GOVERNO MONTI: UN DANNO PARI A 2000 MILIARDI DI EURO

di ELIO DARDANO

I provvedimenti del Governo Monti per salvare l’Italia con rigore e sviluppo, hanno comportato invece in pochi mesi un danno economico al patrimonio agli italiani, pari al debito pubblico contratto dallo Stato in 50 anni dai politici! Il danno è così calcolabile:

1) Per incassare 10 miliardi di euro di tasse con l’ IMU sulla casa, questa ha determinato una perdita di valore del patrimonio immobiliare italiano di mercato del 20%, secondo i rilevamenti statistici, pari a 1000 miliardi di euro!

2) Stesso discorso per quanto riguarda il patrimonio monetario degli italiani a rischio esproprio sui conti correnti, come ai tempi di Amato. Bisogna poi considerare i danni causati alle imprese e ai lavoratori, con i provvedimenti tedeschi usati come una panacea. Ha bloccato le assunzioni nelle piccole aziende, con la modifica dell’art 18 e penalizzato i lavoratori delle grandi imprese. Provvedimenti che faranno scendere il Pil quindi il rischio Grecia, con la chiusura delle aziende, senza farne nascere delle nuove, anche per il crediti negati dai banchieri, ingrassati dai prestiti pubblici.

3) Monti ha messo la garanzia pubblica sul bilancio delle Banche private, che potranno così speculare, ma le perdite saranno accollate allo Stato. Il governo dei banchieri ha gettato la maschera escludendo dall’IMU le Banche. I Pensionati tartassati dal governo sono stati costretti ad aprire i conti in banca, con norme vessatorie contro il codice civile , riversando l’onere della gratuità dell’operazione sul sistema produttivo. Con l’IMU da versare a Roma Monti ha introdotto il federalismo al contrario, come ai tempi del tedesco Barbarossa, che imponeva gabelle ai comuni.

4) Draghi nuovo Presidente della BCE, ha capovolto la politica del predecessore Trichet volta a contrastare la speculazione. Quest’ultimo comprava nel mercato secondario i titoli pubblici sotto attacco, per limitare lo spread, quindi il costo degli interessi per gli Stati. Draghi invece vestendo l’elmetto tedesco, quello che ha causato la nostra sconfitta di Caporetto, alleandosi con i tedeschi ha interrotto questa prassi, lasciando campo libero alla speculazione, quindi l’aumento dello spread e l’avvento del governo Monti. Prestando poi alle banche i soldi della BCE al tus dell’1%, grazie allo spread da lui favorito, ha agevolato gli investimenti speculativi in titoli di Stato un danno erariale per l’Italia.

5)Monti ha fatto altri colossali danni dell’economia italiana aumentando la tassa sulla benzina per fare cassa, sapendo come professore che l’aumento del prezzo di un prodotto ne determina un minore consumo, quindi un minor gettito fiscale. Ha costretto a piedi molti italiani, in compenso ha fatto aumentare i prezzi delle merci, a causa del caro carburante. Oltre al danno erariale si aggiunge quindi un enorme costo sociale, fine a se stesso. Ha creato un colossale danno al patrimonio di questo paese, valutabile in 2 mila miliardi di euro, in pochi mesi, a questa velocità quanto salirà il danno nel prossimo futuro? Ci ha lasciato in balia degli interessi del mercato speculativo, preparando il nostro futuro default, altro che salvataggio. Questo in linea con le organizzazioni di cui ha fatto parte, che vogliono piegare la democrazia, agli interessi speculativi del mercato

QUELLO CHE MONTI AVREBBE DOVUTO FARE E INVECE NON HA FATTO

Sperare che giovi all’Italia un collaborazionista tedesco come Monti, che ha fatto “compiti a casa”a favore della Germania, che hanno impressionato addirittura la Merchel, è troppo. Questo non impedisce, che se volesse, comunque aiutare il suo paese, potrebbe risolvere il problema del debito italiano con il sistema tedesco. Dovrebbe però rinnegare gli interessi della finanza speculativa, cui ha sempre collaborato. Tedeschi e Francesi hanno limitato il debito pubblico facendolo sottoscrivere in parte una parte dalla loro Cassa Depositi e Prestiti. Quest’ultima finanziatrice come da noi, di gran parte delle opere pubbliche, le ha poste a garanzia patrimoniale, creando una provvista, tramite la prerogativa bancaria della riserva frazionaria, consentendo di finanziare una parte consistente dei loro titoli pubblici, sottraendoli agli umori del mercato speculativo. Un debito che non è più neppure tale, essendo una partita di giro di una istituzione bancaria pubblica, con costi simbolici. Il bilancio dello Stato ha una funziona di riequilibrio economico e sociale, quindi è al di fuori della logica di mercato.

La Cassa Depositi e Prestiti non avrebbe dovuto quindi essere privatizzata, a beneficio delle Fondazioni Bancarie legate al profitto, come è successo in Italia. Per il riequilibrio dei poteri dello Stato in senso liberale, deve quindi tornare pubblica e trasformata in banca, come in Francia e Germania, per svolgere il ruolo che nel resto del mondo è della Banca Centrale, funzione vietata alla BCE dai tedeschi. Anche Equitalia può essere trasformata in banca pubblica, ricapitolandola con il conferimento dei beni pubblici, che rimangono tali, ma cambiano stato. Venderli per fare cassa è illusorio, nessuno ha i soldi per comprarli. Utilizzati invece come patrimonio in una banca pubblica, può diventare provvista consentendo così di sottoscrivere gran parte del debito pubblico Questo grazie alla citata prerogativa bancaria della riserva frazionaria, la cui componente liquida, in questo caso, può essere ottenuta delegando a Equitalia, oltre alla riscossione delle tasse, anche il ruolo di tesoreria pubblica. E’ il sistema in vigore nello Stato americano del Nord Dakota, che in questo modo può rivendicare nella generale crisi degli Stati Uniti, una crescita cinese del suo pil. Certo per entrare completamente a regime questo meccanismo ha bisogno di tempo, ma fin da subito sarebbe evidente che oltre il 50% del nostro debito pubblico, verrebbe cancellato insieme ai relativi interessi. La speculazione contro il debito pubblico italiano disarmerebbe immediatamente. Queste banche poi, come tali, potrebbero accedere al finanziamento della BCE all’1%, per pagare un’altra parte del debito pubblico. L’onere di oltre 80 miliardi annui di interessi verrebbe quasi cancellato.

Non solo, grazie al meccanismo citato, il finanziamento per le opere pubbliche, sarà assicurato con oneri minimi senza interessi. L’Irap e altri balzelli tipo IMU verrebbero cancellati e l’irpef ridotto. Invece che in titoli pubblici non remunerativi, le banche dovranno impiegare le risorse, per finanziare il mercato, quindi gli investimenti e l’occupazione. Lo sviluppo riprenderà, anche grazie anche alla riduzione delle tasse, scenderanno i costi di produzione e si rilanceranno i consumi.

 

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5 Comments

  1. claude says:

    Nell’ anno 1776, Thomas Jefferson dichiarava: “Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” By Thomas Jefferson

  2. Andrea says:

    Tutto vero la prima parte, ma la seconda!!!! La soluzione è prima di tutto uscire dal neuro e dalla dittatura neuropea. Poi si può discutere di tutto.

  3. pippo says:

    viva la rivoluzione l’unica soluzione tutti a morte i politi per tradimento

  4. Leghisti di Novi says:

    Grande Elio! Uno di Noi!!!Fieri di averti come concittadino!

  5. Domenico says:

    Bisognerebbe decidersi a prendere le armi,,

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