Monti è salito in politica e sono scomparsi i blitz a Cortina

di GIANLUCA MARCHI

Le feste natalizie dell’anno scorso, 2011-2012, passarono alle cronache per i blitz della Guardia di Finanza e degli ispettori dell’Agenzia delel Entratenelle località di villeggiatura alla moda per mettere alla berlina, di fronte a un’opinione pubblica incazzata e attanagliata dalla crisi economica, i commercianti poco propensi ad emettere lo scontrino fiscale, e i possessori di mega auto e ville che, si faceva presumere, potevano permettersi tutto quel ben di dio in quanto molto probabili evasori. In particolare fece parlare e spettegolare il mondo intero l’operazione condotta a Cortina d’Ampezzo.

Quelle operazioni coordinate dal mitico Attilio Befera e dagli alti ufficiali delle Fiamme Gialle, dipendenti dal ministro dell’Economia, che a quel tempo era lo stesso premier Mario Monti, sono proseguite fino all’estate scorsa, con il professore bocconiano che le benediceva come monito e lezione da impartire agli evasori, gente da additare al pubblico ludibrio e all’invidioso disprezzo dei cittadini probi e onesti pagatori di tasse, loro malgrado.

Sulla scorta di quelle operazioni i media italici, ahimè fatti in buona parte da colleghi giornalisti che amano sempre di più indossare le vesti dei pecoroni, sono andati a nozze per mesi megafonando i mirabolanti risultati che venivano spacciati dalle veline di Befera e della GdF. Nessuno o quasi che si sia preso la briga di approfondire gli esiti reali di quei “colpi di teatro”.

E’ passato l’autunno, poi è arrivato il presente inverno con tanto di vacanze natalizie durante le quali le località di montagna sono state prese d’assalto, ma dei clamorosi blitz a caccia dei “bastardi evasori” che rubano ai cittadini onesti si son perse le tracce. Che siano avvenuti e continuino ad avvenire nel più totale riserbo? Improbabile, anzi è da escludere nella maniera più tassativa.

E allora viene un sospetto: stai attento che, avendo deciso di salire in politica e  mettersi alla guida di uno schieramento che ha bisogno di voti per candidarsi a guidare il prossimo governo, il premier Mario Monti ha pensato bene di non inquietare troppi potenziali elettori “silenziando” l’odiato Befera e i generali della Finanza. Detto fuori dai denti, questo non è nemmeno un sospetto, è praticamente una certezza. Lo conferma il fatto che stasera il presidente del Consiglio ha convocato a Palazzo Chigi lo stesso Befera per istruirlo e indurlo a non insistere sul nuovo redditometro, lo strumento che sta spaventando i cittadini, soprattutto quelli onesti, e che dovrebbe entrare in funzione a marzo.

Ora che deve raccattare i voti, anche se per conto terzi, l’illustre prof ha mutato del tutto atteggiamento: non vuole che nessuno disturbi il manovratore, soprattutto se quest’ultimo vorrebbe continuare a manovrare anche dopo il 25 febbraio. Dunque: silenziamo tutto, congeliamo tutto. Poi si potrà ricominciare coi blitz beferiani. Sommo esempio di ipocrisia dei baciapile… E mai che che un giornale o un telegiornale si sia chiesto: che è successo, siam forse diventati tutti bravi pagatori di tasse?

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2 Comments

  1. Bacchus says:

    Guardando gli ultimi sondaggi Lorien sul Veneto, sembra che i veneti abbiano già dimenticato i blitz del 2011/2012:

    Lega Nord 12.0%
    Pdl 10.0%
    La Destra 2.0%
    Fratelli d’Italia 0.5%
    – TOTALE CDX 24.5%

    Scelta Civica 9.0%
    Udc 5.0%
    Fli 1.0%
    – TOTALE CX 15.0%

    Pd 32.0%
    Sel 3.0%
    – TOTALE IBC 35.0%

    RC 5.5%
    M5S 15.5%
    FID 3.5%

  2. lucky says:

    è perchè non hanno tempo, c’è la lega da azzerare.

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