Modern Money Theory, la confusione sul debito regna sovrana

di ALTRE FONTI

Quando si gioca con le identità contabili è facile commettere degli errori grossolani, considerandole come relazioni causali e non come semplici fotografie di un qualcosa che è già successo. Nel precedente articolo ho sottolineato come la Modern Money Theory introduca un concetto privo di importanza, la ricchezza finanziaria netta, e poi, con qualche gioco di prestigio e dividendo l’economia in due settori, quello pubblico e quello privato, arrivi ad affermare che “risparmio privato = deficit pubblico”.

Abbiamo visto come Wray usi questa “relazione” per affermare, sbagliando, che il settore privato può risparmiare se e soltanto se, contemporaneamente, il settore pubblico sta facendo deficit. Barnard ci ha poi messo del suo e, con una traduzione creativa, ha addirittura sostenuto che il settore privato può arricchirsi solo se lo Stato si indebita. In realtà, l’unica cosa che Wray avrebbe potuto dire, è che il settore privato aveva utilizzato parte dei suoi risparmi per finanziare investimenti privati e parte per finanziare il deficit pubblico. Quindi la causalità è inversa: sono i risparmi privati a permettere allo Stato di spendere a deficit e  non viceversa. Dopotutto, come fate a indebitarvi se nessuno vi presta dei soldi?

Ma andiamo avanti nella disanima della Modern Money Theory e vediamo come anche la divisione dell’economia in settori sia del tutto arbitraria. Scrive sempre Wray:

Alcuni lettori hanno preferito utilizzare differenti identità contabili. Sì, lo potete fare. Possiam scegliere di dividere l’economia in altri settori invece di utilizzare la solita separazione tra settore privato, settore pubblico e resto del mondo. Ad esempio potremmo dividere l’economia secondo il colore dei capelli: biondi + neri + rossi + blu + castani + bianchi, etc. Per i nostri scopi, la divisione che abbiamo utilizzato è la più utile.

Dividendo  la società utilizzando altri criteri e, partendo dalle stesse identità contabili, possiamo quindi arrivare a conclusioni differenti. Facciamo alcuni esempi:

  • divisione razzista: italiani vs immigrati; gli immigrati possono aumentare i propri risparmi se e soltanto se gli Italiani si indebitano (vale anche il contrario);
  • divisione leghista: Nord vs Sud; Il Sud può aumentare i propri risparmi se e soltanto se il Nord si indebita (e viceversa);
  • divisione sessista: donne vs uomini; le donne possono aumentare i propri risparmi se e soltanto se gli uomini si indebitano (e viceversa).

Potremmo continuare all’infinito e cercare il criterio di divisione più adatto ad avvalorare le nostre tesi del momento. Se poi volessimo sostituire la frase “aumentare i propri risparmi” con “arricchirsi” otterremmo la versione della teoria propagandata da Barnard. Ricordiamoci che questa varianti, come ha scritto Wray,  hanno tutte la stessa legittimità teorica di quella originale (pari a zero), ma assumono connotazioni razziste, sessiste, etc.

In conclusione, giocare con le identità contabili è pericoloso ed il rischio di commettere errori grossolani è sempre dietro l’angolo, specialmente quando si usa la matematica.

di Marco Bollettino – FONTE ORIGINALE: http://vonmises.it

 

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35 Comments

  1. Luca says:

    @Marco Mercanzin

    “Non serve un super stato omnipresente.
    Basta uno stato che faccia il 50% di quello che fa oggi.”

    E’ tua la frase “La comunità ha bisogno di un ponte, affida la costruzione ad una azienda, a fine lavoro, accredita il conto corrente dell’azienda della cifra corrispondente.” giusto? Bene, sostituisci la parola “comunità” con la parola “stato” (dal momento che “comunità” è solo un concetto virtuale, che come tale non può nè creare denaro nè accreditarlo) e ti renderai conto di come lo stato debba controllare qualsiasi cosa in un sistema del genere.

    “Le inefficienze non sono questioni economiche ma tecnico / politiche.”

    Ma stai scherzando? L’economia è proprio lo studio di come allocare in modo efficiente le risorse!

