Militari con pensione d’oro e scivolo in diamanti. Altro che esodati

di ALTRE FONTI

Pensione d’oro e d’argento ma anche scivolo di platino per i militari, nel piano preparato dal Governo Monti e portato avanti senza esitazioni dal Governo Letta. Dieci anni di lavoro in meno per i militari, tutti retribuiti quasi a pieno (85% dell’ultimo stipendio) elargiti dallo stesso Governo che perseguita con accanimento e odio i pensionati che hanno versato trenta o quaranta anni di contributi e si sono ritirati secondo leggi in vigore da tempo.

Per i militari che abbiano compiuto 50 anni, cui in teoria ne mancherebbero ancora 10 prima della pensione, grazie allo scivolo d’oro escogitato dall’ex ministro e ammiraglio Di Paola, si apre la possibilità di non lavorare proprio più, conservando però l’85% della paga fino al magico giorno in cui scivolare nella pensione, in euro, ormai garantita dal Governo della Repubblica Popolare Italiana. Inoltre, cosa preclusa a molti pensionati prima dei 65 anni, possono fare anche altri lavori, senza alcuna penalizzazione, quindi non in nero, come molti cassintegrati riciclati idraulici o imbianchini, ma con regolare contratto e fattura, come si addice a chi troverà lavoro magari proprio come consulente ancora delle Forze Armate o di qualche azienda.

Nessuno se ne sarebbe accorto se a un vecchio ufficiale ormai in pensione ma ancora addentro alle segrete cose non si fosse rivoltato lo stomaco e avesse rivelato tutto a un giornalista del Corriere della SeraGoffredo Buccini.

“In un Paese di esodati e precari possiamo portare avanti uno scandalo del genere?  è uno scivolo d’oro, come diavolo si fa a spiegarlo alla gente?”.

Spiega Goffredo Buccini:

“La riforma delle riforme, lanciata con lo slogan ”meno generali, più tecnologia”, con l’obiettivo di ridurre gli organici di 35 mila uomini in 12 anni, sta tutta qui, atti del governo 32 e 33, decreti attuativi della legge 244 del 2012 voluta da Giampaolo Di Paola, allora ministro del governo Monti dopo una carriera da ammiraglio approdata sullo scranno di capo di Stato maggiore della Difesa. I provvedimenti del governo Letta recepiscono il lavoro dell’esecutivo precedente, Mario Mauro assorbe la visione del predecessore con le stellette”.

Spiega ancora Goffredo Buccini:

“Quest’anno in un bilancio di circa 14 miliardi per la “funzione difesa” (la “funzione sicurezza” con i carabinieri è a parte) i costi del personale gravano per il 67 per cento, il 10 per cento va all’addestramento (pericolosamente scarso) e il 23 agli investimenti; il mantra di Di Paola è 50, 25 e 25. Ovvero meno uomini, armi migliori e usate meglio”.

Ma, avverte Buccini, il trucco c’è “e s’intravede. Molto resta a carico della spesa pubblica e quindi delle nostre tasche, tramite tre canali: il passaggio del personale ad altro ministero, il prepensionamento e, soprattutto, l’«esenzione dal servizio», comma sesto dell’articolo 2209, il punto più controverso nella disciplina del periodo transitorio: dai 50 anni in poi (dieci anni prima del congedo) si può entrare in un magico limbo, lo «scivolo d’oro» appunto, grazie al quale si conserva l’ottantacinque per cento dello stipendio senza lavorare più nemmeno un solo giorno, con tanto di pensione piena; non è esclusa neppure la facoltà di fare altri lavori (il reddito non si cumula). Questo bonus decennale per le forze armate in (libera) uscita verrà inserito nel codice dell’ordinamento militare a meno che Camera e Senato non si mettano di traverso in modo plateale (è solo previsto un loro parere) spingendo il governo a ripensarci”.

La norma scandalo era già passata all’esame del Senato e stava per superare, nell’ignoranza, nel silenzio o nella complicità dei parlamentari, anche lo scoglio della Camera.

