Monti fa il democristiano e non risponde alle domande scomode

di FABRIZIO DAL COL

Ieri sera ho voluto seguire Ballarò che, in occasione della campagna elettorale, è stato diviso in due tempi: il primo  dedicato al consueto dibattito con gli ospiti in studio  e il secondo  dedicato alle interviste esclusive ai candidati premier. Nella puntata di ieri l’ospite invitato per l’intervista del secondo tempo era il premier uscente Mario Monti. Data l’occasione, ho pensato di ascoltare attentamente le parole, i ragionamenti e le analisi che il candidato premier Monti ha utilizzato per rispondere alle precise domande del conduttore. Ad una delle prime domande il conduttore aveva chiesto al Prof. cosa significasse per lui destra e sinistra e Monti non ha esitato a rispondere: ”Ho una profonda sfiducia nella capacità della coalizione guidata da Berlusconi e della coalizione di Bersani di governare l’Italia”. Parole, quelle di Monti, molto dure, che confermano anche la sua contrarietà ad un bipolarismo politico che frena l’Italia. Monti ha proseguito poi il suo ragionamento e attaccato duramente Berlusconi definendolo un “ provinciale” poco ascoltato all’estero, e poi, continuando con l’opera di demolizione, ha attaccato altrettanto duramente Bersani per l’alleanza con Vendola, ammonendo altresì sui rischi che il Paese continua a correre sul fronte economico. In coda al suo ragionamento, il Prof ha tuttavia rassicurato, in maniera poco chiara, che con il quadro economico attuale non ci sarà  bisogno di una nuova manovra finanziaria, senza però dire esplicitamente che con il Pil in negativo dell’1%, la nuova manovra sarà inevitabile.

Ad una successiva domanda di Floris sull’IMU alla chiesa, il premier ha sostenuto che anche alla chiesa è stata applicata la tassa, ma quando il conduttore gli ha ricordato che per un cavillo giuridico non è stato possibile renderla esecutiva, il premier uscente ha risposto di non essere informato, e che all’epoca non ricopriva più l’incarico di ministro dell’Economia. L’intervista è poi proseguita toccando i temi delle liste elettorali, sulle quali  Monti ha voluto precisare: “Ho trovato terribilmente cinico che chi ha gestito la vicenda degli impresentabili lo abbia fatto con il bilancino, cioè chiedendosi quanto di vizio mi posso permettere… ma che siamo matti?” e, rincarando, ha spiegato che lui, al contrario del Pdl, ha avuto il problema degli “impersuadibili”, cioè soggetti della società civile che non volevano entrare in politica. Anche in questo caso, il premier  non è stato chiaro e nemmeno trasparente, dato che non ha spiegato chi ha scelto i candidati delle sue liste, se le sue liste fossero aperte a tutti e il motivo perché ha accettato liste di partito infarcite di “professionisti della politica”.

Infine, la domanda di Floris sul finanziamento pubblico ai partiti e se le sue liste lo accetteranno, domanda che il conduttore è stato costretto a ripetere, facendo presente al premier che non aveva risposto: Monti si è sottratto per la seconda volta eludendola e dicendo  “penso che il finanziamento pubblico ai partiti debba essere tagliato drasticamente a tutti i partiti”. “ Nel primo Cdm dopo il voto, ha aggiunto il premier uscente, presenteremo un ddl costituzionale per il dimezzamento del numero dei parlamentari e un ddl per la riforma elettorale”.

Per completare l’intervista Monti ha fatto una precisazione che senza rendersene conto ha spiazzato anche sé stesso: “Il centro non esiste”. “Per fare le riforme bisogna fare sia le cose che piacciono a Bersani, come la lotta alla corruzione, e quelle che piacciono a Berlusconi, come per esempio meno tasse. Io voglio fare riforme del lavoro che la Cgil impedisce e riforme della giustizia che il Pdl impedisce”.  Sarà anche così, ma personalmente ricordo che tale concetto lo aveva espresso perfettamente identico il giorno del suo insediamento: dopo che si sarà votato, ammesso che ottenga una certa  forza elettorale, con chi pensa di governare ? O magari giocherà il suo consenso per ricostituire i pentapartito a scapito del bipolarismo ? Chissà, in passato Craxi è riuscito a governare il Paese con il 13 % e se Monti volesse fare altrettanto ?

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