    “E non sai spiegare perché e’ illogico perché non lo è .
    L’esempio e’ talmente semplice che se avesse qualcosa di sbagliato, sarebbe altrettanto semplice da evidenziare.
    Dai, su, cosa c’è di sbagliato in quell’esempio ?”

    E’ illogico perchè la moneta in sè è solo un simbolo. Per pagare il ponte devi usare risorse reali, non moneta creata per l’occasione dietro a cui non c’è nulla di concreto.
    Visto che ti piacciono gli esempi, te ne faccio uno io.
    Poniamo che la moneta non esista e che si usi il baratto. Lo stipendio degli operai che costruiscono il ponte è allora costituito, ad esempio, da 2 mucche al mese.
    Introduciamo ora la moneta. A questo punto è possibile pagare gli operai con 2 mucche al mese, oppure col loro valore espresso in moneta. Pagare gli operai in mucche o in moneta è equivalente. Si usa la moneta solo perchè più comodo. Fin qui tutto ok.
    Ma veniamo ora al sistema da te proposto. In questo caso la moneta con cui pagare gli operai non è un qualcosa che rappresenta la ricchezza reale esistente (nel nostro esempio, le mucche), ma bensì un qualcosa immesso nel sistema ma dietro a cui non c’è nulla! Tu puoi introdurre nuova moneta, ma nel momento in cui lo fai non è che compaiono anche nuove mucche (che sono il bene che rappresenta la ricchezza reale)! Quindi introducendo moneta in questo modo hai solo un aumento nominale, non reale, il che si traduce in iperinflazione.
    Se la tua idea funzionasse, basterebbe prendere i tre milioni di disoccupati che ci sono in Italia, fargli fare un qualunque genere di lavoro pubblico (costruire strade, ponti, piramidi, quello che vuoi) e pagarli con moneta appositamente creata per avere in un sol colpo zero disoccupazione e un aumento del PIL enorme, pari al valore delle opere costruite. Tutto questo schiacciando un bottone su un computer per creare tutto il denaro necessario. Tutti i problemi risolti in una frazione di secondo e senza nessuno sforzo. Un po’ troppo bello, non ti pare? E infatti non ha senso. Magari fosse così facile.
    Chiaro ora?

    • Marco Mercanzin says:

      Vedi che non capisci nemmeno ciò che scrivi ?
      Ma apprezzo il coraggio nel proseguire il confronto.
      Il tuo errore sta nel momento in cui dici che ” ma nel momento in cui lo fai non è che compaiono anche nuove mucche (che sono il bene che rappresenta la ricchezza reale) ” , ma il fatto e’ che invece siamo di fronte ad un ponte che prima non c’era , e che ora c’è.
      Capisci cosa vuol dire ? Bene reale, tangibile, frutto dell’operosità dei cittadini, monetizzata dalla comunita’.
      Inoltre, se quel ponte lo avesse creato un privato, e per rientrare dell’investimento facesse pagare un biglietto, si avrebbe un aumento di beni, senza aumento di liquidità, ergo, come spiegato ieri, deflazione, su cui ti sei ben guardato dal rispondere.
      E riguardo alle inefficienze, la questione non è economica perché il controllo sulle regole, lo stabilire occhi controlla chi, e fare in modo che i cittadini controllino gli eletti e possano legiferare tramite referendum senza quorum, sono questioni politiche, non economiche.

      Comunque, al di la’ dei tuoi giudizi morali, il mio esempio non crea inflazione, svalutazione, al contrario di quello che tu ti ostini a scrivere.
      Siamo di fronte ad un ponte reale, creato, costruito, lo puoi toccare, e dall’altra parte abbiamo liquidità corrispondente al bene creato.
      Inflazione zero !
      Smentiscimi.

      • Luca says:

        “Siamo di fronte ad un ponte reale, creato, costruito, lo puoi toccare, e dall’altra parte abbiamo liquidità corrispondente al bene creato.
        Inflazione zero !
        Smentiscimi.”