Quando si parla di sprechi dei militari “si pensa ai circoli (storica la querelle su quello degli ufficiali a palazzo Barberini, a Roma) o agli stabilimenti balneari (tutta roba che ormai è affidata in buona parte a privati). E certo fa sorridere la battaglia a suon di finanziamenti di Fregene nord contro Fregene sud, scolpita nel rapporto Monti di due anni or sono, un milione di qua, duecentomila euro di là alle rispettive spiagge con cabine riservate alle stellette.

“Fanno mugugnare noialtri gli alberghi camuffati da centri di addestramento dove soggiornare da Dobbiaco ad Alghero per una trentina d’euro a persona; l’«ausiliaria» che ancora consente un 24 per cento in più di pensione garantita per un molto improbabile richiamo in servizio nei cinque anni successivi al congedo (dovesse scapparci una guerra…); già nel 2006 la senatrice Silvana Pisa, Sinistra democratica, rilevava persino le spese di «rifacimento letti» negli appartamenti di generali e ammiragli al top della carriera, parte di un esborso di tre milioni e mezzo l’anno per la pulizia dei loro 44 alloggi di servizio e rappresentanza”.

FONTE ORIGINALE: http://www.blitzquotidiano.it

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12 Comments

  1. …ad ogni buon conto, di questa faccenda, delle così chiamate, intitolate, diciamo, “pensioni d’oro per i militari”, come al solito, in Italia, in questo Paese, è tipico parlare e straparlare, ma pure per televisione! Io dico solo che mnadare a casa da 50 a 60 militari, tnendoli in un “limbo” stipendiale che non è la pensione, perchè decurtato al 85% dello stipendio in servizio è una castronata pazzesca! Primo, io penso che solo chi vanta 40 anni contributivi, se vorrà, a domanda, potrà pure andarsene, ma allora dovrà essere rivisto uno schema farlocco che non può livellare il cinquantenne al sessantenne, con la stessa riduzione percentuale. Poi, di esuberi ce ne sono già ed ogni anno ci sono già militari che per eccedenze di volumi organici se ne vanno a casa. La forbice, peraltro, di questa riduzione, prevede la riformulazione degli organici militari entro il 2025!!!!! Quindi non c’è nessuna urgenza di inventarsi un’alchimia di questo tipo, che peraltro favorirebbe uno scontro sociale con chi, esodato purtroppo, è ancora là ad attendere la propria pensione. Sarebbe un’azione folle da parte delle autorità di governo consentire uno “scivolo” di questo tipo, perchè poi non farebbe altro che aumentare la solita polemica contro i dipendenti pubblici, privilegiati o magari…”fannulloni” e via di scorrendo!

