Monti, Alfano, Mauro: al Nord non interessa il museo delle cere

di ROBERTO BERNARDELLI*

Alfano, Monti, Mauro… Sono per il Nord il museo delle cere. Della loro spaccatura al centro, al centrodestra o sull’ala destra non interessa alla gente. Non alla nostra.

Ieri il presidente di Confindustria diceva che “Occorre fare più tagli alla spesa pubblica improduttiva. E il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, gli andava dietro: “La spesa pubblica improduttiva è il bubbone italiano”. E allora crepi l’Italia!

Alzi la mano chi sa tra la gente comune, cosa sia la legge di stabilità? Una fregatura pazzesca, di sicuro. Possiamo dare a qualunque cosa un qualunque nome ma tanto la sostanza non cambia. Ai lavoratori mettono 14 euro in più, forse, in busta paga. A loro, i politici, mettono il mondo.

Aggiungiamo che  una impresa su tre vanta crediti nei confronti della Pubblica amministrazione e che il 30 per cento delle imprese dei servizi e dell’industria in senso stretto ha dichiarato di avere crediti arretrati con le Amministrazioni pubbliche e poco più del 10 di averne recentemente recuperato un importo giudicato consistente (16 per cento nei servizi, 5 nell’industria).

A maggior ragione, chi se ne frega se Monti esca da Scelta Civica. Perché, c’è mai stato del civismo in tutto questo?

Il sondaggio della Banca d’Italia in collaborazione con Il Sole 24,   pubblicato all’interno del Bollettino economico trimestrale di Via Nazionale, direbbe il contrario.

Poi a sciogliere le facce di cera e di bronzo, a casa nostra c’è l’amara realtà: la stretta del credito più forte nstaon abita né a casa di Alfano né del pugliese Mauro. Sta al Centro Nord. Il doppio strozzinaggio, tasse e banche, ha registrato una contrazione dei prestiti bancari   del 3,8% nelle regioni centro settentrionali. Non è roba da sondaggi padani: sono i numeri  del Centro studi Unimpresa su dati Banca d’Italia. 

Secondo la rilevazione, va ancora peggio: il Centro e il Nord dell’Italia risultano più penalizzati in quasi tutti i comparti ma la contrazione del credito tra agosto 2012 e agosto 2013, sul versante delle imprese, è stata pari al 4,8% per le imprese del Nord contro il 3,3% del Sud. Piove sul bagnato.

E sempre a Mauro, Alfano e Monti dico che delle loro guerre di potere e di conquista, alla famiglie del Nord non frega nulla. Visto che il credito bancario alle famiglie è sceso ancora. Dalle banche, amiche della politica, dei partiti e di Bruxelles, esce sempre meno denaro per le imprese e le famiglie. La liquidità sta sparendo, conferma anche   Unimpresa, con il presidente Paolo Longobardi. Negli ultimi dodici mesi le banche hanno tagliato oltre 50 miliardi di euro a imprese e famiglie. I finanziamenti al settore privato sono crollati del 3,5% da 1.485 miliardi a 1.433 miliardi.

Perché, Alfano, Mauro e Monti, sono le sole cose che la stampa ci getta addosso?

 

*Presidente Indipendenza Lombarda

 

 

 

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4 Comments

  1. L'incensurato says:

    E bravo Bernardelli. Se Grillo si affidasse a lui invece che a figuri come la Lombardi (e mezze tacche come Crimi&Fava) m5s avrebbe ancora tutti i suoi voti.

  2. Castagno12 says:

    Non ritengo esatta l’affermazione: “Mauro, Alfano, Monti non interessano alle famiglie del Nord”.
    Magari fosse vero. Purtroppo sono sempre “politici” maggiordomi del Governo Mondiale, gradito a mezza italia.

    Riguardo al Nord, bisogna parlare di RESIDENTI perchè la popolazione (italiana) di queste Regioni, è mista.
    A circa metà di questa popolazione sono graditi il Sistema italia, il Mondialismo (anche se i più non sanno di cosa si tratta), l’Ue e l’€uro.

    Alcuni mesi fa questo quotidiano ha riportato il risultato di un sondaggio effettuato al Nord.
    Ben il 62% degli interpellati ha risposto di gradire la moneta unica, l’€uro.
    Qui al Nord, circa la metà della popolazione è costituita da mantenuti: i politici, i pensionati e gli invalidi fasulli, i dipendenti inutili nel settore privato ed in quello pubblico, i “consulenti” di facciata, ecc.

    Quindi tutte queste persone sono attaccate al Sistema Mondiale.
    Il problema è riuscire a convincerle che il loro “carnevale” è alla fine perchè NON CI SONO PIU’ SOLDI NELLE CASSE.

    E i costi inutili per rianimare l’italia e l’Ue, sommati a quelli dei danni provocati dal prolungamento della crisi, incideranno profondamente sui tentativi di ripresa.

    Il peggior nemico per le nostre Regioni è costituito dai mantenuti.
    Questi ovviamente, per conservare la loro condizione incivile e asociale, continuano a sostenere e ad approvare i loro protettori, i “politici”.

    Purtoppo, nei fatti, al Nord interessa “Il Museo delle Cere”
    La stragrande maggioranza dei residenti lo sostiene anche finanziariamente: con le carte di credito e con gli acquisti degli assets finanziari emessi dallo Stato.

    Continuando ad ignorare queste realtà, inevitabilmente si va a vuoto PER L’INDIPENDENZA!

    Quindi è fondamentale informare a dovere le persone oneste ed i sani di mente.

  3. pippogigi says:

    Sul perché la stampa ci getti addosso Alfano, Monti, Mauro ma aggiungerei le vicende giudiziarie e personali di Berlusconi la risposta è facile.
    Provate ad osservare i cinegiornali tedeschi durante la seconda guerra mondiale: dapprima il disastro fu nascosto con brillanti operazioni strategiche di ritirata (più o meno come una possibile ripresa dell’economia italiana dello 0,3% dopo un crollo dell’8% degli ultimi anni), successivamente i cinegiornali evitarono di parlare della guerra, non c’era nulla di positivo da raccontare (più o meno come adesso parlano di Monti o di Berlusconi di cui non ci può fregare di meno, a noi interessano l’indipendenza e l’economia), infine i cinegiornali scomparirono, negli ultimi mesi di guerra in Germania non venivano proprio più date notizie. Noi a quest’ultima fase non ci arriveremo per un semplice motivo: buona parte dei giornali sono ancora aperti solo grazie ai sussidi pubblici, se lo Stato li taglia loro chiudono, un bel ricatto sempre presente nelle menti dei direttori che prontamente si adeguano alle direttive governative. Le televisioni sono direttamente in mano ai partiti e quindi sono ancora peggio dal punto di vista informativo. Quindi i giornali e le televisioni italiane non hanno bisogno di stare zitte per negare la verità oppure di parlare di Belen, calcio o guerre in terre lontane: semplicemente mentono spudoratamente distorcendo la verità, un po’ lo stile Letta, aumenta le tasse e va in giro a dire che le ha abbassate….
    Chi si salva da tutto questo sono in parte i giovani, che i giornali e le televisioni proprio non le guardano, c’è ormai un distacco generazionale in fatto d’informazione, voto e come vediamo lavoro e pensioni. Il problema è che molti giovani non si informano, sanno benissimo che è uscito l’ultimo modello di Iphone ma che l’Iva è aumentata al 22% e perché non è proprio un loro problema.
    L’unico modo per raggiungerli è internet, dei bei titoli che attirino la loro attenzione e si spera che almeno leggano le prime 10 righe.

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