Monti, l’Europa “barriera” e l’Euro che salterà fra qualche anno

di FABRIZIO DAL COL
Ci risiamo. Il professor Monti, con una cadenza  mensile tale da far impallidire gli svizzeri, in un’intervista al quotidiano francese Les Echos parla del suo governo e delle riforme che ha saputo  fin qui attuare  affermando  che “”La pozione è amara, ma è per il bene del Paese”.  Dice anche che in Italia le riforme strutturali ”devono continuare”. Poi, ad una precisa domanda circa le regole,  la disciplina e il rigore volute da Bruxelles, Monti risponde :  “Queste regole non sono assurde. E sono state decise dai capi di Stato e di governo  dell’Unione. Ho sempre cercato di spiegare che la pozione è certamente amara, ma deve essere somministrata per il bene del Paese e delle generazioni future”. In sostanza, Monti ha affermato che di alternative non ce ne sono in quanto con altre decisioni  “avveleniamo lo spirito europeo”. Il premier poi si fa convinto che “avere un’Europa che funziona è il primo contrafforte contro derive nazionali imprevedibili”. E, concludendo,  si  lascia andare ad una affermazione che farà certamente discutere: “L’Italia – dice – ha bisogno di un’ Europa dotata di una certa autorità e non ho interesse, in quanto presidente del Consiglio, ad indebolirla”.

Durante l’intervista il premier Italiano ha parlato anche di Berlusconi e di come sia stato ambizioso nell’accettare di anticipare l’obiettivo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013. Ha precisato infine che tale scelta potrebbe essere stata decisa  sotto “la pressione del G20 e dei mercati”.  Tuttavia, la notizia in sé non è l’intervista rilasciata  al quotidiano francese, ma un passaggio della stessa, laddove Monti sostiene la necessità primaria che l’Europa funzioni per fungere da primo contrafforte contro derive nazionali imprevedibili. Appare evidente, alla luce di tale affermazione, che il Premier non stia parlando da tecnico, bensì stia rivestendo invece le vesti di un politico consumato. Faccio allora il timido  tentativo di tradurre con parole semplici quella affermazione e di cosa intendesse  veramente dire con le parole “derive nazionali imprevedibili”. Di per sé ed indirettamente Monti precisa che l’Europa ancora non funziona e quindi  che i capi di governo europei  devono impegnarsi affinché possa funzionare in quanto, prima ancora degli Stati membri, a rischio potrebbe essere la sopravvivenza della moneta unica. E’ di questa mattina la notizia che confermerebbe i timori  di Monti circa le derive nazionali imprevedibili:  infatti, sulla crisi dell’Eurozona il guru Marc Faber parla  di un futuro crollo dell’euro dovuto alla situazione insostenibile all’interno di paesi come Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo, paesi in cui i tagli imposti dalle politiche filo-europee stanno letteralmente distruggendo le fondamenta dell’economia reale domestica.  Faber afferma che ciò non succederà a breve per il semplice fatto che i politici europei stanno facendo (e faranno) di tutto per mantenere intatta l’Eurozona con tutti i mezzi a loro disposizione.  Precisa tuttavia che la situazione domestica di questi paesi è insostenibile nel lungo periodo e che  i nodi verranno al pettine solamente tra qualche anno. Infine, Faber sostiene che saranno gli agenti economici internazionali a chiedersi come è stata possibile la sopravvivenza di quei paesi all’interno dell’Eurozona e a quel punto sarà lo stesso mercato a giudicare e a rendersi conto che l’euro è stato tenuto in vita artificialmente grazie a riforme politiche anti-economiche. Se questo è ciò che ci aspetta a medio termine, si capiscono allora anche i timori di Monti sulla disgregazione degli stati nazionali, paura manifestata dal premier italiano già nel mese di agosto.

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