Vegan Attack 3/Moda o radicale cambiamento della società? Dai vegani ai lupi usciti dalla foresta….

Lupidi Stefania Piazzo – L’Organizzazione mondiale della sanità ha decretato che molti, e anche troppi alimenti a base di carne trattata, sono potenzialmente cancerogeni. E’ una novità? No, a dire il vero. Lo dice anche l’Istituto tumori: noi lo sapevamo gà dal 2007, hanno commentato.

Il fatto che però il rapporto si inserisca nella crescita esponenziale del numero di persone che abbandonano la carne per preferire una alimentazione su base vegetale, è un dato di fatto. Coincidenza o tempi maturi per demolire il tabù che anche senza bistecca si può vivere?

Ma preferiamo spostare la domanda altrove. Siamo liberi di mangiare quello che vogliamo, sia ben inteso, decidiamo noi il nostro destino. E lo facciamo liberamente, anche se mangiare ciò che piace non significa necessariamente libertà.

Si può preferire l’alimentazione vegetale per ragioni di benessere o di moda, non per scelta etica. Finita l’onda, si passa ad altro. Quindi, non è vero che mangiare quel che si vuole rappresenti davvero una scelta di libertà se non si è anche disposti a lottare per cambiare qualcosa e garantire magari diritti migliori o a chi non li vede ancora rispettati. Gli animali allevati in batteria in primis, quelli massacrati come testimoniano ormai decine di inchieste. Vivi ma massacrati senza pietà.

 

La libertà è per tutti anche nel piatto? Se poniamo la domanda in questa luce, cioè di mangiare diversamente anche per difendere i diritti negati agli esseri senzienti, la risposta è no.

Mangio verdure ma non mi preoccupo di informarmi e informare su come avviene la macellazione.

Scelte personali, ma scelte che restano private, che non sono portatrici di una nuova etica di rispetto.  Siamo liberi, ma non liberiamo. Non al punto da difendere un valore o al punto da rendere più coscienti i nostri commensali su come arrivi sul loro piatto la fettina di filetto. “Non lo voglio sapere”. E a saperlo, può cambiare qualcosa? Anche sì!

Di recente è uscito sul grande schermo Cowcospiracy, il rapporto tra allevamenti di massa e produzione di anidride carbonica, consumo di acqua e deforestazione. Restiamo indifferenti? Oppure qualcosa sta scuotendo le coscienze al punto da cambiare stile di vita alimentare, progressivamente? I numeri direbbero di sì.

Ma è una scelta che non implica automaticamente di per sè un impegno diretto o una consapevolezza più profonda. Per questo, la libertà nel piatto non è cosa per tutti ma resta una moda. Quanti avrebbero il coraggio di battersi per difendere la libertà di una mucca o di un agnello? Risate, scherno, pregiudizio…

Allora, ci sia concessa l’iperbole citando Ernst Junger quando affermava che   occorresse andare nella foresta per uscire  dalla massa delle pecore, e farsi lupi nel bosco, nella foresta appunto, per sottrarsi al pericolo della servitù. Sottrarsi alle vie facili, alle illusioni urlate. Tornare al bosco, sfuggire a ciò che è apparente.

E di apparenza nelle mode, di tutti i tipi, ve n’è in grande e grassa quantità.

Scriveva che occorre “passare” al bosco, per poi tornare più determinati di prima a difendere le proprie idee.  “Tra il grigio delle pecore stanno i lupi, coloro che non hanno dimenticato che cos’è la libertà”, scriveva. Quando i valori vacillano,  la responsabilità morale passa nelle mani del singolo”, perché “il vero problema è piuttosto che una grande maggioranza non vuole la libertà”.

Almeno provare a difendere i diritti di chi non ne ha perché non ha parola ma vale in quanto peso sulla bilancia, è un’opzione che va oltre coltello e forchetta. C’è molto di più dietro una ricetta.

 

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Anche l’indipendenzanuova aderisce a Vegan Attack, il primo “festival” a chilometro zero che si svolge dal  28, 29, 30 ottobre al 1 novembre Vegan Day
“ESSERCI, FARE, SALVARE”. Vegan Attack è il primo “festival diffuso” organizzato in tutta Italia e a km zero, un concentrato di iniziative vegane coordinate sul territorio e in Rete per far pulsare ancora più forte i cuori delle persone che hanno fatto la scelta vegan e per far riflettere tutti sulla condizione animale, lo sfruttamento degli inermi, gli stili di vita e i modelli di società sani e non violenti. Per tutto questo ecco il festival che non obbliga a grandi spostamenti, né per esserne protagonisti né per parteciparvi, e che crea unione e forza anche con semplici atti.

Come quotidiano abbiamo deciso di aderire proponendo delle riflessioni culturali sul nostro stile di vita, sul benessere in senso più ampio del termine, quello che ci fa uscire da noi stessi per cercare di rendere migliore e più dignitosa la vita a tutti gli esseri viventi. Perché siamo legati allo stesso destino.

info: http://veganattack.it/

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