Monte dei Paschi: altri 10 indagati. Maroni: il Colle copre lo scandalo?

di REDAZIONE

Su Monte dei Paschi di Siena indaga adesso anche la procura di Roma. Manipolazione del mercato e’ l’ipotesi di reato formulata a carico di ignoti dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Nello Rossi. “A seguito della presentazione di denunce ed esposti da parte del Codacons e di cittadini in ordine alla situazione del Monte dei Paschi di Siena, la procura della Repubblica di Roma – si legge in una nota – ha aperto un procedimento contro ignoti per il reato di manipolazione del mercato e per altre ipotesi di reato, raccogliendo da una pluralita’ di fonti sommarie informazioni e documentazione sulla intera vicenda”. “Sulla base delle acquisizioni in corso – prosegue ancora il comunicato firmato dai due magistrati – questa procura valutera’ nei prossimi giorni se proseguire negli accertamenti o se trasmettere gli atti alla procura di Siena (peraltro gia’ destinataria di atti provenienti dalla procura di Milano), ufficio con il quale sono stati presi opportuni contatti”.

La Banca d’Italia e Consob figurano tra i destinatari della richiesta di documentazione avanzata dalla procura di Roma. I magistrati romani, allo stato degli atti, ritengono che la competenza a indagare spetti ai colleghi della procura di Siena. Solo se dovessero emergere fattispecie di reato legate alla capitale, a quel punto i pm di piazzale Clodio proseguirebbero i loro accertamenti. Ettore Gotti Tedeschi e’ in Procura a Siena, dove i pm lo stanno interrogando nell’ambito dell’inchiesta sul Monte dei Paschi. Il banchiere, secondo quanto si apprende, e’ ascoltato dagli inquirenti per l’operazione Antonveneta.

MARONI: NON VORREI NAPOLITANO COPRISSE LO SCANDALO

“Ho visto questo intervento molto forte del Presidente della Repubblica che chiede ai giornali di non parlare dello scandalo”, ha esordito il segretario federale della Lega Nord conversando con i giornalisti durante un incontro con i commercianti e i residenti del quartiere Isola, tappa della sua campagna per le regionali in Lombardia. “Non voglio pensare che sia un intervento di censura – ha proseguito Maroni – pero’ e’ singolare che il Presidente della Repubblica si svegli adesso, e in passato non abbia mai detto una parola sulla violazione del segreto istruttorio o del segreto di indagine, cosa che lui richiama”. “Non vorrei – ha ipotizzato – che ci fosse qualche cattivo pensiero di chi dice che, adesso, lo fa perche’ la vicenda Mps riguarda il Pd, il partito di cui lui ha fatto parte”.

INGROIA, PD NON ESTRANEO A INTRECCIO TRA POLITICA E AFFARI

“Era facile prevedere che man mano sarebbe venuto fuori il bubbone.
Da quello che leggiamo oggi mi convinco che cio’ che il mio intuito mi diceva, cioe’ che c’era odore di mazzette, si sta confermando” ha detto il leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, “e’ difficile non rilevare come il Pd non sia stato estraneo in passato alla gestione del Mps e che non sia rimasto estraneo a quell’intreccio tra politica e affari che ha determinato il fatto che un certo tipo di gestione disinvolta sia sfuggita ai controlli. Su questo si deve voltare pagina”.

ALFANO, SI RISCHIA CHE MPS VENGA RASA AL SUOLO

“C’e’ il rischio che una banca che esiste da 500 anni venga rasa al suolo in 5 anni. Vorremmo sapere di chi sono le colpe?” ha affermato Angelino Alfano. Per Alfano “c’e’ una responsabilita’ giudiziaria” che la magistratura deve accertare” e c’e’ “la responsabilita’ politica, perche’ questa e’ l’unica banca italiana che e’ controllata dalla stessa area politica da decenni, prima il Pci, poi i Ds e poi il Pd”.

FARO SU VECCHIA GESTIONE E MOODY’S PENSA A TAGLIO RATING

Il Monte Paschi di Siena informa che l’agenzia di rating Moody’s ha posto sotto osservazione per un possibile downgrade il rating di lungo termine “Ba2” di Banca Monte Paschi di Siena e della sua controllata MPS Capital Services banca per le Imprese. Per Beppe Grillo, “Nel Partito democratico andrebbero processati tutti. Hanno disintegrato una prestigiosa banca italiana che era ricchissima. Ogni giorno vengono fuori buchi e tangenti”. L’indagine riguarda solo i precedenti amministratori della banca.

