MMT, ANCHE BABBO NATALE POTRA’ STAMPARE LA MONETA

di REDAZIONE

Perché da bambini crediamo a Babbo Natale? Potremmo scoprirlo leggendo questa intervista ad uno psicoterapeuta grazie al quale troviamo conferma del fatto che “quando un bimbo smetterà di crederci, sostituirà questa bella storia con altre credenze fantastiche”. Una di queste credenze fantastiche che ultimamente va per la maggiore, anche per il motivo che rappresenta una summa di diverse credenze ben consolidate, si chiama MMT, Modern Money Theory.

Volendo riassumere la MMT all’osso è sufficiente lo spazio di un Tweet: “Ottime notizie: Babbo Natale è tornato anche per i grandi, si chiama Stato e la sua slitta è la stampante monetaria”. Fine della MMT. I doni che promette e di cui è prodigo, però, sarebbe bene non riceverli mai: nell’aprirli potreste invidiare tantissimo quel bambino cattivo che invece per punizione riceverà dalla befana solo qualche pezzo di carbone.

La MMT non è una teoria nuova. Un secolo fa veniva chiamata Chartalism. Per una curiosa ironia tra i termini Ciartalista e Ciarlatano passa poca differenza, più o meno la stessa che nella sostanza divide il Ciartalismo da una cialtronata. Essa era nota anche come teoria nominale della moneta o teoria statale della moneta e venne inizialmente propugnata da un certo Knapp su cui già scrisse Mises nel suo Teoria della moneta e dei mezzi di circolazione. Tra le altre cose Mises chiosò: La teoria di Knapp non è una cattiva teoria monetaria, non è affatto una teoria! (e a tal proposito si legga anche questo mio articolo). Mosler, insieme a un certo Mitchell, è uno dei guru indiscussi della MMT. Pare che abbia affermato di averla elaborata senza mai aver letto niente di Knapp e del Chartalism, neanche aveva mai letto Keynes se non in qualche passaggio citato da altri. La MMT sarebbe quindi frutto esclusivo dei suoi ragionamenti, una creazione indipendente avulsa da qualunque pensiero economico espresso in precedenza.

Di menti veramente bacate ne nascono di certo più di una per secolo, quindi nessuna strana coincidenza, Knapp peraltro era nato nel XIX secolo e Mosler arriva a dire le stesse idiozie quasi con cento anni di ritardo. Pensate d’altro canto che nel 1871 Jevons, Menger e Walras arrivarono tutti e tre indipendentemente uno dall’altro alla definizione di utilità marginale che apri la strada in economia alla rivoluzione marginalista. Questa possiamo chiamarla una curiosa coincidenza. Pensate anche che, mentre nel 1870 in economia ancora si doveva scoprire una delle prime leggi basilari, in matematica (non una scienza sociale, però senza dubbio una scienza aprioristico-logico-deduttiva, come d’altronde lo è l’economia, almeno secondo l’approccio della Scuola Austriaca) veniva precisata la definizione delle basi del calcolo infinitesimale, mentre le basi del calcolo integrale erano già state sviluppate quasi due secoli prima. Non ci si meravigli quindi se nel terzo millennio di economia se ne sappia ancora così poco. Forse dovrebbe più sorprendere il fatto che si continui a tornare su errori già puntualmente confutati.

Ma insomma cosa è questa MMT dietro alla quale stanno andando come topi al seguito di un pifferaio quegli adulti nostalgici che vogliono ancora credere a Babbo Natale? Ne abbiamo parlato in diversi articoli che, lo ammetto, sono troppo lunghi e anche un po’ complicati per il lettore medio che corre dietro a certa fantaeconomia (Il più grande crimineLost in TranslationMMT: la via monetaria al socialismoAncora sulla e contro la MMTAlla fiera delle speranze e delle illusioni). Servirebbe qualcosa di più sintetico, semplice e breve. Il Tweet sopra dovrebbe bastare a spiegare la MMT ma comprendo che sia troppo breve per soddisfare la curiosità minima di due neuroni che vogliono capirne qualcosa mentre giocano a ping pong. Di seguito cercherò quindi di abbozzare qualcosa in più su questo stravagante approccio al mondo degli aggregati economici.

Fatta la premessa che la MMT non è una teoria, bisogna distinguere tre componenti della MMT. Una descrittiva, una esplicativa (o definitoria) e una propositiva.

Quella descrittiva semplicemente ci racconta come funziona il sistema monetario odierno. Benché al margine compia qualche piccolo errore (che in seguito però darà adito a deduzioni e definizioni insensate) sostanzialmente si tratta di una descrizione corretta.

