BERGAMO: STASERA PARLANO SOLO BOSSI E MARONI. MAURO RESISTE

di GIANLUCA MARCHI

A BERGAMO PARLERANNO BOSSI E MARONI. ROSI MAURO A “PORTA  A PORTA”: NON MI DIMETTO

A poco più di due ore dall’appuntamento alla Fiera di Bergamo si è saputo che interverrà anche Umberto Bossi (una sua gigantografia fa cornice alla sala perché il messaggio che si vuol far passare è che anche il capo è stato una vittima). Quindi a parlare dal palco saranno solo lo stesso Bossi e l’attesissimo Roberto Maroni.

Rosi Mauro, invece, sarà ospite di “Porta a Porta”, nel salotto buono di Bruno Vespa. La puntata è stata registrata e la vicepresidente del Senato ha detto di non vedere alcuna ragione per dimettersi e c he si difenderà anche in Senato. E questo nonostante anche le pressioni ricevute dallo stesso Bossi.

Rispondendo alle domande del conduttore, in merito alla laurea di cui si parla nelle intercettazioni, la segretaria del Sin.Pa. ha risposto: “Io non ho mai pensato di prendere una laurea”.

MASSIMO GARAVAGLIA COMMISSARIO AL PROVINCIALE DI VARESE

Stamane, poco prima delle 10, fa si è dimesso il segretario provinciale di Varese, Maurilio Canton. E’ il bossiano di ferro che il Senatur impose alla base nel contestatissimo congresso svoltosi a Busto Arsizio lo scorso mese di ottobre. Contro di lui nei giorni scorsi era già stata annunciata una mozione di sfiducia da parte di dieci dei diciassette membri del direttivo provinciale, in pratica gli esponenti maroniani che erano maggioranza. «Mi è sembrato giusto non dare alcun tipo di scossone al movimento». Così Maurilio Canton ha spiegato il motivo delle sue dimissioni da segretario provinciale della Lega di Varese. «Mi è sembrato giusto farlo – ha ribadito – perchè in questa situazione il movimento deve essere sereno. Io ho sempre cercato di dare equilibrio e cerco di garantirlo anche ad esso». Canton ha anche spiegato di aver voluto evitare di arrivare allo scontro dopo la «richiesta di sfiducia» nei suoi confronti.

Dopo le dimissioni di Canton, il senatore Massimo Garavaglia è stato indicato come commissario al provinciale di Varese.

Le dimissioni di Renzo Bossi «primo atto delle pulizie di primavera, ma non basta di certo. Adesso avanti tutta!». Lo scrive sul suo profilo Facebook Roberto Maroni, postando la vignetta di Giannelli sul Corsera di oggi dedicata proprio al passo indietro del figlio del Senatur.

***

L’appuntamento di stasera alla Fiera di Bergamo rischia di essere cruciale per la vita della Lega Nord, squassata da tutto quanto sta emergendo dalle inchieste giudiziarie e non solo. O il Carroccio riesce nel giro di pochi giorni, se non addirittura di poche ore, a darsi una profonda scossa, liberandosi il più possibile delle scorie e delle zavorre di cui si è appesantito negli ultimi anni, oppure rischia seriamente di collassare sotto il peso del fango che lo sta sommergendo ogni giorno di più. I militanti e la base pulita lo sanno, e hanno fretta, pretendono pulizia ed epurazioni che vadano ben al di là di quanto suggerito dalle carte giudiziarie e dalle intercettazioni. Come ha già scritto Gilberto Oneto su queste colonne, o avverrà una sostanziosa potatura, e allora le speranze di far ricrescere la pianta possono ancora esserci (con tutti i se e i ma del caso, aggiungo io). Diversamente il tramonto potrebbe essere più rapido di quanto si possa immaginare.

