MONTI IL NUOVO BARBAROSSA! CHE FINISCA COME IL FILM?

di CLAUDIO PREVOSTI

L’opposizione finora non sembra aver pagato in termini di aumento dei consensi (almeno questo dicono i diversi sondaggi di queste ultime settimane, probabilmente influenzati negativamente dalla vicenda Boni) come si era sperato, e forse era anche avvenuto nelle prime settimane del nuovo governo, e allora la Lega alza il tiro contro Mario Monti, definito una sorta di novello Barbarossa, penalizzatore delle autonomie locali. Il quale Monti, intanto da Pechino ha fatto sapere che gli aumenti delle tasse sono stati “rozzi ma sono serviti per non fare la fine della Grecia”. Forse per adesso, ma il malato rischia di morire asfissiato. Tornando al Monti/Barbarossa, comunque c’è da augurarsi, tuttavia, che la nuova campagna leghista (fatta di disegni di legge di iniziativa popolare che purtroppo lasciano sempr eil tempo che trovano) non finisca come un’altra Barbarossa, il colossal cinematografico voluto da Bossi (e pagato anche dalla Rai a suon di milioni di euro) e finito con un doppio flop: sia nei cinema che in televisione.

Comunque il messaggio è far pressione sul governo sfruttando nei gazebo e nelle piazze il malcontento popolare contro quello che, mutatis mutandis, con un pò di retorica viene additato come il nuovo Barbarossa. È questa la carta che la Lega Nord vuole giocare già con questa campagna elettorale amministrativa nella sua partita all’opposizione del governo di Mario Monti. Umberto Bossi lo ha spiegato a più riprese inaugurando una nuova sezione del partito a Castiglione Olona: «Monti – secondo il segretario federale della Lega – non si rende conto che la gente fa fatica ad arrivare a fine mese, quindi bisogna andare a ricordarglielo, noi in Aula a picchiare i pugni sul banco e la forza popolare davanti alla Camera che ci dà una mano». Bossi ne parlava pensando a quando approderanno in Parlamento le leggi di iniziativa popolare con cui il suo movimento sta iniziando a raccogliere le firme per ottenere fra l’altro il Tfr in busta paga e un passo indietro del governo sulla riforma delle pensioni. «Voglio proprio vedere – ha sibilato davanti ai militanti – come faranno Monti e la sua combriccola a votare contro». Del resto, a giudizio del Senatur, il premier «si illude che basta avere alle spalle il presidente della Repubblica che lo sostiene per andare avanti all’infinito», perchè «la gente chiede di risolvere i suoi problemi, non di far intervenire» Napolitano.

E così, di fianco al Capo, Roberto Maroni («noi due siamo amici da troppo tempo» per litigare, rassicura Bossi) ha avuto buon gioco ad affermare che quello attuale è «il governo che da 40 anni a questa parte sta facendo peggio nei confronti delle autonomie locali». Monti «non è il Barbarossa – è stato il paragone tratteggiato dall’ex ministro dell’Interno – ma qualche similitudine c’è e noi dobbiamo ribellarci, perchè come il Barbarossa sta schiacciando i nostri Comuni». Il governo «si batte con la piazza», dunque. E la Lega sta preparando una giornata di gazebo in tutti i Comuni in cui è presente, per raccogliere firme a sostegno delle leggi di iniziativa popolare e per dare corpo alla protesta contro le politiche del governo. Degli altri temi politici si discuterà più avanti, dopo le amministrative. Bossi ha smentito di aver visto Silvio Berlusconi, ma ha ammesso di averlo «intravisto» e che il Cavaliere «vuole fare l’accordo sulla legge elettorale» con lui: per ora però sembra non aver avuto risposta dall’ex alleato.

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2 Comments

  1. Dan says:

    Qui deve venire fuori una nuova politica che non abbia niente da condividere con gli attuali partiti.

  2. Lucafly says:

    ora mai al cialtrone di Gemonio non crede più nessuno…lo dico e lo ripeto la manfrina tra maroniani e cerchi magico è un’altra trovata studiata a tavolino in casa Bossi per fottere di nuovo il popolo Lombardo incazzato nero dalle tante promesse fatte e mai mantenute in 10 anni di governo, ora tentano di recuperare consenso ma in realta il consenso serve solo a loro stessi per rimanere a galla dei Lombardi non glie ne frega una beata mazza a questo punto dobbiamo solo attendere in quanto proprio la Lega ci ha condotto in una situazione di non ritorno e lasciati al nostro destino,solo il tempo sapra essere galantuomo…non certo il cialtrone e la sua ciurma notoriamente dei DEMAGOGHI.
    amen

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