MONTI-MARONI, BOTTE QUASI DA ORBI FRA VARESINI

di GIANMARCO LUCCHI

Hanno incrociato le spade ieri, i due varesini, cioè Mario Monti e Roberto Maroni. E la provenienza da Varese pare essere l’unico vero punto di contatto fra i due. Monti, intervenendo al Forum di Cernobbio, comincia con una carezza, dicendo che il leghista sarebbe stato ministro dell’Interno anche del suo governo se la maggioranza fosse stata più ampia (quindi con dentro la Lega) e se il presidente della Repubblica avesse voluto. Dunque, così dicendo il premier riconosce il lavoro svolto da Maroni nel precedente governo. Ma le note positive finiscono qui e infatti usando le parole più come un macete che come un fioretto, Monti ha parlato di un «Maroni astorico» perchè non è possibile «che chi ha fatto parte, in posizione eminente, di governi che hanno governato per otto degli ultimi 11 mesi possa seriamente credere alle cose che ha detto». Fra l’altro, l’ex ministro ha ripetuto che bisogna tagliare le tasse e ha detto che se si riducesse del 15% la pressione fiscale su «chi crea ricchezza» la Lega voterebbe a favore. Ma ora, secondo Monti non si può fare, e questo anche per colpa di chi ha sottovalutato e negato la crisi. Anzi il governo precedente «ha responsabilità enormemente maggiori di quelle dell’attuale governo di un sistema che ha un eccesso di imposizione fiscale, un enorme apparato burocratico». Per diminuire l’apparato burocratico, l’unica cosa che è stata «facile» fare è evitare il ricorso, dopo la decisione del tribunale amministrativo, di chiudere i ministeri a Monza. Il presidente del Consiglio li ha definiti «gli strani dipartimenti» sottolineando che non opponendosi alla decisione del Tar  si è fatta «purtroppo un’ opera squisitamente meritoria sul piano del buon senso e dell’osservanza della Costituzione ma dal beneficio economico molto modesto».

L’altra bordata del professore verso i suoi predecessori ha riguardato le tasse. A suo dire è stata la «colpevole tardività» nell’affrontare la crisi «che ha determinato il fatto che oggi sia ancora più difficile rimettere l’Italia sul cammino della crescita e ridurre le tasse». «Noi abbiamo dovuto aumentarle e non siamo così irresponsabili da rammaricarci di non averle ridotte». La conclusione, al di là delle espressioni di stima, è «il grande dissenso politico rispetto al Maroni di oggi». «Tanti anni fa – ha raccontato – ero entusiasta di vedere certe spinte nella Lega che credevo andassero verso una società liberale e confido che passate certe scadenze la mia stima, anche politica, nei confronti dell’onorevole Maroni potrà presto migliorare di nuovo».

La replica dell’ex ministro dell’Interno, che ha comunque ringraziato Monti «per la chiarezza», è sintetizzata in queste parole: «Lotta dura senza paura» verso un governo che fa il contrario di ciò che vorrebbe il Carroccio. “Sono rimasto deluso non tanto per l’attacco personale. In questo ha dimostrato di essere già diventato – ha detto Maroni – un buon politico o un cattivo politico, dipende dal punto di vista”. “È stata una cosa sgradevole – ha proseguito l’esponente del Carroccio – mitigata solo dal ricordo che all’inizio mi aveva chiesto di fare il ministro dell’Interno nel suo governo e io ho detto no grazie. Non è solo per questo, ma perché tutto quello che ho detto è stato respinto al mittente”.

Maroni ha ricordato di aver chiesto di “continuare sulla strada del federalismo” e un abbassamento della pressione fiscale. “Dicendo che ciò che ho proposto non va bene – ha continuato l’ex ministro – mi sembra abbia risposto in modo chiaro e netto che continuerà in direzione opposta sui temi del federalismo e non diminuirà la pressione fiscale. Lo ringrazio per la chiarezza, devo dire che sono rimasto molto deluso da questo discorso. Rafforza la nostra opinione che stare all’opposizione sia stata la scelta giusta”.

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5 Comments

  1. GIORGIO says:

    SONO D’ACCORDO CON TUTTI GLI ALTRI COMMENTI, DEGLI AMICI CHE MI HANNO PRECEDUTO, BRAVI. GIORGIO

  2. Lucafly says:

    il sig. Maroni ormai e destinato al tramonto del resto lui e il suo datore di lavoro (bossi) non hanno mai portato a termine nulla dei loro proclami in ventanni di baggianate.
    la cosa che mi fa girare i zebedei e che a pagarlo non sia bossi ma io con i mie contributi.
    speriamo che afossino il prima possibile per una ragione fondamentale come diceva il grande Miglio le rivoluzioni si fanno se si hanno i Coglioni e questi sinceramente fra le gambe tengono ben strette solo le Cadrega..
    amen.

  3. Dan says:

    Quando si possono scambiare parole con questi tecnici non capisco perchè ci si ostina a perdere tempo a cercare di farli ragionare.
    Quelli non vogliono capire, non vogliono confrontarsi, vogliono solo gente che abbassi la testa.
    Maroni avrebbe dovuto essere pratico, anzi una lama di rasoio: “E va bene signor Monti: non volete abbassare le tasse ? Cominci a contare che prima della fine dell’anno non ci sarà più un’italia da salvare. La gente si rivolterà, non solo quella della padania ma di ogni luogo e latitudine e lo stato italiano cesserà di esistere. Voi e questo sistema costate troppo alla gente quindi la gente vi dimetterà quanto prima e più tirerete la corda più la vostra incolumità sarà a rischio” e chiuderla lì.
    Questi soloni hanno bisogno di scosse reali e concrete non di parole e confronti che tanto rifuggono.
    Questa marmaglia deve capire bene e nei fatti che non è più accettata e che più passerà il tempo, più verrà considerata alla stregua di una banda di briganti da prendere ad appendere alla trave del granaio del paese così come si faceva nel far west. Bisogna trasmettere a costoro che la società è capace di epurarsi degli elementi dannosi per la sua esistenza e prosperità e che loro sono come piattole quindi parassiti da rimuovere con le buone o con le brutte.

    Unico neo di questo pistolotto è che non può dirlo un leghista o un qualunque politico perchè tutti ugualmente colpevoli della situazione attuale

  4. ginelli says:

    leghisti….ma andè da via el cù !!!!! Maroni bruciato brutalmente dal bosino Monti….

  5. Ferruccio says:

    Quando la Lega Nord per bocca del suo segretario Bossi voleva Monti presidente del consiglio…..

    Altri tempi altra Lega.altri leghisti…..forse ??

    Solita classe dirigente

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