        Certo che ti smentisco. E’ vero, il ponte è un bene reale, a cui può corrispondere una quantità di moneta pari al suo valore. Ok.
        MA a meno che tale ponte sia piovuto dal cielo già pronto, esso dovrà essere costruito impiegando materiali e lavoratori. E il denaro con cui paghi i materili e i lavoratori, quali beni reali rappresenterebbe scusa?
        Quindi solo una piccola parte della moneta che crei ha una corrispondenza reale (ossia il valore aggiunto costituito dall’avere un ponte anzichè i materiali grezzi con cui viene costruito), tutto il resto (stipendio dei lavoratori, pagamento dei materiali necessari…) no! E tutta questa parte senza corrispondenza reale si traduce in inflazione.
        Ripeto: se il ponte piovesse dal cielo già pronto, allora stampando una quantità di moneta corrispondente al suo valore, non avresti inflazione. Ma siccome non piove dal cielo, la tua idea non funziona.

        Riguardo alle inefficienze, non hai proprio capito di cosa parlo. Ciò che voglio dire è che un sistema del genere è sostanzialmente un’economia pianificata, in cui i prezzi vengono fissati dallo Stato e non dal mercato,e di conseguenza si genera inefficienza nel senso che diventa molto difficile stabilire a tavolino cosa produrre, quanto produrne, e a quali prezzi. Si otterrebbe sostanzialmente un sistema di tipo sovietico, con tutte le sue conseguenze.

        • Marco Mercanzin says:

          Non hai smentito una Sega.
          Cosa stai cercando di dire, che il lavoro non può essere valutato ?
          Il ponte e’ costituito da materiali e da lavoro che quel materiale lo posa.
          Ergo, non esiste la disti zio e che tu cerchi di proporre.
          Che la moneta possa avere corrispondenza solo con i materiali, e’ uno dei tuoi problemi.
          Mentre invece, anche un traduttore, un ragioniere, un ingeniere, qualcosa producono.
          E il loro prodotto può essere valutato.
          Smettila di ragionare a compartimenti stagni.

          • Luca says:

            Non hai capito un c…
            Certo che i lavoratori, col loro lavoro, producono. Nel nostro esempio, producono il ponte.
            Ma i lavoratori devi pagarli con beni reali, non con moneta dietro a cui non c’è nulla. Non mi sembra così complicato…

            • Marco Mercanzin says:

              Sempre gli altri non capiscono, vero.
              E invece tu, che dici che bisogna pagare gli stipendi con i beni reali, sei un genio vero ?
              E allora da domani, tutti a ritirare lo stipendio, costituito da mattoni, sacchi di farina, o magari, i ossequio al vostro gold standard , giù di pepite in busta paga.
              Ma ti rendi conto su quale enorme specchio ti stai arrampicando ?
              Pagare gli stipendi con beni reali, roba da matti, e dici pure di aver studiato, e alla fine proponi il baratto…… È io che ci perdo pure tempo …….

            • Marco Mercanzin says:

              E dietro alla moneta, c’è il ponte, nel nostro esempio, lo capisci si o no ?
              Monetizzare la operosità dei cittadini, ergo, prima produci beni e servizi reali, poi la comunità stessa monetizza quei beni e servizi, quindi la moneta emessa avrà sempre un corrispettivo di beni e servizi reali creati dal l’operosità dei cittadini.
              Ma ci vuole tanto a capirlo ????

              • Luca says:

                Comincio a pensare che mi prendi in giro. Non propongo il baratto (dove l’hai letto??). Ho solo detto che una moneta, per avere valore, deve rappresentare beni reali. Tu puoi stampare i soldi con cui pagare i lavoratori e i materiali per il ponte, ma non puoi far comparire dal nulla i beni reali che quei soldi che hai stampato dovrebbero rappresentare. Dietro A UNA PARTE della moneta che crei c’è il ponte. Ok. Dietro alla moneta con cui hai pagato i lavoratori che l’hanno costruito e i fornitori che ti hanno dato i materiali cosa c’è? Nulla. Se i lavoratori lavorassero gratis, e se i fornitori dei materiali te li fornissero gratuitamente, allora potresti stampare una quantità di moneta pari al valore del ponte e non avere inflazione. Ma siccome devi anche stampare il denaro con cui pagare lavoratori e fornitori, buona parte del denaro che crei non ha alcuna base reale, e crea inflazione.
                Se non lo capisci così ci rinuncio.

