e suscita un dolore intenso in tutti noi trentini e nella Chiesa locale intera, che e’ impegnata a sostenere il difficile momento di crisi per le famiglie”. Dice il vescovo della città.

E nove. Ma non doveva nascere la macroregione del Nord, agganciata all’Europa? Ma non dovevano essere in arrivo meno tasse? Ecco qua:  “Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, esprime preoccupazione per i possibili riflessi che l’accordo sul Bilancio europeo possono avere sulle regioni del nord. I tre miliardi di euro in più che arriverebbero per l’occupazione giovanile sono, per Maroni “solo apparentemente una novità soddisfacente. Ne ho parlato la settimana scorsa anche con il presidente della Commissione Ue Barroso, il rischio è che ci possano essere notevoli tagli all’Italia e, quindi, anche alle Regioni del Nord in altri settori, come l’Agricoltura o le Attività produttive. Vigilero’ affinche’ non avvenga”. Vediamo già le vedette lombarde vigilare dalle poltrone del Pirellone.

E dieci. Scassata l’economia, scassiamo l’identità.   Anche se manca una legge ad hoc, in un regime di “pluralismo confessionale e culturale”, deve essere “assicurata l’eguale liberta’ delle confessioni religiose”. Ci mancherebbe. L’appello, Carta costituzionale alla mano, arrivò dalla Cassazione a sezioni unite civili che si era occupata di un ricorso, respinto, di Palazzo Chigi contro una associazione di atei. Ciascuno è libero di credere o non di non credere. Ci si chiede: gli atei sono confessione religiosa? Ci sentiamo confusi. Forse è troppa la nostra ignoranza. Ma ci chiediamo anche: accanto al sacrosanto pluralismo, non è che magari ci si ricorda di aggiungere la reciprocità del rispetto culturale, caro Stato? Non è solo sotto forma di credo religioso, per fortuna, ma anche e soprattutto identitario.  C’è un Nord, c’è un Sud, ci sono popoli diversi, c’è l’emancipazione  da questo stato di sciopero del diritto e delle libertà, possibilmente quella di far su fagotto e andar fuori dai piedi il prima possibile.

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Ce lo avrebbe insegnato la mafia usa che avere i sincati in mano, i lavoratori o la massa, e’ un bel e grande vantaggio.
    Ma oltre la mafia ce lo insegno’ il pci, il psi, la dc e vari ed eventuali: si fecero i sindacati ad immagine e somiglianza.

    Tuttavia gran bel articolo.

    Ma a me vin sempre a mente che ci sono solo due categorie che giocano a far da padroni… anzi, una gioca a far il padrone.
    Lo ripeto, si sa mai che a qualcuno venga voglia di dire alcune cose sul tema.
    Ebbene eccole:
    1) quella dei VERSANTI..! Un toin sopra l’altro.
    2) quella dei FIGURANTI IL VERSAMENTO. Nemmeno un toin va in cassa col loro figurare (far finta) il versamento.

    E il bello (ma e’ il brutto) di tutta sta gran menata del kax l’e’ che hanno pure in mano lo stato.
    _
    E noi, credendo di essere in democrazia, cioe’ che contiamo, andiamo pure a votare per legittimare i personaggi gia’ scelti da o partiti (che non partono mai) o da poteri occulti (alla massa).

    Poi entra in gioco la COGNIZIONE DI CAUSA.

    La massa non sa ancora votare e continua imperterrita a SBAGLIARE tanto che si puo’ ben affermare che: IL POPOLO DA SEMPRE SCEGLIE BARABBAS E MAI IL GIUSTO..!

    Ovvio che il perche’ sta nei fatti.
    Poi, finale il piu’ dolce: se l’intellighenzia e’ malata, hai voglia di prendere la strada giusta.

    Ecc. ecc. ecc….
    Bacio le mani…

  2. FIL DE FER says:

    Ricordo che dopo decenni di parole e parole e parole…..e problemi mai risolti….il Q.E. sta per finire.
    Quando la BCE con o senza Draghi finirà di acquistare titoli di stato italiani…..allora prima ci sarà un gran silenzio…poi la speculazione inizierà il suo lavoro contro il debito pubblico italiano e solo dopo i politici anziché parlare e parlare vorranno mettere mano a certe soluzioni.
    Troppo tardi signori vi sveglierete dal torpore delle vostre stesse parole e parole !.
    Allora sembrerà essere stata una pazzia non fare un governo con la LEGA ed il M5S.
    I nuovi, gli innovatori che corrono dietro ancora ai defunti partiti del PD e di F.I.
    Solo allora ci accorgeremo tutti di quanto squallida sia stata la politica in italia.
    E che dire degli italiani…..che dopo essersi svegliati e votando hanno pensato solo ai propri interessi si accorgeranno di essere stati nuovamente gabbati dai soliti noti ?!!!
    Finalmente a DEFAULT avvenuto il VENETO potrà finalmente dichiararsi indipendente e sovrano.
    W SAN MARCO SEMPRE !!!!!

  3. Ric says:

    Potere contrattuale del voto ?
    Mai avuto, se non per la casta della rappresentanza , è finzione , che palesemente un minuto dopo l’attribuzione dei voti cambia lo scenario e si disinteressa del “mandato” .
    È natura , che ha spessore pari o peggiore di quel branco di scimpanzè bazzicanti gli albori primordiali del mondo in un anfratto dell’Africa ove ha avuto origine il ceppo umano .
    Come abbia potuto impossessarsi del mondo e sentirsi padrone assoluto parrebbe un mistero , fatto salvo se non considerare l’aspetto duale della mente umana che in un unico guscio (cranio) contiene elementi deduttivi capaci d’organizzare un pensiero ma anche il suo contrario, gravitazione alla “pancia” e prevalenza storica d’ impulsi ed imperfezioni animalesche che disconoscono sentimenti e morali (Cartesio) .
    QUELLO CHE C’È è tutto ciò che non ci manca , è maggioranza “ fisio , non logica” ;
    ecco perché va così tanto male da dover fuggire .
    Empatia è pensiero ed azione pronti a progredire , impronta di un sentire della sofferenza che aiuta a razionalizzare e sintetizzare in sé stessi riconoscendo bisogno altrui , un capire eterodiretto ; ma , come può colui che sente e pensa in funzione di superamento del bisogno se lo destruttura incautamente perché imbottito di privilegio ?
    Tale soggetto gradatamente , o anche improvvisamente diviene insensibile , egoista ed irriconoscente , Il Politico appunto , il regnante , il governante , prototipo esatto della mediazione illusoria tra bisogno e nostre debolezze . “Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo”. (Platone) .

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