Monti all’Onu: “La peggiore crisi europea. Serve più Europa”

di REDAZIONE

‘’Quella che stiamo vivendo non e’ un ricorrente squilibrio ciclico: e’ la peggiore e piu‘ grave crisi della storia europea’’. Mario Monti scuote l’assemblea generale dell’Onu con un giudizio impietoso sulle gravissime difficolta’ che il Vecchio Continente sta affrontando ormai da anni. Ma nel suo discorso pronunciato in inglese, ‘Supermario’, come tutti i media ormai chiamano il premier italiano, va oltre. Ai grandi del mondo riuniti al Palazzo di Vetro lancia un messaggio chiarissimo, bocciando implicitamente ogni ipotesi isolazionista o euroscettica: ‘’Ormai e’ chiaro che avere piu’ Europa sia un interesse globale’’. Come dire, nessuna cancelleria s’illuda che ci possa essere una ripresa mondiale senza un forte recupero dell’Eurozona.

Del resto, superare le difficolta’, osserva Monti, fa parte del dna dell’Unione. E su questo punto Monti offre una prospettiva di ottimismo: ‘’ Le altre crisi hanno minacciato di cacciare l’Europa indietro, nel passato. Ma ogni volta – osserva l’ex Commissario Europeo – gli europei hanno trovato il modo di continuare il cammino apertosi oltre 50 anni fa’’. Quindi, cita uno dei padri nobili dell’europeismo, il filosofo francese Jean Monnet: ‘’Nelle sue memorie annotava: ‘L’Europa sara’ costruita’ passando attraverso le crisi’’. E anche oggi, spiega determinato, ‘’il mondo ha imparato quanto essenziale sia una Europa forte e credibile per affrontare le sfide globali dell’economia e della sicurezza. E quanto sia importante l’area Euro nella ripresa dell’economia mondiale’’. E in questa fase delicata, Monti assicura la comunita’ mondiale sul fatto che il nostro Paese proseguira’ nel cammino delle ‘nuove dinamiche’, svolgendo ancora un ruolo di primo piano sul fronte del rigore e dello sviluppo: ‘’L’Italia continuera’ a fare la sua parte – sottolinea il premier – a favore di una maggiore sostenibilita’ di bilancio e per aumentare il potenziale di crescita’’. Ma non smentendo il suo ruolo di grande mediatore, osserva quanto sia ‘’ essenziale che anche i governi europei agiscano al livello nazionale’’.

Ma Monti non ha parlato solo di crisi e Ue, alla sua ‘prima volta’ all’assemblea Generale Onu. Riecheggiando i toni usati ieri da Barack Obama, sul fronte della politica internazionale e dei rapporti con l’Islam, il premier ribadisce il valore centrale della tolleranza religiosa, come chiave di volta per la risoluzioni delle tante crisi regionali che infiammano il bacino del mediterraneo e il Medio Oriente: ‘’ Dobbiamo cooperare con saggezza e rigettare con fermezza la rappresentazione sbagliata di religioni o credi religiosi come strumenti di distruzione e destabilizzazione. Per raggiungere questo obiettivo – osserva – sono sempre necessarie delle buone leggi, ma queste spesso non sono sufficienti. La tolleranza deve essere promossa attraverso un impegno del governo e della societ… civile”. In questo senso, affrontando il nodo storico della Primavera Araba, Monti ricorda che l’Italia e l’Europa devono continuare a confrontarsi con i Paesi del Mediterraneo per raggiungere ‘’gli obiettivi della pace e della cooperazione, attraverso il rispetto reciproco’. ‘’La cultura del dialogo – sottolinea – deve prevalere sulla contrapposizione’’. Piena adesione alla linea delle Nazioni Unite sul dossier caldo della Siria: ‘’L’Italia sostiene pienamente la missione del nuovo inviato Onu e chiede con forza che il Consiglio di Sicurezza superi lo stallo che sta bloccando un’efficace azione internazionale: la storia non e’ indulgente nel giudicare chi non si assume le sue responsabilita’’’.