                • Marco Mercanzin says:

                  Rinuncia.
                  Ma scusa, tu il computo del valore del ponte lo leghi alla sommatoria fra materiali, manodopera e progettazione e basta ?
                  Possibile che non ti rendi conto del valore indotto per i trasporti, la cultura, l’economia che esso genererà ?
                  Possibile che non capisci che esso rappresenta un valore superiore?
                  E che anzi, se il ponte e’ costato 100, e se 100 e’ la moneta che viene emessa, questo importo sarà inferiore alla ricchezza che la comunità riceverà da quel ponte, e che quindi la tua inflazione te la sogni ?
                  Possibile che la tua visione sia così ristretta ?
                  Possibile che non capisci che se non fosse stato fatto quel ponte ( utile, necessario e non rinviabile) le aziende e i lavoratori non avrebbero quella liquidità ?
                  Possibile che non capisci che anche solo considerando i materiali, essi non sarebbero mai stati prodotti, se non fosse stato commissionato quel ponte ?
                  O sei anche tu un adoratore della legge di Say, in cui l’offerta crea la domanda, cioè, se io ho un bar e invece di 200 caffè , ne faccio 400, avrò un pari aumento di incasso ?
                  Ma e’ veramente possibile che non capisci che finché non si raggiunge la piena produzione e la piena occupazione, la spesa dello stato, con moneta emessa senza debito, non creerà mai inflazione ?

                  • Luca says:

                    Io non adoro nessuna legge di Say. L’economia classica non si studia più. Il paradigma alla base dell’economia politica è cambiato completamente negli anni ’70 dell’800, con la rivoluzione marginalista e l’inizio dell’economia matematica. Quasi tuttò ciò che è stato teorizzato prima di quel periodo è stato buttato.

                    Comunque ok, credi a quello che vuoi. Del resto, se c’è gente che crede all’omeopatia o all’astrologia, ci sarà pure gente che crede alla MMT, e non posso farci niente.

                    • Marco Mercanzin says:

                      Il credere presuppone lo smettere di pensare.
                      Quindi io non credo a nulla, non credo alla mmt, ma penso che sia logicamente valida, e i confronti come quelli fra me e te, con le tue risposte, rafforzano questo mio pensiero.
                      Sopratutto quando si elevano critiche infondate.

  2. Mario says:

    “Quindi la causalità è inversa: sono i risparmi privati a permettere allo Stato di spendere a deficit e non viceversa. Dopotutto, come fate a indebitarvi se nessuno vi presta dei soldi?”

    La risposta è semplice… uno Stato con sovranità monetaria (monopolista della moneta) e con una Banca Centrale non più separata dal Tesoro (come in Italia prima del 1981) non ha alcun bisogno di raccogliere le tasse per spendere o di emettere titoli di Stato, semplicemente può emettere tutta la moneta che ritiene necessario senza limiti contabili (si indebita con sè stesso e basta, i cittadini non hanno alcun debito).
    L’unico vincolo alla spesa dello Stato è il raggiungimento della piena occupazione.

    P.S.: per l’autore dell’articolo: prima di trattare certi argomenti sarebbe il caso di informarsi almeno sui concetti fondamentali della teoria che si vuole criticare

    Ciao!

    • Luca says:

      Hai proprio ragione Mario…Chissà come mai perdiamo tempo andando a lavorare, quando potremmo semplicemente creare 1000000000000000000000000000000000000000000 miliardi di euro premendo un pulsante su un computer, e vivere da tutti da nababbi per il resto della nostra vita.

      • Marco Mercanzin says:

        Hei genietto, fra stampare come dici tu, e invece l’euro, di mezzo c’è l’intelligenza e la logica.
        L’emissione deve essere ex post alla creazione di beni e servizi.
        Studia, invece di schiacciare tasti.

        • Luca says:

          “L’emissione deve essere ex post alla creazione di beni e servizi.”
          Lo so. Purtroppo queste strampalate teorie hanno una certa diffusione (solo su internet, chiaramente).
          Se tu usassi davvero la logica, capiresti che la cosa è ugualmente assurda.
          Comunque ho già studiato e studio tutt’ora, e non, come fai tu, su internet o su libri scritti da gente che si atteggia da economista nonostante sia laureato in psicologia.

