MONTI E IL “RAGGIRO” DELLA TASSAZIONE INDIRETTA

di FABRIZIO DAL COL

IL PREMIER MONTI NE HA PARLATO IN UNA CONFERENZA STAMPA, MA POI SILENZIO: LA PROPOSTA E’ QUELLA DI PASSARE DALLA TASSAZIONE DIRETTA A QUELLA INDIRETTA. A PRIMA VISTA SEMBREREBBE UNA BUONA COSA, MA C’E’ SEMPRE IL RAGGIRO IN AGGUATO PER IL CITTADINO

 

Ciò che stupisce dell’attivismo  del premier Monti, è la facilità con cui sforna idee. Tra le tante, ne primeggia una che definire distruttrice sarebbe ancora poco. Questa novella proposta, sembra però essere definitivamente scomparsa, e nessun ministro ne ha voluto rendersi  partecipe o sostenitore. Non ne ha parlato la stampa, non ne hanno parlato i talk show, non ne hanno parlano i politici, e vista l’importanza dell’affermazione lanciata, non vorremmo che a non parlarne convenga ai soliti noti.

Il professor Monti ha spiegato in una conferenza stampa il significato di questa proposta,  ovvero il passaggio dalla tassazione diretta a quella indiretta. In sostanza, si andrebbero a tassare le cose, invece di tassare il reddito percepito. Ad interpretare il provvedimento, sembrerebbe quasi un passaggio o un tassello importante,  volto a definire meglio  l’origine della tassazione, un po’ come avviene negli Usa, dove tutti chiedono lo scontrino di acquisto perché sull’importo pagato,  lo stesso, prevede  la tassazione e la sua detraibilità. A occhio parrebbe una buona proposta, in quanto una normale famiglia potrebbe risparmiare parecchio, ma in Italia la politica è brava a copiare e storpiare le leggi di altri paesi, perché il fine ultimo, è quasi sempre prevederne prima il raggiro.

Nel mondo finanziario, nei bilanci dello stato, nelle società di capitali, nelle fondazioni, etc…e  laddove si utilizza  la fatturazione non serve lo scontrino, ragion per cui una tassazione indiretta sarebbe del tutto ininfluente. Il contribuente normale invece risparmierebbe, con la detrazione dal reddito, l’importo del bene acquistato e già tassato, ma potrebbe trovarsi davanti al raggiro, perché il prezzo del bene vedrebbe nel frattempo subire l’aumento della tassa stessa.  A dimostrare che possa trattarsi di un possibile raggiro , ci pensa sempre per primo lo Stato Italiano, che da sempre è il primo evasore fiscale dichiarato.  Come in molti già sanno, molteplici società di proprietà statal, evadono il fisco defraudando i denari del contribuente e  producendo fondi neri che finiscono nei paradisi fiscali. Ecco che allora sembra  divenuta una barzelletta il dato fornito dalla magistratura contabile, dove alla voce evasione, compare la cifra di 130 MLD di €. all’anno. Un’altra barzelletta, appare il dato del fatturato della mafia, anch’esso di qualche centinaio di MLD di €, e in continua ascesa causa il malaffare che serpeggia tra le istituzioni. Poi, ci sono i 500 Mln di €. dei contribuenti che finiscono ai partiti come rimborso elettorale, di cui solo una piccolissima parte viene utilizzata, mentre la parte più cospicua viene investita a vario titolo in proprietà mobiliari ed immobiliari. Infine, si continua a mentire spudoratamente sul dato della pressione fiscale oggi stimato al 45% , che come sappiamo, a proposito di diretto o indiretto, è solo l’Irpef. Alla stessa andrebbe aggiunta tutta la tassazione indiretta e quella non detraibile, già più volte denunciata del 23%  che porta il dato della pressione fiscale al 68%.

A essere maliziosi, pare proprio che questa soluzione di tassazione indiretta, convenga prima di tutto allo Stato, e successivamente, al mondo dell’evasione fiscale societario, dell’alta finanza, e della politica. E’ risaputo che grazie alla nuova legge sul falso in bilancio, il reato penale è stato depenalizzato e le  conseguenze  limitate, ragion per cui eludere o frodare il fisco, non incute più nessun timore, ma di tutto ciò, al normale cittadino non può certo interessare un fico secco, in quanto troppo impegnato a far quadrare il suo bilancio famigliare. Se la misteriosa tassazione indiretta non sarà chiarita al più presto, potremo allora credere a ciò che era solito dire il “divo” Giulio  Andreotti; “ a pensare male molto spesso si indovina”.

 

 

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9 Comments

  1. federico says:

    Si parla di democrazia e non si accetta che qualcuno possa guadagnare di più per abilità, per rischio, per impegno ecc…. tutti dovrebbero secondo voi avere lo stesso reddito. Ciò che facevano in Unione Sovietica e tutti tranne la nomenclatura erano morti di fame. Non importa se qualcuno si compra la ferrari e la scarica, mi importa piuttosto che le famiglie che fanno la spesa per vivere la possano scaricare e se in famiglia qualcuno ha problemi di salute possano scaricare le medicine, i biglietti aerei ed i soggiorni in albergo per assistere i loro ammalati. Mi importa che se si rompe la lavatrice in casa una famiglia possa scaricare il costo dal proprio reddito invece di pagargli sopra anche le tasse. Mi importa che chiunque deve chiedere la ricevuta di quello che compra e che tutti dichiarano i propri redditi reali senza evadere le tasse.

    • Drago78 says:

      Infatti che schifo… una vera merda. Basta tasse!!

