Monti vaneggia: il Pil è peggio delle previsioni, quindi tutto va bene!

di ARTURO DOILO

La disquisizione è in punta di dottrina economica, Mario Monti introduce il concetto economico di “effetto trascinamento”. Usa la “neolingua” insomma, pur di nascondere la verità. Tutto per dire che, sì, le stime per il 2013 sono peggiorate, la crescita sarà ancora negativa per lo 0,2%, ma tuttavia “l’andamento è in ripresa”, e dunque è ancora valida la convinzione più volte espressa: “La luce si vede” in fondo al tunnel della crisi. Non demorde insomma, forse perchè comunque, segnalano dal suo staff, “nel 2013 ci sarà già un’inversione del ciclo economico”.

Se la crescita è ancora un auspicio, la certezza è invece il rigore. Volete la traduzione? Tasse! Presentando la nota d’aggiornamento al Def, con tutte le stime riviste al ribasso, Monti ci tiene a confermare però il “cardine” della politica del governo, ovvero il pareggio di bilancio nel 2013. Obiettivo possibile, nonostante il peggioramento del quadro macroeconomico, senza ricorrere a stangate dice: “Stiamo lavorando per fare l’opposto”, ovvero evitare “sine die” l’aumento di due punti dell’Iva, grazie al lavoro di spending review e dunque non agendo sul lato delle entrate ma su quello della spesa. Mica c’è solo l’Iva, del resto, e la patrimoniale la chiedono tutti i suoi amichetti.

In ogni caso, quella del consolidamento economico è per Monti una scelta irreversibile: “Certo è che se l’Italia non dovesse continuare in maniera risoluta sulla strada intrapresa, non solo i mercati darebbero segnali negativi ma troveremmo più difficile esercitare quell’influenza che finora abbiamo esercitato sulla politica europea”. Anche per questo la ricetta per la crescita su cui il Professore insiste è quella delle riforme strutturali: “E’ un approccio alle politiche per la crescita che mira a non ripetere errori compiuti in passato”, e cioè “l’alimentazione artificiosa della ripresa per via finanziaria”. Fuffa verbale, vien da dire. Al contrario Monti, spiegano dal suo staff, confida nel dispiegarsi degli effetti delle riforme fatte finora e di quelle ancora in cantiere: in conferenza stampa il premier ha riconosciuto che “ancora non si vedono” i risultati concreti del risanamento e delle riforme, ma la convinzione a palazzo Chigi che in futuro queste scelte non potranno non avere effetto. Probabilmente, nel suo staff, non considerano “risultati” l’aumento della disoccupazione, l’aumento della pressione fiscale, la diminuzione del potere d’acquisto, tutte conseguenze delle improbabili ricette montiane.

La stessa linea (non l’iniezione di risorse ma il miglioramento del contesto strutturale) la si rintraccia nell’approccio di Monti alla questione Fiat. Tanto che alla domanda su quali argomenti spenderà sabato con Marchionne, il premier si è limitato a citare il tavolo sulla produttività e il costo del lavoro avviato la scorsa settimana con le parti sociali. Restano intanto i numeri negativi del Def (Documento Economico Finanziario) aggiornato: -2,4% nel 2012, -0,2% nel 2013. Carramba!

Ma per Monti la stima del prossimo anno è dovuta appunto a “quello che noi economisti chiamiamo, se non ricordo male, l’effetto di trascinamento”. Affermazioni che lasciano a dir poco perplessi. Perchè comunque, insiste il premier “l’anno prossimo sarà un anno in ripresa, l’andamento dell’attività economica nel 2013 sarà un andamento crescente”. Grazie appunto alle riforme e al risanamento dell’Italia, ma anche alla nuova governance della Ue, frutto però proprio della “influenza” che Roma ha potuto e saputo esercitare grazie alla credibilità guadagnata con i propri sforzi. Ora, è vero che i tassi di interesse “sono rimasti elevati”, ma anche dalle scelte del Consiglio Europeo e della Bce, Monti si aspetta una mano, così come dall’auspicato miglioramento del quadro internazionale. La convinzione però, ribadiscono da palazzo Chigi, è che gli effetti degli sforzi si iniziano a vedere: “La ripresa non può essere sprint a causa appunto dell’effetto trascinamento, ma nel 2013 si invertirà il ciclo economico”.

Dategli un paio di pacchette sulle guance… svegliatelo!

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8 Comments

  1. Andrea says:

    Ma no, che dite? Per lui VA tutto bene, perchè il suo mandato era ed è di renderci miserabili e schiavi, e ci sta riuscendo benissimo. La luce di cui parla, non è per noi, ma per i suoi amichetti nazicomunisti della UE.

  2. renato brando says:

    ma dove sono andati a pescarlo questo sommo coglione ?

    • Leonardo says:

      ALLA BOCCONI 🙂

      • Dan says:

        E se rimane ancora un po’ là noi finiremo a fare i bocchini per strada pur di portare il pane a casa, anzi occhio che non partano già gli accertamenti fiscali per presunta attività svolta a fine di lucro che da questi predoni ci dobbiamo aspettare di tutto

  3. Salvatore Giannasso says:

    Ma tutte a noi vanno a capitare. Che sfortuna!! Ma, dove li vanno a trovare questi geni.

  4. Furia cavallodelnord says:

    ma non c’è un modo per manare a csa questi criminali che ci stanno trascinando nel baratro ?

  5. Borderline Keroro says:

    più che un paio di pacche sulle guance, una compilation di calci in culo e mandarlo a casa sua. Prima che si porti via la nostra

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