          • Marco Mercanzin says:

            Eh, capisco, stai studiando, e le mie sono teorie strampalate, certo certo…… ma tu invece di smentirle, ti attacchi al fatto che studi, come se gli accademici Reinhart e Rogoff, solo per il fatto di essere accademici non potessero commettere gli errori che hanno commesso ultimamente, e che li ha no sputtanato ben bene.
            Ora, siccome non penso che tu sia nemmeno lontanamente vicino al loro C.V., cosa che non gli ha evitato palesi errori di analisi, per proprietà transitiva, i tuoi studi non sono garanzia di nulla.
            Per cui smettila di sbandierare i tuoi studi come fossero l’illuminazione divina, resta nel merito, e se ci riesci, ogni tanto, rispondi anche nel merito, non con affermazioni generiche.
            Ripeto, e smentiscimi se ci riesci, l’emissione monetaria a fronte della creazione di beni e servizi reali non crea ne inflazione ne svalutazione.
            Dai su, smentiscimi dall’alto dei tuoi studi.
            P.S. : non serve andare su internet per capire cose diverse da quelle che ti hanno messo in testa.
            Basta leggere testi degli anni 30/40, se vuoi ti passo un po’ di autori, genio.

            • Luca says:

              Io non sbandieravo proprio nulla. Sei tu che hai tirato in ballo la cosa invitandomi ad andare a studiare.

              “Ripeto, e smentiscimi se ci riesci, l’emissione monetaria a fronte della creazione di beni e servizi reali non crea ne inflazione ne svalutazione.”

              Se con “a fronte” si intende che l’offerta di moneta deve seguire la crescita della dimensione dell’economia, allora parliamo sostanzialmente delle teorie di Friedman, e certamente in tal modo non si crea nè deflazione nè inflazione.
              Se invece, come sostieni tu, prima si crea moneta e poi si pretende che l’economia reale si adatti a questo aumento di moneta (un ragionamento del tipo “se io creo 100 euro e li dò a settori produttivi, l’economia DEVE reagire di conseguenza e aumentare il valore reale della produzione di 100 euro) allora sicuramente si crea inflazione. Perchè il valore reale resta lo stesso, e aumenta solo quello nominale, ossia l’inflazione.
              In questo universo, infatti, non è possibile scambiare i ruoli di causa ed effetto. In quello in cui vivi tu, non so.

              • Marco Mercanzin says:

                Ehi genio, ma ci fai o ci sei, dire a” fronte di beni e servizi reali” , ha un solo significato, prima si produce e poi si monetizza.
                Ti consiglio di leggere meglio prima di schiacciare tasti. Il tuo furore ideologico ti impedisce di capire ciò che leggi.

                • Luca says:

                  Volevo evitare di trattarti come un tonto, ma visto che insisti, specifico che immettere moneta tramite la spesa pubblica (come sostenuto dalla MMT) è un modo indiretto di pretendere che l’economia reale si adatti per magia all’immisione di moneta.
                  Un conto è aumentare o diminuire la quantità di moneta sulla base di quanto l’economia cresce o si contrae (monetarismo alla Friedman, che ha una sua logica), un altro è creare moneta e immetterla nel sistema impiegandola per pagare la spesa pubblica, pretendendo in tal modo di regolare a comando la crescita dell’economia (MMT, aka follia).

                  Riguardo al “furore ideologico”, mi permetto di farti notare che tu hai eletto teorie strampalate, sostenute forse dallo 0,000001% degli economisti, a verità assoluta, e sbeffeggi con strafottenza chi si affida invece a quanto sostenuto dal restante 99,999999% degli economisti (e dal 100% degli economisti più influenti): “ehi ciccio”, “ehi genietto” ecc. ecc.
                  Mi spiace per te, ma hai ampiamente dimostrato di possedere tutti i peggiori difetti (intellettuali) esistenti.

                  • Marco Mercanzin says:

                    Niente, non ti entra in testa.
                    Passiamo allora ai disegnini :
                    La comunità ha bisogno di un ponte, affida la costruzione ad una azienda, a fine lavoro, accredita il conto corrente dell’azienda della cifra corrispondente.
                    Ecco, immessa liquidità nell’economia senza creare nessuna inflazione, senza emettere titoli di stato e indebitarsi con il mercato privato.
                    Vediamo se così capisci.