La procura di Siena ha tentato di fare chiarezza con una nota su un contesto investigativo “sensibile e complesso”. Ma a tenere alta la tensione sul caso Mps arriva l’annuncio del Pd di aver affidato ai propri legali il mandato di “promuovere tutte le azioni legali necessarie per tutelare la propria onorabilita’ nei confronti delle clamorose bugie riportate da una serie di organi di informazione”, in particolare Libero e Il Giornale, “vicini al centrodestra e a Silvio Berlusconi”. Ad aprire ieri la giornata e’ stato il premier, sulle frequenze di Radio2: quella dei rapporti tra banche e politica e’ “una materia complicata in tutti i Paesi – ricorda Mario Monti – in passato c’e’ stato un intreccio molto, molto maggiore di oggi”. Ma “attenzione, perche’ l’ipotesi di far scendere la quota della Fondazione nel capitale di Monte Paschi e di aumentare la quota stato, in ultima analisi, potrebbe essere l’extrema ratio e rivelarsi inevitabile se Monte Paschi fosse ancora in gravi difficolta’ per l’equilibrio patrimoniale, ma sarebbe anche una parziale nazionalizzazione”.

Per Monti va fatta “totale chiarezza, e la magistratura lavora sui problemi, compresi gli aspetti penali” ma “la vigilanza di Bankitalia funziona” e “l’intervento dello Stato con i bond non e’ un regalo ne’ un trasferimento a fondo perduto, ma un prestito, a tasso molto elevato”. Per l’ex ministro del Tesoro Giulio Tremonti, “non e’ vero che e’ la politica a a corrompere le banche, sono le banche che corrompono la politica, entrano al governo, esprimono presidenti del Consiglio calati dall’alto”. Mentre per il leader di Sel, Nichi Vendola, “e’ stato il sindaco del Pd che un anno fa ha scoperchiato la pentola, mentre chi nel Pd proteggeva Mussari si e’ candidato nella lista Monti”. Di tutt’altro avviso Angelino Alfano, segretario del Pdl: “sul caso del Monte Paschi la sinistra italiana si sta caratterizzando per un atteggiamento da gnorri che gli italiani hanno capito benissimo”.

Un attacco di fronte al quale il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ostenta sicurezza: “Non sono preoccupato per la speculazione che cerca di fare la destra. Gente che ha cancellato il falso in bilancio a noi lezioni non le fa”. “Sono certo che sia un caso isolato”, azzarda Luca Cordero di Montezemolo, mentre Bruno Tabacci, leader del Cd, crede che “a questo punto sia auspicabile l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta”. Da Bruxelles, intanto, il commissario Ue alla concorrenza, Joaquin Almunia, ricorda che la Commissione europea e’ interessata al caso Mps in quanto incaricata di vigilare sugli aiuti di Stato impliciti nell’emissione dei cosiddetti Monti bond.

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3 Comments

  1. giovanepadano says:

    Maroni si è fatto la domanda, si dia la risposta dato che lo scandalo MPS è ormai trasversale agli schieramenti.

  2. Albert Nextein says:

    mps non ha nulla a che fare con la “nazione”.
    E’ una banca privata che dopo anni di saccheggio politico e partitico sta fallendo.
    I politici e la casta che ha usufruito del furto ora,con la scusa che si tratta di un bene nazionale, vorrebbe far di tutto per salvarla.
    Salvarla significa non scoprire tutte le magagne e le porcherie di cui è stata oggetto.
    Io rimango del mio parere, della banca se ne devono far carico i soci, non lo stato.
    Se i soci non ce la fanno,anche vendendo le loro quote, la banca deve esser lasciata fallire.
    Lo stato ne deve star fuori.
    Eventualmente i partiti ed i politici che hanno partecipato al saccheggio potrebbero contribuire restituendo il maltolto.

  3. Cantone Nordovest says:

    Nel 1990 il legislatore (v. la cosiddetta legge Amato), per ragioni che francamente non ho ben compreso – e che peraltro si fanno risalire comunemente ad una presunta volontà della UE – decise di scorporare il ramo aziendale degli Enti (fondazioni) Casse di Risparmio

    Le tante Casse di Risparmio allora conferirono l’Azienda bancaria ad una neo-costituita SPA … e se ne rimasero con il semplice pacchetto azionario in pancia

    Esempio : l’ente (Fondazione) Cassa di Risparmio di Vattelapesca costituisce la Banca di Vattelapesca SPA e le conferisce tutta l’attività di Banca (inoltre , al fine di non ingenerare equivoci sulla identità del soggetto-banca , la fondazione Cassa di Risparmio cambia anche la denominazione aggiungendo la parola “Fondazione” nel proprio titolo denominativo : da questo momento non è più “Banca” ma possiede il pacchetto azionario della Banca)

    Ecco che a fronte di una medesima Attività bancaria si duplicano gli enti : alla originaria Fondazione si aggiunge una Società per Azioni – e si RADDOPPIANO anche gli organismi di “governance” : cda , presidente , vice-presidente , collegio sindacale , revisori interni etc.

