Monti racconta le fiabe: giovani, sperate nella crescita per il 2013

di FABRIZIO DAL COL

“Abbiamo messo in sicurezza il Paese nel 2012 e ora dobbiamo ripartire”. “L’Italia ha fatto uno sforzo straordinario proprio per porre le premesse di un 2013 e di anni successivi più capaci di soddisfare le aspirazioni che tutti abbiamo”. Queste le parole di Mario Monti, nel messaggio di auguri di Natale indirizzato ai giovani delle scuole e andato in onda ieri al Gr1 Ragazzi. Certo che ci vuole una bella faccia tosta a dire ciò che ha detto  il premier: se da un lato sostiene che il suo governo ha lavorato tutto il 2012 per mettere in sicurezza il Paese, dall’altro non fa altro che confermare l’immobilismo totale, fin qui tenuto proprio dal suo governo sul fronte della crescita. Infatti, nell’augurio rivolto ai giovani, Monti sottolinea per ben due volte la parola “speranza” quando afferma: “La speranza che il 2013 possa essere finalmente l’anno in cui l’Italia ricominci a vedere una concreta prospettiva di crescita, a guardare al futuro con speranza e non con timore, ad essere protagonista di una ripresa economica che ridia qualche certezza soprattutto a voi giovani che vedete sempre più avvicinarsi il tempo delle scelte e cercate un’occupazione stabile e dignitosa”.

Una sottolineatura fuori luogo, quella di Monti, infatti, anche i giovani hanno ormai capito che di crescita per il 2013 proprio non se ne può parlare, anzi, hanno capito che il presidente del Consiglio, invece di raccontare una bella fiaba di Natale, avrebbe dovuto dire la verità, ovvero che il 2013 sarà solo un anno di profonda recessione. Così non è stato, e anche il premier si è  fatto contagiare dall’uso improprio di balle a getto continuo, utilizzando i vecchi arnesi della politica: intanto promettere, poi dopo si vedrà, esattamente come hanno fatto tutti i politici fino ad oggi. Per un Paese come l’Italia, malato di corruzione e malaffare, ovvero bisognoso di recuperare quel concentrato di costi prodotti dal fenomeno della corruttela, che ricade sui cittadini e agisce da vero freno al rilancio economico del Paese, sottraendo così all’economia reale e non finanziaria più di 100 mld di euro all’anno, il professore avrebbe dovuto pensare, in via prioritaria, alle riforme che non producono solo “speranza”, bensì qualche certezza di cui hanno invece veramente bisogno i cittadini. Almeno avesse preso in seria considerazione una riforma della assurda burocrazia del Paese, altro elemento i cui costi si portano via diversi punti di pil. Anche una riforma che prevedesse l’eliminazione definitiva del migliaio di enti inutili, che ancora stanno lì a produrre il nulla se non solo debito. Macchè, niente di tutto questo: i tecnici hanno invece preferito mettere solo in sicurezza il paese, per tornare ad essere credibile a livello internazionale e recitare anche il tanto caro ruolo di protagonista in Europa. Ma i giovani non hanno più bisogno di fiabe, loro usano la rete per conoscere come stanno veramente le cose in Italia e nel mondo, mica quella montagna di giornali che sopravvivono solo grazie alle tasse pagate dai contribuenti, giornali che il professore è solito portarsi appresso sottobraccio. Basta recarsi in una qualunque piazza e chiedere ad un qualsiasi giovane cosa né pensi del suo futuro per sentirsi rispondere: “Ma di quale futuro parla?” oppure “in Italia non c’è più futuro per noi”: insomma, un vero e proprio mantra.

Infine, due domande non al tecnico ma al “politico” Monti : è certo che l’Italia sia oggi un paese credibile? e se lo è, ci può fare degli esempi concreti di Paesi esteri che guardano all’Italia come un modello da seguire ?

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

3 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Intanto è cominciato l’esodo degli specialisti da Milano alla provincia tedesca.

    http://www.sueddeutsche.de/wirtschaft/exodus-der-fachkraefte-von-mailand-in-die-deutsche-provinz-1.1551343

  2. Peter Schmailzl says:

    Condivido pienamente, ma a livello europeo, tutta questa massa di gente parasita e criminale dovrebbe risiedere in monolocali statali, quei monolocali con le tende in ferro.

  3. lancillotto says:

    Usano parole vieppiù offensive nei confronti del popolo. Queste continue messe nere che risuonano dal minareto in rovina suonano ormai come un vero e proprio insulto alla povera gente.

    Il centro cerebrale del vomito è fortemente stimolato dall’aura di falsità che siegue i passi di questo individuo come una melassa nera, ma anche di tutto il fascio di innominabili che lo usano come scudo umano.

    D’altro canto anche il centro dell’humor (se mai ce ne fosse uno) è parimenti stimolato dal grottesco che trasudano queste litanie macabre, scritte col sangue delle loro vittime. Ormai sono ridotti a masturbarsi con dei monologhi schizofrenici in chiaro odore di TSO, che non ascolta più nessuno.

Leave a Comment