Quella esplicativa cerca di articolare e riassumere il funzionamento del sistema economico a livello macro. Lo fa utilizzando una serie di identità (sulla scia della macroeconomia ortodossa) e nei diversi passaggi giunge a definizioni tuttalpiù sterili, se non addirittura prive di alcun senso e fuorvianti. In questa fase vengono commessi molteplici e grossolani errori dovuti principalmente al fatto di non avere nessuna idea di cosa sia veramente il risparmio, la struttura produttiva, l’imprenditorialità, il denaro etc., o più in generale la prasseologia (ovvero la scienza dell’azione umana) e la catallattica (ovvero la teoria degli scambi).

La terza, quella propositiva, è semplicemente una grande favola: è qua che la MMT confeziona in carta colorata i doni di Babbo Natale che fanno scintillare gli occhi di molti, ma che una volta aperti cambieremmo volentieri con il carbone della befana. Questo per grandi linee. Adesso scendiamo un po’ più in dettaglio.

La parte descrittiva. Che oggi si utilizzi come denaro la fiat money, ovvero la moneta di Stato, imposta per legge, è sicuramente una descrizione corretta dell’attuale sistema monetario. Un po’ meno corretta è l’idea implicita che il sistema non possa che funzionare così. Accettando, anzi sigillando per definizione la moneta come istituzione di esclusiva emanazione statale, la MMT già si perde il problema per intero ancora prima di imboccare la strada. Il denaro infatti non dovrebbe essere sottratto al libero mercato. I diritti di proprietà sul denaro dovrebbero essere garantiti e protetti dallo Stato, non calpestati. Il problema al fondo di questa crisi e dietro questa sorta di capitalismo corporativista corrotto che ci ritroviamo nasce proprio da questo vizio enorme del sistema monetario odierno. Per la MMT invece il problema non sussiste ed è da cercarsi altrove.

La parte definitoria è un disastro totale. La presunzione di poter costruire una sorta di teoria economica sulla base di identità contabili, in forma di entrate e uscite di bilancio, ignora ovviamente tutta l’azione umana, la teoria degli scambi (in virtù della quale scopriamo come entrambe le controparti guadagnino qualcosa concludendo una transazione volontaria) e inevitabilmente si risolve in una fallacia dietro l’altra. L’apice delle assurdità è il voler definire la ricchezza finanziaria netta come esclusivo risultato dell’acquisto di un titolo di debito emesso dallo Stato. In realtà lo Stato quando emette titoli sottrae risorse dal sistema privato, in cambio di una promessa di pagamento, per destinarle ai propri scopi e al contempo pospone nel futuro la tassazione necessaria per coprire le proprie spese correnti. Qualora semplicemente emettesse moneta per finanziare le spese il risultato non cambierebbe, l’unica differenza è che in questo secondo caso la sottrazione di risorse sarebbe forzata, avverrebbe attraverso le successive variazioni del potere di acquisto del denaro e la tassazione sarebbe immediata. Nessun gioco delle tre carte operato tramite identità contabili può alterare queste verità che in ultima analisi devono rispondere al problema dell’incapacità del pianificatore centrale di dare, rispetto alle transazioni private e volontarie, un uso produttivo ed efficiente a tali risorse.

La terza parte, quella propositiva, ci presenta il paradiso terrestre in cui ogni problema di scarsità apparentemente è risolto dallo Stato che stampa denaro. Se veramente così fosse ogni problema economico della storia umana sarebbe già stato risolto da lungo tempo e in ogni luogo, non avremo di certo dovuto attendere gli stregoni della MMT all’alba del XXI secolo. In realtà dietro le improbabili soluzioni si punta solo a socializzare ulteriormente l’economia tramite una totalizzante manipolazione del mezzo monetario. Come aveva brillantemente concluso Matteo Corsini: la MMT non è altro che la via monetaria al socialismo.

A questo punto capiamo anche perché tanti si diano da fare a diffondere questa presunta teoria, oltre ovviamente ai motivi da me già evidenziati in passato. La MMT ci dice che sotto la nuova gestione statalista del denaro tutti avrebbero un lavoro grazie alla Garanzia di Assunzione (Job Guarantee), un programma mirato a mantenere permanentemente il livello di disoccupazione non volontaria pari a zero dal quale emergerà senza dubbio il più grande apparato burocratico mai sperimentato nella storia, tale da fare invidia a quello della vecchia Unione Sovietica. Immaginatevi la gola che fanno già oggi le cariche direttive di questo mostruoso apparato pubblico. Ce ne sarà davvero per tutti i gusti. La corsa per garantirsi una poltrona nei nuovi Soviet è appena cominciata, quindi se ne vorrete una non attardatevi a studiare la MMT e soprattutto a contattare direttamente Mosler e Mitchell. Nel caso non conosciate bene l’inglese in Italia potete sempre far riferimento a Paolo Barnard o a Giuseppe Zibordi. Una buona parola dei grandi guru della MMT potrebbe darvi la spinta giusta per la sottopresidenza a qualche nuovo ministero, magari quello predisposto a stampare le tessere annonarie. Non fate troppo affidamento sul Ministero dell’Intrattenimento, pare averci già messo gli occhi sopra Riccardo Scamarcio.