                    • Luca says:

                      Quello che vuoi dire l’ho capito perfettamente sin dall’inizio. Ciò che non capisco è come un’idea simile possa sembrarti logica.
                      Anche tralasciando il fatto che per realizzare una cosa del genere servirebbe un superstato onnipresente, e sorvolando pure sulle enormi inefficienze che deriverebbero da quella che sarebbe a tutti gli effetti un’economia pianificata, ti ribadisco che una cosa del genere non è possibile. E se non capisci da solo il perchè, sinceramente non saprei come spiegartelo.

                    • Marco Mercanzin says:

                      Non serve un super stato omnipresente.
                      Basta uno stato che faccia il 50% di quello che fa oggi.

                      Le inefficienze non sono questioni economiche ma tecnico / politiche.

                      E non sai spiegare perché e’ illogico perché non lo è .
                      L’esempio e’ talmente semplice che se avesse qualcosa di sbagliato, sarebbe altrettanto semplice da evidenziare.
                      Dai, su, cosa c’è di sbagliato in quell’esempio ?

      • Mario says:

        Con il lavoro crei i beni e i servizi necessari, non produci i soldi, i quali prima di arrivare sul tuo conto devono essere prima stati “spesi” dallo Stato, dubito che il tuo datore di lavoro stampi moneta.

        Il punto centrale è che lo Stato deve spendere più di quanto ti chiede indietro con le tasse, se spende 100 e ti tassa 100 ti rimane 0 per vivere/investire/risparmiare.
        Ora sta succedendo proprio questo (anzi peggio.. mette 100 e chiede 120), lo Stato per diminuire il deficit/pil sta facendo quello che viene chiamato avanzo primario, ovvero prende dal settore privato dei cittadini/aziende più di quanto mette.

        Per far ripartire l’economia bisognerebbe o abbassare drasticamente le tasse o aumentare la spesa ma questo ci farebbe in ogni caso sforare il fatidico 3% deficit/pil impostoci dai trattati europei.
        Il fatto è che questo parametro non ha alcun senso per uno Stato che è monetariamente sovrano, mentre con l’€ ogni cent che lo Stato spende deve prenderlo dai capitali privati che decidono a che tasso di interesse acquistare i nostri titoli di stato.

        Spero di averti chiarito le idee e non il contrario, il consiglio che posso darti per capire la moneta moderna è dimenticare tutto quello che ti (ci..) hanno raccontato fino ad ora.

  3. Marco Mercanzin says:

    Poniamo che domani mattina il Veneto diventi indipendente.
    Poniamo che il popolo veneto abbia già pronto un governo, un parlamento, una costituzione.
    Poniamo che non usi l’euro, ma, insieme al diritto ad autodeterminarsi, abbia anche il diritto di avere una sua moneta.
    Finche’ le nuove istituzioni Venete,per mandato del proprio popolo e da esse controllate, vedi Svizzera, non emetteranno moneta, nel nuovo Veneto libero, di Skei non ce ne sono.
    Bene.
    Come emetterà Skei lo stato veneto?
    Potrebbe emettere titoli di stato Veneti, e raccogliere liquidità sui mercati, indebitandosi e corrispondendo interessi.
    Oppure potrebbe emetterli, senza chiederli a nessuno, semplicemente accreditando i conti correnti delle imprese che creeranno beni e servizi reali per il nuovo stato veneto.
    Non ci si indebita con nessuno, e non si crea inflazione perchè ad ogni singolo centesimo corrispondono beni e servizi reali.
    Appare altresì chiaro, che se nel nuovo veneto non c’è immisione di nuova moneta, nel nuovo veneto, o si usa la moneta di altri, con le conseguenze del caso, o si torna al baratto.
    Questo vale anche quando, dopo magari un anno, un mese, tre mesi, la crescita dell’economia, richieda la corrispondente liquidità per non andare in deflazione.
    infatti, se i beni e i servizi aumenteranno, ma la moneta non seguisse il corrispondente aumento, essa aumenterà il suo valore: bello, diranno molti, ma se ci si pensa un attimo, anche gli stipendi aumenteranno il loro valore, egli imprenditori saranno costretti ad aumentare la produzione o ad aumentare il valore aggiunto, per riuscire a pagare i dipendenti,oppure a licenziare, però perdendo produttività, o a tentare di ricontrattare, gli imprenditori, al ribasso gli stipendi dei loro operai, sempre che loro dicano si.
    Inoltre, in un a fase di deflazione, in cui il potere della moneta aumenta, e quindi i prezzi si abbassano, si attenderà ad acquistare, sapendo che i prezzi diminuiranno ulteriormente, bloccando il mercato.
    Naturalmente non si parla di alimentari o cellulari, ma di mercato immobiliare, macchine utensili, automobili etc etc.

