Prefetture senza badge, l’orario d’ingresso è optional

di STEFANIA PIAZZObadge

“Sarannoprefetti.it”: i “sarannofamosi” dei boiardi (6) – Davvero hanno bisogno di un santo in Paradiso, i prefetti. Forse per questo hanno scelto Ambrogio. Segno dei tempi che cambiano, per un corpo nato dalla volontà di Napoleone che le chiese le bruciava e radeva al suolo. E che penserebbe il vescovo ambrosiano che, vuole la leggenda, cacciò l’imperatore Teodosio dall’ingresso in duomo, e la cui presenza spirituale, vuole la tradizione, sbarrò persino la strada alle truppe dell’imperatore Ludovico il Bavaro? La comunità di Ambrogio non era forse portata ad una resistenza pacifica agli abusi della corte del potere? Non rivendicava a sé Ambrogio con Milano la libertas dicendi, la libertà di parola dei territori, riconducendola all’esercizio del potere di Dio, invalicabile per qualsiasi impero?

IL DOSSIER: NIENTE BADGE AGLI INGRESSI
In un recente dossier della Funzione pubblica, i costi standard della pubblica amministrazione hanno sancito che l’Italia è una doppia. Insomma, per farla breve, se l’intento dello Stato era garantire l’unità del Paese con la presenza delle prefetture, simbolo in lungo e in largo del controllo di Roma sulle periferie, sono proprio le prefetture invece a sancire che Milano non è Palermo. Vediamo perché. Esistono prefetture del Nord e  prefetture del Sud per differenza di costi e di gestione.

Su un costo preciso di 565 milioni 451 mila euro, e con una media di 10 euro a testa, in realtà lo studio scopre che a Milano il prefetto costa meno che a Brescia, 3,89 euro contro i 4,64 euro pro capite, o i 4,82 euro di Torino. La capitale, con una dotazione record comunque di 23 milioni, costa 6,27 euro, ma nel cuore molisano di Isernia, sono più di 42 euro. E a Campobasso 25. E via spendendo.
Ma c’è un documento prezioso tra gli atti dei documenti parlamentari del 2009, in cui si legge dell’esito di numerose ispezioni nelle prefetture.
E così, scopriamo che… “le ispezioni hanno evidenziato la mancata adozione di sistemi di rilevazione automatica delle presenze”. Sarcasticamente l’estensore spiega che un badge per tutti vorrebbe dire magari “una positiva ricaduta sui carichi di lavoro del personale”. Interessante il capitolo affitti, considerati “considerevole quota di oneri pregressi (…) che supera abbondantemente gli stanziamenti di competenza”. Razionalizzare, si legge, vorrebbe dire evitare “canini elevati inclusivi del ritardo nei pagamenti”. Capito? Senza contare “superfici superiori alle reali esigente dell’organico”.
DELENDA CARTHAGO…
Come scriveva Einaudi, “Perciò il delenda Carthago della democrazia liberale è : Via il prefetto! Via con tutti i suoi uffici e le sue dipendenze e le sue ramificazioni! Nulla deve più essere lasciato in piedi di questa macchina centralizzata; nemmeno lo stambugio del portiere. Se lasciamo sopravvivere il portiere, presto accanto a lui sorgerà una fungaia di baracche e di capanne che si trasformeranno nel vecchio aduggiante palazzo del governo. Il prefetto napoleonico se ne deve andare, con le radici, il tronco, i rami e le fronde”.

 

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