Modello Verona autunno-inverno: gli arresti

di GIULIO ARRIGHINI *

Il 6 ottobre aveva presentato  la sua Fondazione. Quella per il Sud e anche per il Nord. E’ il federalismo di Flavio Tosi, il sindaco di Verona e  l’apripista della Lega 0.2 che sarà. 

Poi, è arrivata l’uscita infelice di un amministratore  appena nominato nella vigilanza dell’Azienda per l’energia elettrica e il gas. “Nobis mio capitano”. A chi lo diceva? A Flavio? Macchè, a Priebke. Cavolo!

Di certo a Umberto Bossi, al quale nessuno glielo ha tolto dalla testa che dalle parti di Verona qualcuno nutra simpatie nella destra della destra, saranno fischiate le orecchie.

E così, si arriva al dunque del modello Tosi. Credere, obbedire, combattere, per il Nord del Sud, solo  che qualcuno ha esagerato. Perché dopo le perquisizioni del giugno scorso negli uffici dell’Agec che gestisce gli alloggi pubblici, adesso è arrivata la mazzata dei nove arresti tra dirigenti e dipendenti della municipalizzata. Cavolo: corruzione e peculato. Che cavolo! Per la Guardia di Finanza un gran lavorone.

Ma non era lui che aveva detto: “Se Belsito è colpevole, la responsabilità è anche di chi gli ha dato quel ruolo”. Parole grosse. E oggi? Sarebbero grossette. Ma di sicuro è tutta un’altra storia.

C’è di tutto nel calderone della bella Verona:   peculato, corruzione, abuso d’ufficio,  falsità in atti e turbata libertà in procedure d’appalto. In particolare, gli appalti per la refezione delle mense (2010 – 2013, ) e gli alloggi residenziali pubblici realizzati nella zona di Fondo Frugose.

Guai per  il direttore generale Sandro Tartaglia, il direttore per i servizi istituzionali Stefano Campedelli, i dirigenti Francesca Tagliaferro, Alessia Confente e Luisa Fasoli, per i dipendenti Giovanni Bianchi, Davide Dusi, Giorgia Cona e l’imprenditore di Bressanone Martin Klapfer. Cavolo! Che smacco per il modello Verona, quello che porta in Comune Fratelli d’Italia ma meno chi crede nell’indipendenza del Nord. A quanto si vede, dipendenza da altro.

L’esposto era partito un anno fa  dall’ex presidente della Municipalizzata, Michele Croce.

Era stato rimosso dal sindaco del modello Verona e non gliel’aveva “perdonata”. Ma come…. “mi cacci?”.

Esposto, inchiesta, ora gli arresti. Cavolo, che cavolo!

Cosa aveva detto Tosi, un annetto e mezzo fa? Ricordiamolo: “Se Belsito è colpevole, la responsabilità è anche di chi gli ha dato quel ruolo”. Ah ecco. Col cavolo!

Tutto è sempre da dimostrare, lo sappiamo, quando la magistratura indaga e cerca e scova e scava. Ma a volte la politica è sciocchina e fa processi prima del tempo. Domanda: sempre stessi pesi e stesse misure? Macchè, dipende dal contesto storico, dipende se un leader va protetto, rimosso, disarticolato. La magistratura è un’artista in questo ma anche i dossier che Roma segue come regia per anticipare o sostituire la cabina elettorale, passando per il tribunale, anche quelli si difendono bene.

Dalla Lega Nord a Prima il Nord a… Prima Verona. Sono Fiamme… Gialle.

*Segretario Indipendenza Lombarda

 

 

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5 Comments

  1. L'incensurato says:

    Il peggio fasciotricolore che esista. Puah

  2. Veritas says:

    Mai niente succede a caso.Tosi dal 6 Ottobre è nel mirino:Di poteri certamente forti ma sconosciuti che non approvano il pubblico successo di una persona che, coi suoi pregi e difetti, ha (per loro) il grande difetto di essere un uomo del nord.
    Quindi non c’è da meravigliarsi.

  3. Mauro Lucchi da Mestre says:

    Bravo Giulio Arrighini…ben detto e scritto!!
    che la verita’ su Tosi emerga in modo chiaro e definitivo!!
    W l’indipendenza delle nostre nazioni!!

  4. daniele quaglia says:

    Tosi & c., Fratelli d’Italia!

  5. Aquele Abraço says:

    Vuoi rovinare uno? Mandagli, con un pretesto anche infondato, la finanza. E’ come invitare i tuoi cani a uscire da casa per giocare con un pupazzo. Lo ridurranno in brandelli.

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