Se invece volete cercare di capire veramente cosa sia l’economia e il denaro, allora lasciate perdere tutto questo e compratevi i nostri due testi di riferimento:Cosa è il Denaro e A Scuola di Economia. Da oggi e fino all’uscita del prossimo libro, previsto per il 15 novembre, in sconto speciale del 15% utilizzando il coupon “MMT”.

TRATTO DA: http://www.usemlab.com

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8 Comments

  1. ginolatino says:

    guarda “signor redazione” che i soldi li stampa già babbo natale, solo che si chiama banchiere e li regala solo ai suoi amichetti…

    certo non ho letto l’articolo, perché si presenta come un attacco fine a se stesso,

    ma il denaro non vale nulla, NON è legato all’oro, spero lo sappiate. è stampato a piacere, c’è di fatto un babbo natale dietro, solo un po’ bastardo.

  2. Andrea Zucchi says:

    Sono un fiero sostenitore del reddito di cittadinanza, per diritto di nascita o anche solo di transito.

    Suggerisco di semplificare la vita del popolo acutamente illuminato dalla MMT, compiendo il passo definitivo e detrminate verso la vera liberazione dell’uomo dal lavoro.

    Non già una sola tipografia centrale che stampi denaro e lo distribuisca in base a quanto uno è cittadino e lavora socialmnte utilmente. No! Non è democratico! Non è socialmente equo.

    Ad ogni cittadino diamo una minimacchinetta stampasoldi.

    Alla sera il buon padre di famiglia si stampa ciò che necessita per la famiglia il giorno appresso… senza esagerare però, che non sta bene.

    Questa è la nuova alba dell’umanità libera dai padroni, libera dal lavoro e libera di andarsene a …

  3. Caponapo says:

    Ma non vi vergognate di vendere enciclopedie voi de “l’indipendenza”. Sarebbe ora di finirla Grillo di dare spazio a questi commercianti di fumo. Gli italiani sono stanchi di farsi rifilare pacchi!!!

  4. gregorio says:

    ho partecipato al summit di febbraio e ho trovato la descrizione di questa fantastica teoria (per modo di dire teoria) molto avvincente, mi ha convinto.
    se la mmt era già praticata non ci saremmo trovati in questa situazione, ovvio che i mentecatti che corrono dietro all’idea di capitalismo così come ci è stato propinato da un paio di secoli non digeriscono questi concetti, ma è solo questione di tempo… 😉
    mi viene spontanea una domanda, cosa ne pensate del reddito di cittadinanza? trovate anche questo istituto una mera babbonatalità? eppure ci sono governi di paesi come la germania, la francia, l’inghilterra la spagna etc che “regalano” mensilmente i soldi, pochi certo ma quel poco che ti permette di mangiare e guarda caso chi si è sempre rifiutato di assumere questo democratico istituto? l’italia e la grecia, ma guarda un pò..
    smettete di dire stupidaggini, tra un pò si cambia.

    • mr1981 says:

      Mi sembra che quest’articolo sia una solenne presa per il culo del sistema MMT. Naturalmente lei non l’ha capito, perché le sue fette di mortadella rancida sugli occhi vedono solo soluzioni come il reddito di cittadinanza: con una simile opportunità non ci sarebbe più nessuno che lavorerebbe nell’Italia del Sud…
      Lascio perdere di commentare la sua opinione sul capitalismo, perché non merita di sprecare tempo…

      • Culitto Salvatore says:

        hai ragione, con tale sistema nell’italia del sud smetterebbero di lavorare e diventerebbero come quelli dell’italia del nord…

  5. Maciknight says:

    Perché mai volete destare gli italiani dalla loro beata ignoranza per far loro capire che non esistono pasti gratis? Una società dove solo una persona su 5 è produttiva … in cosa altro dovrebbero credere?

    • Caponapo says:

      “POSSIBILE CHE IN QUESTO PAESE C’È SEMPRE QUALCUNO CHE CERCA DI PIAZZARTI ENCICLOPEDIE CON LA SCUSA DI NON FARTI FREGARE DA QUALCUN ALTRO”.

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