Monti: “Franza o Germagna purchè se magna”. No referendum per l’Europa

di MATTEO CORSINI

Ho letto, dall’agenzia Ansa, questa notizia del 2 ottobre scorso: “La costruzione europea non si fa a colpi di referendum ma prendendo decisioni politiche coraggiose e spesso impopolari: è questa in sintesi la posizione del presidente del Consiglio Mario Monti”.

Quando mi è caduto l’occhio su queste parole ho sperato che la sintesi di cui si parla fosse errata. Dato, però, che nessuno da palazzo Chigi o dintorni ha smentito o chiesto di rettificare, ho la sensazione che la sintesi sia corretta. Se Monti avesse sostenuto che il risanamento dei conti pubblici in Paesi come l’Italia richiede “decisioni politiche coraggiose e spesso impopolari” avrei concordato. Lui alcune le ha prese, peraltro ben guardandosi, adducendo pretestuose motivazioni sulle prerogative di questa o quella istituzione, dall’intaccare davvero la spesa del baraccone politico-burocratico che tanto costa agli italiani in termini di denaro e di bile. Ma lo stesso potrebbe dirsi di tante altre voci di una spesa pubblica che si attesta attorno agli 800 miliardi annui. Salvo poi ritenere che la soluzione agli scandali anche recenti consista nel varare l’ennesimo provvedimento legislativo, questa volta contro la corruzione. Si tolga l’oggetto che rende materialmente possibile la corruzione, e non sarà più necessario né sperare di avere dei santi nelle stanze del potere (cosa che mi pare umanamente impossibile), né avere pene draconiane (sulla carta) in caso di violazione delle norme.

Il fatto, però, è che Monti non si riferiva al risanamento dei conti pubblici, bensì alla “costruzione europea”, che nel vocabolario suo e del suo mentore che risiede al Quirinale – un vocabolario reso mantra dal conformismo politicamente corretto di gran parte della stampa italiana – è la formula magica per risolvere i problemi italiani e dell’Europa tutta. Lo Stato nazionale mostra i suoi limiti? Non si mette in discussione lo Stato, bensì la sua estensione territoriale. Allora si passi al super Stato europeo, cedendo la sovranità a qualcun altro purché non la si lasci a ogni individuo. E dato che la Spagna se la passa peggio di noi, magari si potrebbe aggiornare il vecchio adagio in “Franza o Germagna purché se magna”. Sì, perché l’idea sottostante la richiesta di più Europa credo sia quella di ottenere una socializzazione del debito.

La notizia, per i fanatici della democrazia, è che Monti ritiene che la suddetta costruzione europea non vada fatta “a colpi di referendum”. E lo si può ben capire: l’esito delle consultazioni referendarie potrebbe non sempre essere in linea con le visioni degli europeisti illuminati, nonostante il martellamento mediatico ai limiti del lavaggio del cervello. Va bene riempirsi la bocca di democrazia (della quale, peraltro, da libertario non vado matto, per motivi che non starò qui ad argomentare), ma l’importante è evitare che la stessa non dia gli esiti “giusti”. Ovviamente secondo il punto di vista degli europeisti illuminati, che sanno meglio di tutti cosa è bene e cosa no per alcune centinaia di milioni di individui.

Avrei un’alternativa da suggerire a Monti e agli europeisti illuminati: si facciano i referendum senza quorum e mettendo nelle schede una sola risposta, quella a loro gradita. L’hanno fatto per tanto tempo in Paesi che pure si definivano democratici…

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5 Comments

  1. Giacomo says:

    Visto che Corsini non va matto della democrazia, espliciti per gentilezza cosa propone in alternativa. L’estremismo libertario è un danno incalcolabile per tutto il movimento indipendentista.

  2. Bisata says:

    Ho sempre piu’ l’ impressione di essere sotto attacco, un tempo si mandavano i bombardieri a distruggere le industrie del nemico, ora basta un monti

  3. lory says:

    ne vedremo delle belle.

  4. Diego Tagliabue says:

    Coda di paglia, perché proprio la UE ha “sconsigliato” alla Spagna l’intervento militare, in caso di referendum sull’indipendenza della Catalogna con esito positivo.
    Farebbero fallire la Spagna due minuti dopo.

    In realtà si sono accorti tanti, quasi tutti, di chi lavora e chi scrocca in modo (magno)greco in Fallitaglia.

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