    • santo says:

      Quanto detto da Federico è quello che dovrebbero essere le Leggi , mentre da alcuni anni a questa parte i d.l. invece di essere redatti da giuristi, molto spesso vengono redatti da insulsi in materia giuridica (esempio il sig. calderoli mi sembra dentista) senza competenze specifiche. Non si capisce perchè la Avv. Gelmini sia stata messa all’ istruzione e il dentista a fare le leggi, e spesso è così, e i d.l. ultimi sono spesso delle idiozie legistlative, tutti però fanno guadagnare il fratello o l’ amico dell’ imprenditore amico del politico. L’ ultima idiozia leg. in atto è sul moccino, mentre si butta immondizia di tutti i tipi, la magistratura dovrebbe andare a vedere chi ha investito in merito. Per SALVARE L’ ITALIA va fatto un D.L. che abroghi questi d.l. spazzatura. Dietro al dentista idiota ,c’è il pifferaio di pt., quà non è nè la cambogia ne l’ urss. Chi c’e’ dietro le vessazioni ai contadini(all’ imu sui f.rurali)c’ è un operazione di arricchiti che vogliono requisire le terre ai contadini e poi farci lavorare povera gente affamata dei paesi poveri,in condizioni da schiavimo, come ora nelle campagne di caserta,i cui ingressi sono pilitati, e mangiare contributi EU per l’ agricoltura.Un sig. di questi ha tanti soldi nelle banchè austriache con cui ha anche evitato la galera ca 20 anni fà, versandone quota a un politico. Tanti saluti.

  2. Rinaldo C. says:

    Holetto il servizio e i commenti, io sono invece d’accordo
    di presentare alla fine dell’anno tutto quello ch acquisto o che faccio fare nella mio appartamento, perchè io pnso che fino a ora sono stato anch’io un piccolo evasore fiscale e ho aiutato buona parte di artigiani, imprese, operai che fanno il secondo lavoro ) in modo particolare
    quelli che operano nei pubblico) maestri, professori, dottori che operano nel privato ecc. Se io alla fine dichiaro quello che ho speso, (non gonfiato) detraggo una parte di quanto ho speso, così tutti pagano.
    L’unico problema è che in Italia si prendono leggi giuste
    da altri paesi e poi si rifanno all’italiana, questo è il pericolo. Oggi chi ha impresa compra un ferrari o latre macchine di lusso la intestato alla propria ditta e così scaricano dicendo che è un mezzo di rappresentanza, non è giusto è un mezzo per il proprio passatempo. Io vivo in una cittdina dove ci sono lote ditte di confezione
    a livello nazionale che fanno questom comprano, ferrari, maserati Hammer e sono tutte a carico della ditta. Anche questo è un evasione. Io spero quabdo saremo indipendenti dall stato Italietta, di fare cose giuste, perchè le tasse devono essere pagate da tutti come in molti paesi in Europa, i quali cittadini sono contenti di pagare perchè il loro comune, il proprio land offre ai cittadini di quanto hanno bisogno.

    Rinaldo

  3. kmatica says:

    Le tasse indirette sono una forma tassazione iniqua che vanno a colpire i consumi anziché i redditi.
    E’ chiaro che a parità di consumi coloro che se ne avvantaggerebbero sono coloro che dispongono di redditi alti, i quali si ritroverebbero a pagare le stesse imposte di coloro che dispongono di redditi decisamente inferiori.
    Inoltre, dette tasse , mancano di un requisito essenziale che è la progressività di imposizione, stessa progressività che è sancita dalla Costituzione e precisamente nell’art.53.
    Per chi ha un minimo di memoria storica, questo è sempre stato un cavallo di battaglia dei benestanti, che distorcendo un carattere fondamentale della democrazia, volevano intendersi tutti uguali anche davanti al fisco.
    Inoltre credo che tutti conveniamo sul fatto, che il sistema impositivo americano non sia proprio un modello di democrazia fiscale, ove al lato pratico sia i benestanti che i facenti parte di coloro che dispongono di redditi bassi si ritrovano a pagare in egual misura pressoché le stesse tasse.
    Non vi è nulla da inventare, ma semplicemente applicare alla lettera la Costituzione e con questo sì che vi sarebbe una vera riforma, una riforma che stanno attendendo i cittadini da 70 anni presi in giro da questi imbonitori.

    • Fabrizio says:

      Perfettamente d’accordo.Va tuttavia precisato che i 2/3 della carta carta costituzionale sono a tutt’oggi inapplicati. Il professor Meucci, uno dei padri costituenti la Repubblica Italiana, 7 anni dopo l’approvazione della magna carta italiana,con delle dichiarazioni al vetriolo fece scalpore su tutta stampa nazionale. Dichiarò già allora, che i partiti si stavano costruendo la propria riserva indiana e che di applicare la carta costituzionale non ci pensavano proprio.

      • kmatica says:

        …ma i padri fondatori della Costituzione avevano previsto a salvaguardia della stessa, la Corte Costituzionale che continua a disattenderne i principi fondanti, ormai paiono dei semplici legulei.
        Una Costituzione è vuota se non se ne coglie lo spirito che ha mosso i padri a scriverla.

  4. stefano says:

    Fermo lì Dal Col: questi numeri mi devi spiegare da dove escono, come li hai trovati e cosa sono precisamente.
    I numeri sulla pressione, perché mi servono come il pane per un progettino con gli imprenditori della mia zona.
    A risentirci

    • Fabrizio says:

      Tutti i dati sono pubblici, ivi compresi quelli relativi alla tassazione. La C.G.I.A.. di Mestre ogni mese ha i suoi studi aggiornati.

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