Sicilia, valorizzare lo Statuto e anche l’autonomia dell’isola

di S. MUSUMECI – M. MOLLICA

Il 15 maggio, è ricorso il sessantasettesimo Anniversario dell’Autonomia Siciliana. Il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia prende parte con viva emozione alla ricorrenza: sessantasettesimo anniversario della emanazione dello Statuto Speciale Siciliano, la cui applicazione rimane ancora oggi tutta da venire. In un giorno tanto importante – tuttavia – è bene che emergano le positività rincontrabili. Tra queste il forte impegno che il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia ha sempre manifestato per far si che tale prerogativa trovi la sua applicazione, per il bene della Sicilia e per quel valore di legalità di cui si fa troppo speso uso capzioso e autoreferenziale. Ma così come abbiamo fatto nelle scorse settimane, riteniamo giusto dare a Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana, il merito che gli compete per avere dato nuovo vigore all’ARS (ma non soltanto) all’Autonomia come futuro della Sicilia.

“I valori dell’Autonomia, dello Statuto Speciale siciliano e dell’Indipendentismo sono sempre più ‘quotidiani’ nel linguaggio e nelle argomentazioni del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta. Basta ‘scorrere’ quanto testualmente affermano nella sola seduta del 14 marzo, all’ARS, nella prosecuzione della discussione generale sul disegno di legge per l’istituzione dei Consorzi di Comuni, in conseguenza dell’abolizione delle Province”.
Sono tanti i richiami fatti dal Presidente Crocetta e da alcuni deputati di diverso schieramento ai valori dell’Autonomia e dello Statuto e, perciò, dell’Indipendentismo, compreso un esplicito riferimento all’Alta Corte, da parte del presidente Crocetta, cui il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia conferirà la qualità di socio onorario del MIS. “Proprio quel ritorno all’Autonomia è il nostro futuro, non il nostro passato. – ha detto il presidente Crocetta nel succitato intervento – Noi non abbiamo avuto giustizia in questi anni e la Regione siciliana non ha avuto giustizia proprio nel riconoscimento di ciò che era previsto nello Statuto e lo abbiamo in materia fiscale, sull’Alta Corte, sui Consorzi ai comuni e su tante altre questioni” , ha detto testualmente il Rosario Crocetta.

Tra gli interventi succedutisi ieri in aula all’ARS riportiamo in parte quello del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che ha detto: “Credo che proprio quel ritorno all’Autonomia sia il nostro futuro, non il nostro passato, cioè che il rilancio di una politica in cui la Regione siciliana comincia a scoprire le ragioni profonde per cui ha avuto la propria autonomia sia uno dei motivi persino di orgoglio della nostra azione politica. Noi non abbiamo avuto giustizia in questi anni e la Regione siciliana non ha avuto giustizia proprio nel riconoscimento di ciò che era previsto nello Statuto e lo abbiamo in materia fiscale, sull’Alta Corte, sui Consorzi ai comuni e su tante altre questioni.

Bene, ora abbiamo la possibilità, sulla base della esclusività che abbiamo in materia di disciplina degli Enti locali, di potere organizzare al meglio il lavoro della nostra Regione che si articola nella esistenza della Regione, negli Enti di area vasta e si articola nella esistenza dei Comuni, solo che in Sicilia le province si chiamano liberi consorzi dei comuni. Questo lo dice la nostra Costituzione e questo ha inteso fare il legislatore all’atto dell’insediamento di questo Parlamento e questo hanno inteso fare i padri dell’autonomia come Aldisio e come Alessi; se il riferimento, quindi, al passato deve essere il riferimento della politica di oggi, dovrebbe essere riferimento a quei padri fondatori e non solo a quelli, ma anche a coloro, come Li Causi, che hanno voluto insieme ad Aldisio e insieme ad Alessi lo Statuto siciliano.

(…) Valorizzando il nostro Statuto, e quindi è anche una battaglia autonomista che si ricollega alle ragioni profonde di questa Terra, ed è anche una lotta, se vogliamo, anche per rappresentare quelle persone che magari non stanno in questo Parlamento e si aspettano da questo Parlamento che sia innovativa. Per la prima volta la Regione siciliana viene indicata su questa questione delle province perfino un modello. Qualcuno non vuole che lo sia. Qualcuno preferisce una Regione siciliana che viene attaccata sempre dai forestali che devono essere considerati parassiti, invece stiamo cominciando a trovare forme di lavoro per loro.

(…) Dobbiamo ripartire perché i nostri legislatori avevano visto bene, probabilmente avevano visto laddove poi la politica nazionale non ha visto, laddove la politica nazionale non ha visto e questo ci permette di avviare un processo poi discuteremo …… ma intanto stabiliamo che lo abbiamo scritto il corso. E io mi augurerei che questo disegno di legge trovasse l’approvazione unitaria, che non ci fosse “se” e “ma”, che non ci fosse richiesta del voto segreto, dei franchi tiratori che vengono fuori dietro o di chi si vuole nascondere per non fare una scelta.

(…) Noi vogliamo lavorare tutti quanti insieme per il benessere e il bene della Sicilia.

*Salvo Musumeci, presidente del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia
*Mimmo Mòllica, portavoce del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia

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7 Comments

  1. Paolo says:

    non mi è apparso il commento. deve essere moderato?

  2. Paolo says:

    ma al diavolo voi e Crocetta, che se non lo si ferma in tempo sarà capace di mettere definitivamente un tappo alle richieste autonomiste.
    Crocetta è una deluzione continua. L’autonomia in bocca a lui, che a svenduto i Gelesi all’Eni, è la coerenza in bocca a Napolitano!

    E comunque l’indipendenza è l’unica via.

  3. gianni says:

    I soiti teroni. L’autonomia non centra niente con l’indipendenza. I terroni siciliani vogliono l’autonomia, ma per continuare a mangiare i soldi dei Veneti. Magari la sicilia potesse essere uno stato indipendente, ci libereremmo di un parassita.

    • salvo says:

      Ti commenti da solo…

      • giuseppe calvagno says:

        Posso anche aggiungere: sono sempre i soliti veneti odiosi, razzisti, invidiosi e taccagni.
        E si ricordi l’amico veneto che saremo noi a liberarci non solo di voi veneti ma anche dello stato colonizzatore italiano. Non commentare mai più questioni che non riguardano i veneti altrimenti commenta con le prove e non con il bla-bla-bla, capito polentone?

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