    Riassumendo, la liquidità può aumentare nel settore privato, solo se viene immessa dall’esterno ( emissione o export), e la spesa dello stato ( indirizzata al vero benessere dei cittadini con la produzione di beni e servizi reali al giusto costo, senza mafie ) corrisponde esattamente alla liquidità che circola nel settore privato ( famiglie e aziende)
    Qualcuno obbietterà che anche le banche possono creare liquidità dal nulla tramite il prestito: vero, ma questa liquidità, una volta restituita alla banca stessa, sparisce, annullando il conto che la banca ha con la banca centrale, ed ad essa rimarranno solo gli interessi.
    Quindi alla fine del giro, la liquidità circolante non sarà cambiata.
    Ripeto, se nel settore privato non avviene immissione di liquidità dall’esterno, in quel settore la liquidità potrà solo cambiare di mano , ma non aumenterà.
    Che all’autore piaccia o meno.

    P.S. : un umile consiglio alla redazione, per completezza informativa : quanto riportato nell’articolo, riguardo alle frasi di Wray, sono quantomeno deliranti, ma lo so, questa è la mia opinione, direte voi, ma sarebbe consigliabile che , in questa testata, oltre a dare la versione Austriacheggiante, si cercasse si dare finalmente la versione anche di chi viene criticato dagli austriacheggianti, così, tanto per completezza informativa.
    Naturalmente siete a casa vostra e potete fare come volete.
    vi leggerò comunque.

    • Luca says:

      “Come emetterà Skei lo stato veneto?
      Potrebbe emettere titoli di stato Veneti, e raccogliere liquidità sui mercati, indebitandosi e corrispondendo interessi.”

      Detto assolutamente senza intenzione di offendere, ma come già detto un milione di volte…per quale motivo non riesci a comprendere che emissione di moneta ed emissione di titoli di stato sono due cose scollegate?
      Lo stato non emette titoli per creare moneta. Semmai la Banca centrale compra titoli già esistenti sul mercato e li paga con moneta appositamente creata. Ma non si crea nessun debito da parte dello stato all’atto dell’emissione di moneta.
      L’uso dei titoli di stato è dettato solo da questioni di praticità. Al suo posto la Banca Centrale potrebbe anche comprare argento, legno, casse di vino, quello che ti pare, e pagarlo con moneta appositamente creata al fine di aumentare la moneta circolante.
      Finchè non si capisce questo punto, è inutile discutere.

      • Marco Mercanzin says:

        Ehi Ciccio, secondo la mmt, i titoli di stato proprio non servono a nulla.
        Li ho usati solo per fare l’esempio con lo status quo.
        Se non lo sai, per poter spendere, attualmente, lo stato deve raccogliere liquidità sul mercato attraverso le aste dei titoli.
        Lo so che non corrisponde al l’emissione : raccoglie solo liquidità già esistente.

        Purtroppo nel tuo livore, nemmeno capisci ciò che leggi. Parlavo del confronto fra euro e moneta sovrana.
        Riguardo a come potrebbe emettere uno stato sovrano, esso non avrebbe nemmeno bisogno della BC.
        Ah a proposito di comprare vino oro argento, da parte della BC , c’è una piccola differenza per uno stato, farsi fare liquidità per i suoi titoli, o in cambio di beni reali.
        Vediamo se conosci la differenza …….

        • Luca says:

          La mitica “moneta sovrana” come la intendi tu non esiste in nessun paese del mondo civilizzato. Forse si trova qualcosa in Africa o in Sud America.

          “Riguardo a come potrebbe emettere uno stato sovrano, esso non avrebbe nemmeno bisogno della BC.”

          So che me ne pentirò, ma potresti chiarire meglio questo punto? Intendi dire che la moneta verrebbe emessa non da una banca centrale controllata dal ministero del tesoro, ma addirittura direttamente dal ministero del tesoro?