  2. Premetto che questo generale, intervistato, comunque da un giornalista preparato, lui e non il generale, si scandalizza di un’eventualità simile, quando lo stesso generale, con molta probabilità ha beneficiato di una pensione nella posizione di ausiliaria di ben 8 anni, con annessi e connessi riguardanti benefici economici agganciati al servizio attivo. Risulta pure che questo signore, il generale, faccia anche il consulente per il Ministero della Difesa e quindi dovrebbe sapere che la rimodulazione del comparto Difesa prevede degli investimenti in termini di risorse finanziarie che devono ridurre lo strumento militare e pertanto ridurre gli attuali organici, che sono rapportati ancora ai volumi che esistevano durante la Cortina di ferro, la Guerra Fredda, per intenderci. Io, per esempio, non sarei scandalizzato quando, arruolato nel 1979 vedevo che c’era gente che se ne poteva andare a casa con 20 anni di servizio. Non mi devo vergognare se poi, “in corso d’opera”, nel tempo leggi dello Stato, sempre leggi, norme, decreti e circolari applicative hanno consentito benefici stipendiali su pensioni privilegiate molto, ma molto discutibili. Non mi devo vergognare o essere scandalizzato se una legge Angelini, un ex senatore comunista consentiva ai soli ufficiali di ogni ruolo di potere beneficiare di uno scivolo a 4 anni dal limite di età! Non mi devo poi scandalizzare se ad un certo momento i governi decisero di fare passare i dipendenti militari da un regime retributivo a quello contributivo e naturalmente con una decurtazione in percentuale sugli emolumenti. Non mi devo scandalizzare se, a far data dal governo Monti, dal 2011 fino alla data del non sapere, tutti gli stipendi, dico tutti gli stipendi di qualsiasi grado, anche quando si è promossi, sono bloccati e quindi il percepito, per esempio, per chi, ufficiale, viene promosso al grado superiore, con oneri, molti e pochi onori, si rapporta al grado precedente! Ecco, mi domando allora: perchè parlare di scandalo o vergogna, quando un governo, per necessità probabile riferita all’attuale crisi economica, la cosiddetta “spending review” deve porre dei rimedi, dei correttivi, insomma, deve ridurre il numero dei militari e rapportarlo ad una forza bilanciata per l’utilizzo necessario che serve per l’impiego! Sono anni che il Ministero della Difesa, gli Stati Maggiori di Forza Armata stanno studiando su questo problema, su come ridimensionare il nuovo modello difesa delle forze armate! Sono anni che ci stanno mettendo la testa rappresentanti Cocer, sottosegretari, gruppi parlamentari e sono anni che a questo studio si rapporta naturalemente un costo, per cui, se ora il governo, le autorità decidono un esodo di questo tipo dico solo che la forbice, benchè ampia, potrebbe solo rivedere in termini di percentuale la riduzione stessa del 15% in meno sullo stipendio, rapporatato all’85% diminuibile, a partire dai 50 anni più ci si avvicina all’età pensionalbile, che è rimasta invariata, a 60. Non troverei corretto che un individuo a 50 anni “goda” della stessa diminuzione in percentuale dell’ 85% sullo stipendio al pari di un altro che per esempio avrebbe 55 o 56 anni. Questo criterio, a mio avviso dovrebbe esserre preso in considerazione, perchè non si livelli alla stessa percentuale dieci anni di anzianità contributiva!

  3. Roberto Porcù says:

    Soffia in tutta la penisola aria di rivolta violenta contro i politici ed i burocrati che hanno mantenuto invariato se non accresciuto il loro benessere.
    Tra le F.A. non ho idea che aria tiri, ma considerando che la sinistra sempre lì finiva con il tagliare, non penso che sia tanto amorevole.
    Va detto che le F.A. italiane sono storicamente devote al governo in carica, qualunque sia e senza ingerenze, ma la paura è una cattiva consigliera.
    Ricordo anni in cui, dall’avvento del primo centrosinistra i militari si trovarono un po’ alla volta con gli stipendi sempre meno ancorati al costo della vita.
    Ci fu, o non ci fu, dato che nessuno se ne accorse, un tentativo di colpo di stato ad opera di Borghese.
    Già, nessuno se ne accorse, ma subito si aprì la disponibilità ad adeguare la paga del personale in divisa e, mi par di ricordare, con premi allora non conteggiabili ai fini pensionistici.
    Del resto, i governi italiani da sempre sono forti con i deboli e pronti al calabrache con chi dia a capire di essere forte.
    La paura fa novanta ed oggi chi occupa gli sgabelli vellutati, un po’ per la sua incolumità dovrebbe averne.

  4. Enzo says:

    MA si abbocchiamo a tutto questo gioco, riduciamo il costo del personale delle FF.AA così le lobby delle armi possono avere piu soldi.
    Il bello che noi italiani ci staiamo cascando con tutti e due i piedi.
    Bravi politici e bravi giornalisti asserviti alla politica

    • Aquele Abraço says:

      Ma di che ti preoccupi, le nostre “FF.AA.” sono infarcite di attempati graduati che al massimo sprecano le munizioni al poligono del tiro a segno. Sono loro che ci costano e che pretendono anche i giocattolini da decine di miliardi di euro perché si annoiano a non fare un cazzo!