Quanto all’Iran, pieno appoggio all’impegno della Aiea ‘’per ottenere chiarimenti sulla vera natura del programma nucleare iraniano’’. Infine, con un pizzico d’orgoglio, Monti ricorda come malgrado la crisi, il nostro Paese terra’ lealmente fede agli impegni militari assunti con la comunita’ internazionale: ‘’Rimarremo sul terreno – assicura il Premier – al livello militare e civile in numerosi teatri come l’Afghanistan e il Libano’’.

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6 Comments

  1. lory says:

    Monti mi fa schifo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. fracatz says:

    grande, grandissimo
    peccato ancora non gli riesca di moltiplicare peni e pesci
    tutti per il back del favoloso bobbolo tajano

  3. Anthony Ceresa says:

    Soffriremo la vera crisi quando gli Arabi chiuderanno i rubinetti del petrolio ed allora ne riparleremo dei grandi errori commessi dall’Europa e dall’Occidente sempre in guerra.

  4. Anthony Ceresa says:

    Mi dispiace dover correggere il Monti, viviamo la peggior crisi Europea a causa dei peggior politici che ci potevano capitare i quali il loro operato é rivolto a mangiare pane a tradimento.

  5. Mauro Cella says:

    Molto curioso.
    Fino a ieri Monti sprizzava ottimismo da ogni poro: non c’era giorno in cui i giornali non ci ricordassero come “il peggio fosse oramai passato” e “il 2013 sarà anno di grande crescita”.
    Ora questo improvviso cambiamento di tono.

    Forse si è trattato della platea che aveva di fronte: i rappresentanti di Cina, Giappone, Corea, Thailandia, Indonesia, Sud Africa, Russia… tutti paesi che stanno generosamente (anche se non disinteressatamente) aiutando la UE, e tutti paesi che conoscono bene le profonde radici della crisi della UE.
    Con loro il trucco dell’ottimismo a tutti i costi, destinato ad uso e consumo del mercato interno europeo, non attacca.
    Bisogna quindi chinare il capo e ammettere che ci sono dei seri problemi. Davanti a loro le menzogne e l’arroganza non servono perché sono in posizione di vantaggio e possono chiamare il bluff quando vogliono.
    Lo scorso Natale, senza troppa fanfare, l’allora neopresidente del FMI, Christine Lagarde, fece un giro di paesi come Russia, Cina, Sud Africa e Giappone per convincerli ad aiutare la UE, un giro che, come scrisse un giornale estero, suonava come una raccolta di elemosine per i poveri della parrocchia.

    Monti, da ex dipendente di Goldman-Sachs, di certo ha accesso alle grandi agenzie di PR, marketing ed immagine americane (di cui era cliente anche Silvio Berlusconi e da cui passano tutti politici d’Oltreoceano), e non c’è dubbio che siano stati questi a consigliargli di prendere l’attuale immagine di leader severo ma sempre ottimista a consumo del mercato interno italiano ed europeo. La stampa, tranne poche lodevoli eccezioni, ha contribuito non poco.
    Per capire i motivi di quest’ottimismo spesso fuori luogo bisogna comprendere la mentalità di chi “sta dall’altra parte della barricata” (conosci il tuo nemico, avrebbe detto Sun-Tzu). Per loro l’attuale crisi mondiale non è dovuta all’indebitamento eccessivo, alla caduta degli investimenti, alla manipolazione delle valute e chi più ne ha più ne metta, ma si tratta di una semplice crisi di fiducia. Ridottto ai minimi termini significa che le banche non prestano, i capitalisti non investono e la gente non spende perché non hanno fiducia. A prova di questo loro ragionamento spesso portano il caso degli USA dove, nonostante un indebitamento pubblico e privato a livelli francamente allarmanti, la gente e lo Stato continuano a spendere come se non ci fosse un domani. Ovviamente non si fa parola del fatto che le banche USA abbiano ridotto i prestiti al lumicino (come da noi) e siedano su enormi masse di liquidità ma, si sa, la propaganda consiste nell’abbellire la verità e nel convincere la parte meno informata e più credulona della popolazione di ciò che si vuole.

  6. Borderline Keroro says:

    L’ UE è una delle cause, non la soluzione.
    Con l’ UE ci toglieranno anche le mutande, con la scusa di risanare i conti, e rimarremo indebitati comunque.
    E’ uno strumento per accentrare potere e ricchezze nelle mani di pochi.

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