Montesquieu: “Al Nord pochi vizi e molte virtù…”. Colpa della placca tettonica

di MARCELLO RICCIAFRICA

“Nei climi nordici troverete popoli che hanno pochi vizi e molte virtù, grande franchezza e sincerità. Avvicinatevi al mezzogiorno, e avrete l’impressione di allontanarvi dalla morale stessa: passioni piú vive moltiplicheranno i delitti; ciascuno cercherà di prevalere sugli altri per dare piú libero sfogo a queste stesse passioni. Nei paesi temperati troverete invece popoli incostanti nel loro comportamento, sia nei loro vizi che nelle loro virtú; il clima non è sufficientemente caratterizzato per poter determinare con maggior precisione i loro caratteri” . E’ Quanto si legge ne “Lo spirito delle leggi” di Montesquieu .

L’osservazione del grande pensatore francese è più che confermata e tutte le disgrazie sono da attribuire a chi, per interesse realizzò il vantato processo unitario. Il tutto reso possibile da errori, purtroppo si spera difficilmente rimediabili dei movimenti della placca tettonica, che crearono una lingua di terra tesa da nord a sud. Prendendo un atlante e guardando il bacino del mediterraneo si nota, senza difficoltà che lo stivale, la parte peninsulare la si stacca dalla Padania e la si trasporta a colmare quel vuoto che c’è tra,Algeria e Egitto, davanti a Libia e Tunisia il profilo del bacino risulterebbe molto regolare. Quella penisola impropriamente e anche propriamente detta il Bel Paese, non sarebbe lì a testimoniare un errore geologico e anche umano.

Finirebbero le tragedie del mare, quanti desiderassero raggiungere quella terra a cui sentono appartenere senza affrontare il mare che saggiamente li sconsiglia, potrebbero farlo agevolmente. Dio grande e misericordioso, può aver consentito un disastro di tale portata? Purtroppo il maligno c’è ed è sempre attivo, per ricordare agli uomini che debbono sempre guardare verso Dio e non cadere in tentazione. Comunque la speranza resta, a Dio nulla è impossibile ….. dopo aver fatto vagare il popolo eletto per quaranta anni nel deserto lo fece giungere nella terra promessa… La speranza, ultima a morire, è che le sofferenze dei virtuosi popoli padani, siano premiate e che un evento geologico epocale corregga la geografia del mediterraneo. Confidare solo nella volontà di Dio è resa incondizionata. E’ nell’antica saggezza, aiutati che Dio ti aiuta. Certamente impossibile attivare i movimenti delle placche tettoniche, anche se a favorire i disastri ambientali ci si è arrivati…. Pensare all’atomo, all’idrogeno…no, è brutto, è eccessivo. Più semplice credere nell’indipendenza, nella dignità, nelle proprie radici, continuare a lottare senza perdere la fede nel risultato e senza avere consolazione dall’essere riusciti a strappare vacue promesse che resteranno tali. Il territorio, il dialetto, gli avi, la speranza di trasmettere intatto un patrimonio inestimabile messo in pericolo da un meticciamento senza precedenti è l’obbiettivo da non perdere.

 

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2 Comments

  1. Luca says:

    Marcello Ricci….non ci siamo Montesquieu e la tettonica no….proprio no..:

  2. riccardo castellucci says:

    Guardi che quando parlava di Nord/Sud, Montesquieu non si riferiva all’Italia.

    Tutto quello che sta sotto le alpi è sud.

    Saluti.

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