          “Ah a proposito di comprare vino oro argento, da parte della BC , c’è una piccola differenza per uno stato, farsi fare liquidità per i suoi titoli, o in cambio di beni reali.
          Vediamo se conosci la differenza …….”

          Non hai afferrato. Anzi, hai proprio capito il contrario di quanto ho detto: la mia frase intendeva proprio rimarcare il fatto che lo stato non si fa “fare liquidità” dalla Banca centrale.

          • Marco Mercanzin says:

            E allora usa la grammatica in maniera potabile.
            E si, il controllo sulla emissione deve essere in capo ai cittadini, cioè attraverso le istituzioni democratiche, ergo ministero del tesoro.
            La BC e’ solo uno strumento, non necessario.
            E riguardo a chi crea liquidità, http://www.bancaditalia.it/bancomonete/emissione/emis

            • Luca says:

              Emissione di moneta decisa dal ministero del tesoro. Insomma il tuo modello di politica monetaria è quella della germania nazista, dove effettivamente la Deutsche Reichsbank era direttamente agli ordini del governo. Complimenti…

              • Marco Mercanzin says:

                Bha al di la di quello che qualcuno ti ha messo nella testolina, basta pensare all’Italia pre 1981, per trovare, non un ministero che emette, ma una banca centrale che segue gli ordini del governo. Praticamente un suo ufficio distaccato.
                D’altra parte la sovranità monetaria appartiene ai cittadini che quella moneta accettano, ergo il controllo deve essere democratico e vincolato agli scopi condivisi che la comunità si prefigge.

                Ripeto, il ministero del tesoro potrebbe emettere tranquillamente liquidità in base ai bisogni di beni e servizi dei suoi cittadini.
                L’utilizzare una istituzione come una banca centrale e’ una scelta di opportunità tecnica, ma ininfluente per l’esercizio della sovranità monetaria.
                Dovresti toglierti un po’ di sovrastrutture ideologiche che ti pervadono e badare più al sodo.

              • Cesare says:

                ..e allora?
                L’architettura di governance monetaria nazista tecnicamente è stata efficientissima: piena occupazione e piena produttività nel giro di 4 anni. Perchè non ti togli i paraocchi e provi a immaginare se una simile gestione venisse usata per raggiungere il benessere ed il progresso dei cittadini nel contesto di democrazia diretta ?
                In ogni caso, ti sembra invece che adesso con banche centrali totalmente indipendenti dai governi le cosa funzionino meglio?
                Sempre per restare in tema… la FED indipendente sta monetizzato da 70 anni le spese militari e di intelligence (anche illegale) della più grande macchina di morte della storia (gli USA… se non si fosse capito)…e quindi? come la mettiamo?
                Le politiche monetarie e le leve macroeconomiche sono “semplici” strumenti che possono essere usati bene o male (con varie sfumature di efficienza in base agli obiettivi e valori della nazione).
                il problema non sta nello strumento bensì in chi lo usa e nei meccanismi di controllo democratico di quest’ultimo.

  4. Francesco Montanino says:

    Non c’è bisogno di stampare moneta per creare ricchezza. Il grosso errore che secondo me questi economisti continuano ancora a commettere e’ quello di trascurare gli effetti benefici che potrebbe avere una politica fiscale espansiva consistente nella riduzione delle tasse, compensata da una di segno esattamente opposto come la riduzione contemporanea della spesa pubblica. Tradotto, significa meno Stato, meno tasse. Del resto studiando la IS-LM e’ facile notare come sia stato fatto finora esattamente l’opposto, ovvero maggiori tasse, maggiore spesa pubblica per giustificare clientelismo, assistenzialismo e sprechi. Strano che a nessuno sia venuta in mente, una rielaborazione in senso diametralmente della teoria macroeconomica keynesiana…….:-)

  5. Unione Cisalpina says:

    …Dopotutto, come fate a indebitarvi se nessuno vi presta dei soldi?…”

    giusto … xò kome fa la finanza ad avere soldi da prestare all’ekonomia, se non sottraendoli a kuesta e promuovendo l’akkaparramento, ke non è kapitalizzazione!? 😀

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