UN’ALTRA MONETA LOCALE: QUELLA DI NANTES

di REDAZIONE

Piace, affascina e incuriosisce. È il progetto «Moneta di Nantes» presentato ieri alla facoltà di Economia dell’Università di Bergamo. L’idea, in corso di studio nella città francese, è stata illustrata all’interno del tema «La crisi economica a Bergamo: come uscirne? Una discussione sulla moneta locale» e ha coinvolto numerosi studenti oltre che sindacalisti, industriali e docenti dell’ateneo oltre che Luca Fantacci, assistant professor di Scenari economici internazionali all’Università Bocconi e membro dell’equipe scientifica del progetto. Idea rivoluzionaria Come detto, Bergamo ha accolto bene un’idea che sa di novità, quasi rivoluzionaria, strumento che possa aiutare ad uscire dalla crisi. Uscirne non solo attraverso il consolidamento dell’economia locale ma, un po’ a sorpresa, proponendosi come metodo per rilanciare le imprese bergamasche anche fuori dai confini, proprio grazie a un’economia interna più solida.

L’effetto positivo che potrebbe avere la moneta sarebbe principalmente quello di far fronte al problema del credito e della scarsa liquidità a disposizione delle imprese; a sottolinearlo è Stefano Lucarelli, ricercatore di Economia politica all’Università di Bergamo: «La restrizione del credito – osserva – è uno dei mali più gravi in questo momento di crisi. Si è registrato un calo deciso a causa dell’instabilità a livello internazionale che porta le banche a evitare rischi eccessivi. E nel momento in cui le imprese chiedono credito non per investimenti ma per far fronte a debiti o per pagare i salari ai dipendenti.

L’idea di una moneta locale elettronica sarebbe una soluzione interessante, perché le imprese “risparmierebbero” denaro liquido nei mercati che intercorrono tra imprese aderenti al progetto». Sistema monetario che non si incrocerà con l’euro ma sarà complementare come precisa la preside di facoltà Laura Viganò: «È utile sottolineare questo aspetto perché ritengo sia un valore aggiunto di questo sistema che è nato e sta proseguendo in modo positivo grazie a persone preparate». Iniziativa concreta Ciò che più è piaciuto è stata l’idea di concretezza dell’iniziativa: «Un progetto affascinante – afferma Mario Masini, direttore del dipartimento di Economia aziendale dell’Università di Bergamo – studiato da persone che vogliono dar vita a qualcosa di concreto per uscire da una situazione di difficoltà oggettiva. Positivo anche il fatto che si siano ritrovati in tanti a discutere: da chi studia il progetto ai sindacalisti fino agli industriali, Comune e studenti, che ho visto molto interessati». La «Moneta di Nantes» potrà anche essere utilizzata dalle imprese per pagare parte dei salari di secondo livello.

A proposito, Orazio Amboni, responsabile del dipartimento Welfare Cgil di Bergamo, osserva: «Ìl pagamento di parte dei salari è sicuramente un aspetto cruciale dell’iniziativa che ci tocca da vicino. Siamo ben disposti a sperimentare soluzioni concrete come queste che hanno anche ambizioni e voglia di innovare il sistema. Anche i vertici della Cgil nazionale stanno spingendo per avere dettagli relativi al progetto perché sentono che potrebbe essere qualcosa di vincente». Presente anche Claudio Gervasoni, responsabile di Punto Finanziario di Confindustria Bergamo: «Per ora è un progetto, siamo agli inizi – spiega -, ma se l’intento è quello di aiutare le imprese ben venga una moneta locale». E per l’amministrazione comunale il segretario generale Daniele Perotti giudica il progetto «suggestivo e stimolante: sarà necessario che il Comune di Bergamo intraprenda contatti costanti con Nantes per capire come muoversi».

di Federico Biffignandi

FONTE ORIGINALE: http://rassegna.provincia.bergamo.it:81/Articles/20120306/Art00009_20120306.htm

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