  5. Sandrone says:

    Ecco perché sempre più generali si stanno spostando da destra a sinistra…dal fascismo al buonismo…SE MAGNA!

  6. francesco villa says:

    PENSIONI MILITARI:
    Potranno andare in pensione CON 10 ANNI DI ANTICIPO e con l’ 85% dello stipendio.
    PER I LAVORATORI NON C’E LA COPERTURA FINANZIARIA PER RIDURRE L’ETA’ PENSIONABILE A 62 ANNI CON LA PENALIZZAZIONE , MENTRE LA SI TROVA PER I MILITARI !
    E NO, NON CI STO’
    Non è possibile che si faccia una simile “porcata” .
    Sono nato nel 1953 : avrei dovuto andare in pensione a 57 anni, dopo tutte le “ignobili” riforme delle pensioni andrò a 67 anni ! UN AUMENTO DI 10 ANNI DELL’ETA’ PENSIONABILE !
    Attualmente sono senza lavoro e senza pensione !
    Cari signori anche il sottoscritto ha fatto il militare : NON C’E’ PARAGONE DAL FARE IL MILITARE “firmaiolo” COL LAVORARE IN FABBRICA!
    SI VERGOGNI CHI CERCA SOLTANTO DI DIFENDERE OD AVALLARE QUESTA INFAME PROPOSTA!

  7. gigi ragagnin says:

    “Noi militari non facciam quasi nulla. Ma ci alziamo molto presto al mattino per farlo”.
    (Paolo Poli)

  8. L'incensurato says:

    Ma allora ha ragione Lucano: un secolo e mezzo di vergogne a danno del sud. Cos’e questa storia delle forze armate se non l’ennesimo furto da parte dei soldati Torinesi a danno della collettivita’? Il solito magna magna,trote cavalieri santanche’ e militari parassiti.

  9. Aquele Abraço says:

    Le forze armate italiane, in cui ci sono quasi più ufficiali di soldati, utilizzate solo in retroguardia per missioni umanitarie e di peacekeeping, sono, di fatto, ormai sature per i tagli di spesa e da tempo ridotte a territorio d’invasione dei meridionali, sempre a caccia di privilegi. In sostanza, sono un lusso che il sistema Italia non può permettersi oltre. Di Paola, ex ministro della difesa e ammiraglio, era quello più irritato e sorpreso per la defezione dell’ex ministro degli esteri, il bergamasco Terzi, correttamente dimessosi dopo il caso dei marò sequestrati dalla polizia indiana nel Kerala. Tuttavia, anche se la poltrona gli scottava sul sedere, da buon napoletano, il Di Paola (come ora la romanaccia Cancellieri) rimase ovviamente incollato col mastice alla sua poltrona dichiarando che la scelta di fare tornare in India i marò era stata collegiale e se avesse potuto, considerato il suo excursus militaresco, non avrebbe esitato ad accusare il Terzi di vera e propria diserzione, come se l’aver fatto una cazzata collegialmente potesse esonerarlo dal dimettersi dignitosamente anche lui, con tutti gli altri responsabili di quello sconsiderato governo tecnico. Invece pianse false lacrime di circostanza per la sorte dei marò e passò poi rapidamente a occuparsi (da quanto emerge ora) allo “scivolo d’oro” per i colleghi ultra cinquantenni che già poltrivano nelle caserme e negli alberghi di Dobbiaco e Alghero. Ah, perché mi vengono in mente i giapponesi e il mitico Ammiraglio Yamamoto?

  10. lory says:

    in tutti i Regimi ci sono trattamenti di favore per i ” servitori dello stato” per chi tira la caretta invece ce solo da pagare e penare.

  11. FrancescoPD says:

    …questi saranno tutti arruolati in polizie private (infiltrati tra i comuni normali) doppio stipendio e atri difensori di questa feccia di stato

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