Montani, il leghista con le palle che vuole la grappa fai da te

di TONTOLO

Cosa fa uno che ha la passione per il calcio, per i distillati e per il Meridione? Fa il senatore della Lega Nord. Elementare Watson!
Enrico Montani è nato nel 1967, a 23 si iscrive alla Lega e quattro anni dopo è già segretario della sezione di Verbania. Si dichiara agente di commercio ma il suo curriculum di studi e di lavoro è piuttosto misterioso. Per certo è un tifoso della squadra di calcio locale: prima capocurva, poi fa carriera fino a diventarne il patron. Una carriera fatta di sangue e sudore. Nel 2002 partecipa a una energica rissa da stadio contro degli agenti brandendo un telefonino a mò di clava e urlando qualcosa che alcuni maligni hanno interpretato come il mediterraneo “lei non sa chi sono io”. Gli agenti – che non lo sapevano – l’hanno malmenato, fermato e denunciato. Morale: patteggiamento e cinque mesi di condanna. I soliti maligni sostengono che nell’occasione non fosse su di giri solo per il football.
Diventato parlamentare e patron (come Lauro e molti altri) si è circondato di italiani veraci: i vicepresidenti Calabrò, Carangelo ed Esposito; e l’allenatore Nisticò. Quando è diventato Assessore a Verbania ha lasciato la carica di presidente alla seconda moglie, la calabrese Francesca Pangallo. Buona Padania!
Fulminante anche la sua carriera politica: trombicchiato in tutte le precedenti elezioni che non fossero comunali, grazie al Porcellum e alla solida e affettuosa amicizia con Cota, diventa Deputato nel 2006 e Senatore nel 2008. Sempre i soliti maliziosi dicono che si sia infuriato come un toro perché si era appena fatto fare una bella placca in ottone lucido con su scritto “Onorevole”.
Di carattere non è un tenerone: lo scorso dicembre è stato espulso dal Senato per avere poco elegantemente invitato il Presidente Schifani ad assolvere alcune incombenze corporali. Nello scorso marzo si è scazzottato a Biella con i tifosi della squadra locale. Ha problemi di convivenza anche con la giustizia: da qualche mese è indagato per corruzione aggravata dalla Procura di Verbania per una vicenda scabrosa e complessa che riguarda l’imprenditore Giacomini e l’ex sottosegretario alla Giustizia (alé!) Andrea Zoppini.
Nella fulgida attività politica non ha dimenticato le sue passioni: si è distinto per avere presentato progetti di legge per la legalizzazione della distillazione “fai da te” della grappa, e per il trasferimento della capitale della Calabria a Catanzaro. Prosit!
Giorni fa è stato eletto rappresentante del Piemonte nel Consiglio Federale della Lega. Un consiglio a Maroni: lasci perdere le scope e passi direttamente alle ruspe e al Baygon.

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6 Comments

  1. gigi ragagnin says:

    anch’io sono a favore della distillazione libera e anche della coltivazione di cannabis nel proprio orticello.

  2. roberto says:

    Altro che gavetta e meritocrazia come dovrebbe essere,
    alla faccia di chi fino ad oggi si è fatto il paiolo come una mongolfiera credendoci e smenandoci, in buona fede naturalmente. Che altro dire il fatto si commenta da solo
    sinceri saluti
    Roberto

  3. Arcadico says:

    Il messaggio subliminale che vuoi far passare è forse che uno dei motivi per cui in questi 25 anni di Lega non si sono ottenuti dei grandi risultati concreti è che non c’è stata una selezione meritocratica delle candidature?

    Ma dai! Indaga in quel di Lecco. Scoprirai che potrebbe essere anche peggio . E’ che il bello viene adesso!!! La prova è che nemmeno turandosi il naso, chiudendo le orecchie, coprendosi gli occhi non trovi quasi più nessuno disposto a votare ancora Lega sul territorio e ciò prima del caos mediatico-giudiziario!! Figurati ora. Quando c’erano i mili-tanti non si è fatta la selezione … ora che son rimasti i mili-tinti … immagina!!!

  4. Dan says:

    Lega 2.0 ?

  5. Ferruccio says:

    Leggo che il Bobo Nazionale… il Maroni stà cercando un Masaniello per il Sud ????

    Lo ha trovato….il Bobo in Lega ha tutto…

    DI TUTTO DI PIU’… DI TUTTO DI PIU’….

  6. Lucafly says:

    Non vi è nulla da commentare.
    amen

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