Ministro Interno “sta testando limiti democrazia e sta scoprendo che sono barriere che cadono con molta facilità”

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di CASSANDRA – Domande a raffica sulla politica nazionale e sulla Sardegna, sui social, sull’attualità. Cosi’ la scrittice Michela Murgia, si è raccontata in una lunga intervista su la Nuova Sardegna.
Cos’ha a che spartire con noi questo fatto? Beh, sono le sue parole, profonde e nuove, a fare una luce diversa e più alta, semplice e non facile, su quanto stiamo vivendo in questi mesi di populismo rampante.

Rispetto a quello che sta accadendo oggi in Italia, infatti dice: “Siamo a un cambio di passo epocale, ma non improvviso. Queste svolte si preparano in lunghi anni in cui il cambiamento procede per lo piu’ lento, ma quando arriva il momento in cui le cose si compiono, lo fanno in caduta verticale”.

Sembra l’insesorabile parabola della Lega. “Molte delle persone che siedono nelle istituzioni non hanno una formazione istituzionale. Sono dentro il sistema, ma non lo conoscono ne’ lo riconoscono”. E fa notare una “grande differenza” tra la Lega e il M5S: “Mentre i grillini sono partiti davvero come elemento estraneo e non normalizzato, Salvini interpreta il sentimento antisistema da una posizione ben piu’ cinica e manipolatoria”.

Per Murgia, infatti, il vicepremier leghista e ministro dell’Interno: “sta testando i limiti della democrazia e sta scoprendo che sono barriere che cadono con molta facilita’. Ogni volta rilancia e oltrepassa un altro limite che sembrava invalicabile”.

I silenzi, il rifiuto di riferire in Parlamento, il dileggio verso la stampa, cui nega risposte. Un copione che Murgia fissa con agghiacciante chiarezza.

Tornando alla politica nazionale e concentrandosi sul Partito Democratico, Michela Murgia fa notare che “ha responsabilita’ enormi: la prima e’ quella di non essere un partito di sinistra, cioe’ un soggetto la cui prima missione e’ lavorare per l’equita’ sociale, rappresentando le istanze degli esclusi o marginalizzati”. E aggiunge: “E’ stato cosi’ dal principio, ma con Renzi e le sue cene con Confindustria, le sue pacche sulle
spalle di Marchionne e la sua retorica dell’eccellenza, e’ diventato evidente che i referenti del Pd non erano le persone ma i sistemi di potere”.
Sulla letteratura, infine, Murgia si mostra molto piu’ ottimista: “stiamo vivendo un momento magico per la cultura, c’e’ una forte coesione e una altrettanto forte partecipazione, perche’ il richiamo etico e’ alto e urgente. La strage quotidiana dei morti nel Mediterraneo non puo’ passare inosservata, e questo impegna scrittori e registi. Ci sono tanti libri scritti su questo tema, e sicuramente non e’ una scelta facile o popolare”.

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