MONARCHIA O REPUBBLICA? ECCO COME VOTARONO IN ITALIA

di OSSERVATORE PADANO

Cos’è la la rubrica silenziosa? La statistica è una scienza fatta di dati e cifre che quasi sempre non necessitano di commenti. In questa rubrica, i commenti vi verranno spontanei, confrontando tabelle e immagini.

L’Indipendenza pubblica i dati di indagini scelte casualmente fra quelle disponibili e le visualizza sulla carta della penisola italica. Una tavola evidenzia i dati per regioni o province, un’altra li attribuisce alle aree omogenee e identitarie: Padania, Etruria (Toscana, Umbria e Marche), Lazio, Meridione, Sardegna e Sicilia. Brevi commenti sono riservati solo in caso di evidenti anomalie.

REFERENDUM ISTITUZIONALE  2 GIUGNO 1946 – Percentuale di voti in favore della monarchia – Fonte: Istat

Percentuale di voti per la monarchia
Trentino 15,0
Emilia-Romagna 23,0
Umbria 28,1
Toscana 28,4
Marche 29,9
Liguria 31,0
Lombardia 35,9
Valdaosta 36,5
Veneto 40,7
Friuli 40,7
Piemonte 42,9
Lazio 51,4
Abruzzo e Molise 56,9
Basilicata 59,4
Calabria 60,3
Sardegna 60,9
Sicilia 64,7
Puglia 67,3
Campania 76,5
PADANIA 35,2
ETRURIA (Toscana, Umbria, Marche) 28,7
MERIDIONE (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) 67,4
ITALIA 45,7

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12 Comments

  1. Antonio Patania says:

    La costituzione non dice che non si può fare referendum sulla repubblica stessa.oggi il popolo avrebbe diritto di dire se vuole una repubblica o l.unione europea?se vuole una repubblica dove la moneta e di proprietà dello stato o una unione europea dove gli stati sono debitori della troika

  2. Maciknight says:

    Ci sono diversi studi di storici autorevoli ed attendibili che affermano che il referendum fu truccato, vi fu una specie di colpo di stato politico che impedì alla Corte Suprema di Cassazione di pronunciarsi sui numerosi ricorsi per brogli elettorali e quindi impedirono che le schede fossero ricontate ed alcune sparirono, rendendo di fatto impossibile fare chiarezza. E’ molto dubbia la vittoria del si alla repubblica, il paese all’epoca era spezzato in due, Politicamente la presidenza del consiglio affermò di punto in biaqnco che avevano vinto i si mentre invece le cose non stavano affato così ma si dovevano ancora accertare … Uno stato nato male nel 1861 e proseguito ancora peggio nel 1946 passando dalla monarchia alla repubblica in maniera sempre equivoca, ambigua e scorretta. Non stupiamoci di come vadano le cose in paese che la sfiga se la è sempre richiamata su di sè con impegno

    • firmato winston diaz says:

      Non dimentichiamoci pero’ che il re Umberto II se ne parti’ immediatamente per l’esilio nonostante l’esito dubbio del referendum anche al fine di evitare scontri fra le fazioni, e permettere la normalizzazione del paese ormai stremato. A pensarci, forse abbiamo cacciato via l’unico re degno di nota di tutta la dinastia recente. Senno’, del resto, non se ne sarebbe andato.
      Al nord, la scelta per la repubblica, secondo me oltre alla maggiore industrializzazione con conseguente preferenza di sinistra dell’elettorato, forse va imputata alla guerra civile seguita all’8 settembre 1943, che a causa dell’occupazione tedesca prolungata solo in quelle aree, ben maggiormente ha contribuito a delegittimare la casa regnante che ben misera prova diede nel frangente della caduta del regime.
      E inoltre, al sud era assente la tradizione civica di autogoverno del borgo ben presente nelle regioni del centro nord.

  3. In Veneto vinse la monarchia nella circoscrizione elettorale di Padova, tutte le altre provincie (in Veneto) con i loro capoluoghi votarono Repubblica. Semplice constatazione !

