Per “Ipsos” la lista Montezemolo varrebbe il 20%

di REDAZIONE

Se Italiafutura si presentasse da sola alle prossime elezioni potrebbe avere il 20 per cento dei voti. E se invece la lista si alleasse con il centro, con esponenti del governo tecnico (come Corrado Passera e Anna Maria Cancellieri), raggiungerebbe il 25,4 per cento. Scenari inediti e sorprendenti, illustrati da un sondaggio realizzato da Ipsos.

Da tempo si attende la discesa in campo dell’ex presidente di Confindustria. Attesa molto lunga, che entra nel mosaico dei futuri equilibri politici, mai così incerti, che vedono un centro inquieto, ancora indeciso se strutturarsi e correre da solo o se allearsi con il centrosinistra (come parrebbe, a leggere l’ultima intervista di Pier Ferdinando Casini, che ipotizzava moderati e progressisti insieme). Ma ci sono da valutare anche l’onda dell’antipolitica, l’avanzata del Movimento 5 Stelle e le difficoltà dei partiti tradizionali, stretti da un sostegno responsabile al governo Monti e la voglia di mollarlo al suo destino per frenare l’emorragia dei voti.

Lo sbarco di Montezemolo sul terreno attivo della politica è uno di questi elementi, difficili da valutare, viste le variabili in campo. Molto improbabile che ci sia un riavvicinamento con il centrodestra, visto quanto dichiarato dallo stesso Montezemolo solo poche settimane fa, quando si ipotizzava la nascita di un gruppo autonomo collegato alla sua Fondazione: «Non possiamo accettare di essere chiamati in causa da esponenti del Pdl con cui non abbiamo niente a che fare. Riteniamo di chiudere una volta per tutte la porta al gossip politico alimentato ad arte da alcuni naufraghi della Seconda Repubblica». Difficile anche un’alleanza a sinistra. Il dilemma principale, dunque, riguarda la discesa in campo solitaria o nel quadro di un accordo con il centro e con forze legate all’attuale governo Monti.

L’indagine Ipsos – formata da un campione di 7 mila interviste, realizzate tra il 29 maggio e il 3 giugno per conto di Interporto campano, azienda vicina alla Fondazione di Luca Cordero di Montezemolo – racconta cosa potrebbe succedere se e quando il presidente della Ferrari formasse davvero una lista civica e si presentasse alle elezioni. La proposta del leader di Italiafutura viene considerata in grado di portare elementi di novità nella politica italiana da più di un terzo degli elettori (36%). La fascia di età più convinta è tra i 25 e i 34 anni (il 38,5 per cento), in maggioranza diplomati. Nel profilo socio demografico si evidenzia che si tratta per la maggior parte di dipendenti privati (38,8 per cento) e di cattolici non particolarmente assidui. I principali consensi arrivano da comuni medio-piccoli, soprattutto del Sud.

Ma tra gli elementi più interessanti dell’indagine c’è la provenienza politica, secondo una «auto collocazione», come viene chiamata: Montezemolo è una novità per il 45% di chi si dichiara di centrodestra e per il 44,3% di chi si considera di centro mentre a destra il dato è del 38,7 per cento. Minori i consensi nel centrosinistra, 34%, e a sinistra, 28 per cento. Autodichiarazione che va poi ricollocata in un quadro più ampio ed è la sezione principale dell’indagine, quella degli scenari politici, partendo da un elettorato potenziale del 28%. In una prima ipotesi, si prospetta una lista civica nazionale Italiafutura, guidata da Montezemolo, con personalità della società civile e del mondo delle università e delle professioni. In questo scenario, il centrosinistra (Pd, Sel e Idv) avrebbe il 31,6, il Movimento 5 Stelle di Grillo il 20,1, Italiafutura il 20 e il centrodestra guidato da Alfano, con Pdl e Lega, solo il 18,5. Una piccola rivoluzione rispetto agli equilibri elettorali ai quali siamo abituati.

L’altro scenario prevede invece una lista guidata da Montezemolo che comprenda non solo gli eredi del centro di Udc e Fli, ma anche alcuni ex ministri del governo Monti (si fanno esplicitamente i nomi di Passera e Cancellieri). In questo caso la lista raggiungerebbe il 25,4 per cento, superata solo dal centrosinistra (30,6) e seguita dal 5 Stelle (24,9) e dal centrodestra (19,1). In subordine, e poco realistica, l’ipotesi di un’Italiafutura alleata con centro e centrodestra: in quel caso raggiungerebbe il 32,1 per cento, contro il 35 del centrosinistra e il 32,9 di Grillo. Scenari tutti da verificare, che hanno un precedente, in un altro sondaggio di Nando Pagnoncelli, a Ballarò. Nel quale Montezemolo era indicato come il terzo leader, con il 15 per cento, per gli elettori del centrodestra e come il quarto per quelli di centrosinistra, con l’11.

di Alessandro Trocino

FONTE ORIGINALE: www.corriere.it

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