Montezemolo: basta stare in tribuna, si scende in campo

di REDAZIONE

Dopo quasi due anni di tattica e calcoli, Luca Cordero di Montezemolo rompe gli indugi e annuncia il suo ingresso in politica. “Mai più accetteremo di vedere l’Italia derisa e disonorata, per questo scendiamo in campo”, dice il presidente di Italiafutura lanciando la convention ‘Verso la terza Repubblica’. “Basta stare in tribuna: i cittadini e le eccellenze che costituiscono il nerbo della nostra azione abbandonino le tribunale e riportino a giocare in attacco a e vincere”, aggiunge l’ex presidente di Confindustria.

“Siamo qui – prosegue – perché vogliamo che inizi finalmente un capitolo nuovo della nostra vita civile e democratica, che metta al centro questa Italia, l’Italia che rema. Dobbiamo aprire la strada verso la terza Repubblica”.

Resta da capire se l’iniziativa di Montezemolo è in sintonia o piuttosto in concorrenza con le forze di centro che si stanno organizzato attorno alle figure di Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini. “Sentiremo i richiami valoriali e le loro priorità, ma è evidente che delle convergenze ci sono, quella che salta più agli occhi è che coloro che operano nella società civile, così come fanno gli amici dell’Udc e facciamo noi nella politica, è il fatto che si parta da un dato: dopo il voto serve un governo politico ma con Mario Monti come presidente del Consiglio”, commenta a distanza il presidente della Camera.

Fini insieme aI leader dell’Udc è tornato oggi a chiedere un impegno politico al presidente del Consiglio Mario Monti, e anche l’ex presidente di Confindustria si dice convinto che “Monti può fare il lavoro di ricostruzione in Italia e in Europa meglio di chiunque altro. Ammetterlo non è un segno di debolezza ma un’assunzione di responsabilità”. Dal premier, che proprio oggi ha celebrato il suo anno di governo con un lungo bilancio pubblicato online, è arrivata però l’ennesima frenata. “Nessuno mi domanda impegni oggi, e oggi non do nessun impegno”, ha ribadito Monti interpellato sulla possibilità di un suo ruolo futuro in politica dopo il termine del suo governo. Ma Montezemolo sembra non avere fretta. “Non chiediamo al premier di prendere oggi la leadership di questo movimento politico – dice – Ciò pregiudicherebbe il suo lavoro e davvero non ce lo possiamo permettere. Ci proponiamo di dare fondamento democratico ed elettorale al discorso iniziato dal suo governo perché possa proseguire”.

Secondo Montezemolo “se non ci sarà una novità sostanziale nell’offerta politica il risultato delle elezioni potrebbe portare alla guida del paese uno schieramento eterogeneo e confuso, una riedizione di governi i cui ministri scendevano in piazza contro i provvedimenti varati dal loro esecutivo. Una compagine governativa ostaggio di populismi che rifiutano gli impegni internazionali sottoscritti dal nostro paese”.

“Già vediamo il riformarsi di alleanze che contengono tutto e il contrario di tutto – avverte il leader di Italiafutura – ma che soprattutto avranno l’effetto di ridare peso e potere di condizionamento alle componenti più ideologiche e populistiche” uno scenario che porterebbe al Paese “danni irreparabili”.

Fonte originale: www.repubblica.it

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