IMPRENDITORE BRESCIANO SCRIVE A MONTI: BASTA SPRECHI

di GIUSEPPE QUARTO

Spettabile Indipendenza, in questi giorni orribili per l’Italia , sia sotto il profilo politico, sia finanziario, mi viene dal cuore scrivere questa lettera al nostro presidente del consiglio.

Politici ed economisti ci propinano mille soluzioni per risolvere il problema. Si interrogano se e meglio la patrimoniale, l’ICI anche sulla prima casa diventata IMU, lotta all’evasione fiscale, aumento dell’Iva, della benzina, sigarette e tasse varie. Io non sono ne un economista né un intellettuale, ma una semplice persona che ha lavorato 50 anni, ma anche a mio livello risulta evidente che il problema dello Stato italiano e semplicemente che esso spende e sperpera troppo.

Signor Presidente pagherò volentieri il bollo di 100 euro sul mio conto corrente bancario se lei mette in cassa integrazione a 1.000 euro mensili la gran parte dei 4.600.000 dipendenti di palazzo Chigi che sono molto di più dei 1.337 del “Cabinet Office” di David Cameron. Pagherò volentieri l’aumento della benzina se lei eliminerà gli affitti di 35 milioni di euro l’anno che la Camera paga. Pagherò volentieri l’aumento del contributo Inps se eliminerà le doppie e triple pensioni che sono migliaia e molte per importi di decine di migliaia di euro al mese.

Andrò volentieri in pensione 5 anni più tardi se lei darà una sforbiciata ai dipendenti del Parlamento che costano mediamente 137.525 di euro. Cioè 19 mila in più dello stipendio dei 21 collaboratori stretti di Barack Obama. Pagherò volentieri l’aumento dell’ IVA se lei eliminerà le migliaia di enti inutili produttori semplicemente di consigli di amministrazione e di stipendi fuori da ogni logica. Pagherò volentieri l’IMU sulla mia prima casa se lei metterà un tetto di 50.000 euro all’anno per le decine di migliaia di burocrati della pubblica amministrazione, dipendenti senza nessuna responsabilità manageriale o rischio di licenziamento.

Vede signor Presidente, quando la signora Angela Merkel le dice che l’Italia può farcela da sola, intende dire che lei può fare proprio quei tagli che io le suggerisco. Signor Presidente non vada con il cappello in mano in giro per l’Europa a chiedere aiuti, non fa bella figura e mortifica tutti gli imprenditore che fanno valere nel mondo le proprie genialità e spirito di iniziativa. Chiedo che il suo governo che prima di pretendere nuove tasse, usi la scure e tagli questi sprechi e privilegi, senza raccontarci che non si possono toccare i diritti acquisiti.  I privilegi non sono mai acquisiti, sono semplicemente un furto ai danni dei cittadini. Ascolti la voce di quei movimenti siciliani che sono spontanei e disperati, la disperazione e sempre cattiva consigliera.

Signor Presidente, se davvero riuscirà ad ottenere questo risultato ritornerebbe la fiducia sull’Italia e lo spread verso i Bund si abbasserebbe immediatamente. Ascolti la voce dei milioni di imprenditori che sebbene abituati a lavorare sodo e a mai lamentarsi si sentono schiavi di questo castello burocratico che lo Stato si è dato e che pesa come un macigno sulle spalle delle persone che lavorano d’avvero e che tirano la carretta con enormi sacrifici. Maggiori tasse risolvono solo momentaneamente il problema, ma non lo eliminano alla radice.

*Club L’Imprenditorie, via Canneto 7, Brescia

 

 

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5 Comments

  1. Federico Lanzalotta says:

    che il vento sia arrivato al governo lo si deduce dall’ultima uscita di Passera (la maiuscola solo per non confondersi) che ieri per la prima volta ha “osato” parlare in pubblico di riduzione delle spese statali:
    “Lo spazio per ridurre spese inutili c’è”. Lo afferma il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera che ha visitato il Salone del mobile alle porte di Milano.
    Purtroppo sappiamo bene che dalle parole ai fatti c’è di mezzo l’oceano.

  2. luigi bandiera says:

    TROPPO RIVERENZA E DISPONIBILITA’ A PAGARE.

    Sembra che certe persone, me compreso, siano allenate a STARE SOTTO E A PAGARE SEMPRE E COMUNQUE.

    Certo, educazione si…

    Pero’, BASTA CON QUESTI “STATISTI” a pro loro.

    Salam

  3. Dan says:

    Ma invece di rivolgersi a Monti con cotanto immeritato rispetto, invece di dirgli che sareste felici di pagare determinate tasse (come se a lui gliene fregasse qualcosa se voi siete felici o tristi quando aprite il portafogli) perchè non gli si da un ultimatum ?
    Una data, una serie di richieste e se non vengono rispettate nessuno deve cacciare più fuori un soldo bucato (fino ad arrivare ad un abbattimento dello stato in senso letterale).
    Il galoppino di Goldman dirà al suo cane Befera di mandare equitalia ? E di qui li aspetteremo in centinaia con le mazze ed i fucili carichi.
    Ricordiamoci tutti che, a prescindere da credi unitari o indipendentisti, è lo Stato che deve servire il Paese e mai dev’essere il contrario.
    Se noi, Paese, diciamo che “no, questa cosa non si fa”, questa cosa non si fa e guai se qualcuno cerca di sovvertire il nostro volere.
    Quella gente non la si fa ragionare con le buone, chi comanda non lo si riporta mai a più miti consigli con l’educazione e la calma ma solo con la garanzia che può finire e finirà male se continuerà a farla fuori dal vaso

  4. Fortebraccio says:

    Gentile sig. Quarto, il suo articolo sarà l’ennesimo articolo intelligente obiettivo accorato lungimirante assennato logico ed intelligente, tutto ciò lo farà cadere nell’oblio. Nessuno ci restituirà la nostra libertà, essa ci è stata tolta con destrezza come agli americani col Patriot Act. Noi saremo uccisi per una giusta causa, che loro chiamano equità, ma che in realtà rappresenta il più malvagio progetto di distruzione dei ceti produttivi. Un progetto di alta ingegneria schiavista perpetrato da parte della classe parassita ai ceti produttivi, nel dissennato convincimento che la corda non si spezzerà mai. Nessuno ci restituirà la nostra libertà, ce la dovremo riprendere con la forza , e quando ciò avverrà un’orda di assistiti e piattole scenderà in piazza agitando i forconi reclamando il pane dell’ozio come un diritto divino….come in Grecia. Ergo caro sig. Quarto, la sua letterina che condivido in toto, fluttuerà nel nulla confusa fra milioni di giuste invettive. Con sommo dispiacere concludo trivialmente il sunto operativo.

    QUESTI LADRI VANNO CACCIATI A CALCI IN CULO

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