Letta non è altro che il “Monti Bis”. Rivoluzione solo dai Comuni

di GIORGIO BARGNA

Da qualche settimana stiamo vivendo, sulla nostra pelle, il “Monti-bis”; più scaltro, meglio nascosto, ma sodomizzante allo stesso livello dell’originale. Frequentazioni da strada, bar e lavoro mi riportano le lamentele dell’ita(g)liano che esclama “piove, governo ladro”! Le lamentele degli stessi che pensavano di cambiare lo stato delle cose andando al voto. Cosa volete italianucci del menga?

Vi siete presentati ancora davanti alla “tosa” per dare lustro a chi aveva bisogno, ancora una volta, di voi per restare ancorato al potere ed alle confortevoli posizioni di vantaggio personale e di casta, personaggi sempre pronti a prostrarsi ai padroni Usa e Ue, siete voi i responsabili di quanto sembra arrecarvi un disturbo immenso. Vi siete ancora una volta divisi tra destrorsi e mancini, ancora una volta avete tracciato una bella “icchese” sul papiro elettorale sperando che la vostra squadra preferita sbancasse il piatto… ancora non avete capito che in questo “casinò” i croupier  truccano le partite.

Mi chiedo se siete un pochino fessi o se siete concordi; mi rispondo che la fesseria ha un limite e che quindi a questo punto siete correi, vittime (probabilmente, spero) di un bel lavaggio di cervello, ma sicuramente abituati a pensare che le sorti del paese non siano affari, direttamente, vostri, ma cosa di competenza altrui. Ma scriveva, un pochino di tempo fa, Thomas Jefferson: ‘Se un popolo crede di poter essere libero e disinteressarsi della politica, immagina qualcosa che non è mai stato né mai sarà”.

Finchè continuerete ad avvalorare questa classe dirigente continuerete ad essere (oltretutto un po’ fuori tempo) fascisti e comunisti, democristiani e liberali, ma soprattutto i peggiori nemici di voi stessi.  I cambiamenti passano non attraverso le idee che vi calano dall’alto, da lontano, ma attraverso i movimenti, le idee, le svolte che si sviluppano e radicano sul territorio, ettaro per ettaro, cittadino per cittadino.

Non partiranno da Roma svolte e rinnovamenti, ma solo da centinaia di Comuni governati da movimenti politico-culturali svincolati dai partiti nazionali e composti dai cittadini. Un’altra “tosa”  o la svolta dipendono solo da voi “partigiani del vuoto”.

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5 Comments

  1. Giorgio da Casteo says:

    Me pareva che Bargna’ diseva che a svolta deve partir dai Comuni. Ora i xe con e man ligae par el “pato de stabiita”
    Eora piantea de ciaciarar a vodo. El tempo xe scaduo mentre a ns primaria istitusion,sensa schei o quando che i ghe fuse no a pol spendarli, sta cesando de operar.
    Sindaci cosa aspeteo de ordinar de sonar e CAMPANE A MARTEO ?????

    Onore ai Patrioti presenti stasera in p.za S.Marco, soto el campanie a Venesia, par ceebrar el 16° ano de l’asalto

  2. Giacomo ha tracciato un passaggio che risponde un pochino a Tretti, aggiungendo materiale all’articolo. Il linguaggio forzato Miki magri esteticamente non è bello, ma le rose ed i fiori non svegliano nessuno.
    Cantava Bennato che “per smuovere la gente non bastano i discorsi, ci vogliono le bombe”…io la responsabilità di tirare bombe non la voglio e non me la prendo, ma i toni, abbiate pazienza li alzo…già i sordi non sentono, se poi gli sussurriamo…

  3. Miki says:

    ma perch?A gli articolisti di codesto nobile sito si esprimono sovente con linguaggio da trivio?

  4. Simone Tretti says:

    La cosa divertente è che la gente pensa “Letta, giovanotto, aitante, parla bene, governo di ministri non mummificati, è CAMBIAMENTO”!!

    Non vedendo chi di spalle regge questo cambiamento (europa, sx+dx+cx, usa).

    Eppure son evidenti.. ma non v’è peggior sordo di chi non vuol vedere..

  5. Giacomo says:

    Caro Giorgio…

    Non puoi far presa sul raziocinio degli italiani. Devi per forza dar loro una ragione per dividersi in fazioni e iniziare a scannarsi. Tra fazioni prima e, di seguito, all’interno di ciascuna fazione. Schiavi da 2000 anni, più al nord che al sud, e destinati a rimanere tali.

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