    • Filippo83 says:

      Sì, nel Nord le uniche province monarchiche risultarono Padova (dai cui ambienti universitari stava anche partendo un ricorso contro la proclamazione della Repubblica) e Cuneo.

  4. Cesare says:

    Mi sembra giusto segnalare che chi volesse maggiori informazioni, con anche le ripartizione dei voti per provincia, le trova qui:
    http://elezionistorico.interno.it/index.php?tpel=F&dtel=02/06/1946
    C’è da dire che il referendum passò a favore della Repubblica in realtà per relativamente pochi voti perchè il calcolo venne fatto sui votanti (quindi anche sulle schede bianche e nulle), e non solo sui voti validamente espressi, le cui percentuali sono riportare nella tabella sopra.
    Per il futuro suggerirei di fare solo confronti tra Cisalpina (Padania) ed Italia, in quanto è indubitabile che le anriche aree etrusche, umbre e picene facciano parte di quest’ultima.

    • Filippo83 says:

      C’è da dire, però, che anche l’Emilia-Romagna sarebbe più etrusca che nordica; la sua ricchezza non inganni, dato che nell’Etruria solo l’Umbria è “povera”. Anzi, come PIL e come sistema sociale, l’E-R ha molte cose in comune sia con la Toscana che con le Marche.
      Tra l’altro la Padania non è un’area omogenea: Piemonte e Liguria da un parte, ed il Triveneto dall’altra, hanno ben poco da spartire; purtroppo è difficile separare a metà la Lombardia, per queste statistiche, altrimenti si potrebbero fare Nord-Ovest e Nord-Est (Neustria ed Austria).

      • Cesare says:

        Mah…l’Emilia-Romagna ha avuto un’antica colonizzazione etrusca (parzialmente), ma d’altra parte nessun territorio può considerarsi oggigiorno omogeneo, ad eccezione probabilmente dell’Islanda.
        Però se noi siamo a favore di una Cisalpina (Padania) sovrana, nelle statistiche che verranno presentate fare una suddivisione del genere può risultare utile, o perlomeno curioso.

        Anche le attuali province di Massa-Carrara e di Pesaro e Urbino fanno parte della Cisalpina.

        • Filippo83 says:

          Sicuramente M-C, di tradizioni “lombarde meridionali” (parte del Ducato di Modena, all’epoca considerato ancora “lombardo”), come P-U, starebbero meglio nella Padania se la prendiamo come sinonimo di Nord Italia.
          Attenti che però non è sinonimo di Cisalpina: tale repubblica napoleonica non comprendeva il Triveneto, austriaco dal 1797 (e da ben prima per Bolzano, Trieste e Gorizia – Trento, paradossalmente, solo dal secolo successivo!), come ben noto dopo gli accordi di Campoformio.
          “Voi” indipendenti, “noi” austriacanti…non sarebbe poi male!

          • Filippo83 says:

            P.S. Intendevo dire che P-U è romagnola, come zona (lingua ecc.)

          • Cesare says:

            Quando parlo di Cisalpina mi riferisco al territorio dell’antica provincia romana, che all’incirca corrisponde a quello della Padania. Semplicemente il termine “Padania” non mi piace.
            Cmq io sarei stato, nell’epoca della Restaurazione, austricante.

      • Emiliano Baggiani says:

        Si ma la Toscana non è etrusca , bensì longobarda (ed è forse questa l’origine della sua grandezza)… leggiti qualsiasi testo di storia altomedioevale. DIre che i toscani , o gli emiliani,siano etruschi, con tutto il rispetto per questa grande popolazione, è come dire che gli statunitensi discendano dagli indiani.

        L’emilia romagna è invece sicuramente celtica.

        L’umbria e le marche al contrario sono delle “regioni” mosaico create artificialmente dopo il ’46 (a differenza della Toscana che è rimasta con quei confini fin dal 574dC) .

        E comunque questo non c’entra nulla con l’esito del referendum sulla monarchia che ahimé era dettato più da pulsioni comuniste che da sincero risentimento nei confronti dei sabaudi , o meno ancora da revanchés indipendentiste……

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