    Attenzione adesso a questo punto : la legge stabilisce che le fondazioni devono detenere il pacchetto azionario delle neo-costituite Banche SPA .

    Cioè , il legislatore affermava che la mano pubblica non doveva risultare depauperata da questa trasformazione-duplicazione

    Un’altra conseguenza rilevante era però questa : gli organi direttivi delle Banche SPA diventano soggetti al regime di responsabilità privatistica , cioè un regime assai più lasco rispetto al regime della responsabilità pubblica , propria delle ex Banche-Fondazioni .

    E questo è tanto più vero se parliamo pure di controllo : un amministratore privato è virtualmente esentato dal controllo . In altri termini , il fenomeno delle Banche SPA controllate di fatto dalla politica MA NON PUBBLICHE IN SENSO GIURIDICO , è la combinazione ideale per la casta – che può attingere impunemente alle risorse “private” come se , in pratica , ne possedesse il bancomat – senza timore di affrontare le conseguenze altrimenti derivanti dal depauperamento di un ente formalmente pubblico !

    Il sistema era piuttosto scandaloso , al punto che … colpo di scena ! Il legislatore , dopo avere , come si è visto , inizialmente (1990) imposto l’obbligo di detenere le azioni corrispondenti alle Attività bancarie dismesse – ora (1999) impone l’obbligo ESATTAMENTE OPPOSTO : le Fondazioni ex bancarie devono vendere le azioni delle Banche SPA .

    Capito ? Anzichè prendere atto della sostanziale truffaldineria del dualismo Fondazione – Banca SPA , e ritornare al buon antico sistema della Fondazione-Banca-ente pubblico – il legislatore ha imposto , quale rimedio al malcostume della banca-bancomat , ha imposto , dicevo , all’ Ente pubblico Fondazione ex Banca di dismettere l’intero pacchetto azionario delle Banche SPA : in sostanza , si realizza il secondo step di una privatizzazzione “in due tempi” , per così dire , dell’attività bancaria tradizionalmente e localmente sviluppata sul Territorio dalle vecchie e gloriose Casse di Risparmio !

    Poi naturalmente le cose non andarono esattamente così : nel senso che la politica (gli organismi di “governance” delle Fondazioni ex bancarie) non diede pienamente corso all’obbligo di dismissione delle partecipazioni azionarie nelle Banche SPA … ma questa è un’altra storia.

    Ciò che mi preme rilevare è invece la dinamica , ed i suoi risvolti “comunicazionali” sulla pubblica opinione , dell’intero percorso normativo

    Riassumendo :

    tempo-1) – esiste un sistema di Banca Pubblica Territoriale , la Cassa di Risparmio , che funziona e svolge il suo bravo compito di sostegno all’ imprenditorialità locale

    tempo-2 – si duplicano gli enti , cioè all’originaria Fondazione si aggiunge la SPA Cassa di risparmio soggetta al regime delle spa cioè delle società commerciali e al diritto civile – l’imperativo è snellire e meno “lacci e lacciuoli” (tipica espressione di craxiana memoria)

    tempo-3 – si osserva come il nuovo assetto si rivela una manna per i politici , che possono saccheggiare le Banche , oramai sottratte al diritto pubblico e assoggettate alla normativa civilistica , con una speranza di impunità che prima si sognavano

    tempo-4) – il legislatore stabilisce allora l’obbligo delle Fondazioni di vendere le azioni delle Banche SPA – motivazione : spezzare il legame politica-affari – risultato collaterale (diciamo pure danni collaterali) : privatizzazione del patrimonio pubblico bancario

    Messaggio all’opinione pubblica : se vuoi sconfiggere la corruzione occorre privatizzare

    Io invece dico (e questa è la mia conclusione) : se vuoi sconfiggere la corruzione occorre pubblicizzare – ma assoggettando l’azienda che si è pubblicizzata al diritto pubblico !

    Ulteriore conclusione personale : la radice della corruzione (a parte il DNA “culturale” della popolazione Italica , specialmente meridionale , vedi il cd. “familismo amorale” etc. ) è proprio il tanto apprezzato , in quanto asseritamente nuovo e originale , Sistema di Economia Mista pubblico-privata – che ha ricevuto la definitiva sanzione con la costituzione del 1948 . E’ su questo ibrido che sguazza la politica – e il rimedio è facile : pubblico e privato devono tornare a essere due aree distinte e separate , come del resto succede in tutti i Paesi del mondo

    Links :

    http://www.camera.it/561?appro=421&Le+fondazioni+bancarie%3A+ricostruzione+normativa+%28profili+soggettivi%29%20%3E%3E%20www.cameracamera.it/561?appro=421&Le+fondazioni+bancarie:+ricostruzione+normativa+%28profili+soggettivi%29

    cantonenordovest.wordpress.com

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