L’appuntamento di Bergamo era stato inizialmente convocato dagli ambienti vicini a Roberto Maroni per spingere i vertici del movimento a convocare il congresso federale, che era ancora assente dal calendario interno. Poi giovedì ci sono state le dimissioni di Umberto Bossi e un troppo vago accenno al fatto che il congresso dovrà tenersi entro l’autunno.  Sono proprio sicuri, in via Bellerio, che da qui ad ottobre la Lega possa resistere sotto il bombardamento che la sta colpendo senza aver già avviato il nuovo corso? Oppure ancora una volta prevale la logica gattopardesca del tutto deve cambiare affinché nulla cambi? Sono interrogativi che non possono restare sospesi nell’aria se, chi ci crede fermamente, vuol portare la Lega fuori dal tunnel in cui è sprofondata.

L’assemblea orobica potrebbe concludersi con una pre-incoronazione di Roberto Maroni come nuovo segretario federale come in un congresso autoconvocato dal popolo leghista. Sarebbe già un passo non da poco, dopo questi giorni di tira e molla che alla fine hanno alimentato il sospetto di un tentativo in atto da parte di Umberto Bossi, e dei suoi fedelissimi, di rimanere in sella. Anche l’insistenza con cui Gianpaolo Gobbo continua a rilanciare la candidatura a segretario federale di Luca Zaia (che l’interessato ha comunque declinato), appare più che altro come un tentativo di intralciare la strada all’ex ministro dell’Interno, che al momento sembra tutta in discesa.

Ma anche qui va detto chiaramente che i militanti oggi inneggianti a Maroni non appaiono affatto pronti ad accontentarsi dell’incoronazione del proprio leader: pretendono pulizia e una raffica di espulsioni e di messa ai margini dei tanti dirigenti che hanno approfittato del potere assoluto del “cerchio tragico” per sistemarsi comodamente e fare molto gli interessi propri e assai poco quelli del movimento. Con l’annuncio di ieri Renzo Bossi è fuori e questa era la prima delle notizie attese.  «Ritorno tra i ranghi per evitare che a pagare le conseguenze dell’attacco incrociato sia l’intero movimento e soprattutto mio padre… . Ho la tranquillità di chi sa che non ha mai fatto nulla di quello che è stato riportato dai media». Così Renzo Bossi in una lettera aperta ai militanti della Lega che sarà pubblicata domani da Brescia Oggi. Alcuni dei passaggi sono stati anticipati dal quotidiano bresciano. Ma a ore si aspettano anche le dimissioni di Rosy Mauro da vicepresidente del Senato: la capa del SinPa è molto vicina all’espulsione e potrebbe salvarsi in corner se lasciasse l’incarico.

Ma che dire di tutti quei dirigenti di alto rango che vorrebbero correre a Bergamo e magari pure intervenire, nel tentativo disperato di accreditarsi come sostenitori del nuovo corso? A quel che si sente dire i “barbari sognanti” non li vorrebbero nemmeno vedere aggirarsi nei dintorni della Fiera orobica. Qualche esempio? Il giorno dopo che scattò la ridicola e tragica fatwa contro Maroni, lo scorso mese di gennaio, in quel di Stresa Roberto Calderoli, in qualità di coordinatore delle segreterie nazionali, riunì i vertici territoriali, e a qualche giornalista presente in loco lo stesso Calderoli, e con lui i vari Cota, Gibelli e compagnia confermarono che in fin dei conti sì, era meglio che l’ex ministro si desse una calmata e non organizzasse assemblee a suo favore. I militanti e i sostenitori di Maroni non se li sono scordati questi episodi, e domani sera sembrano intenzionati a mettere nel loro mirino proprio Calderoli, considerato un membro esterno del “cerchio magico” e Roberto Cota, che dei cerchisti è stato componente effettivo. Insieme al vicepresidente della Regione Lombardia Andrea Gibelli vengono considerati i componenti del neo-cerchio magico che tende a sostituire il cerchio tragico ormai distrutto.

E poi la cosiddetta base è schifata dal fatto che sul territorio il ritornello era “non ci sono soldi”, per cui veniva chiesto agli iscritti di mettere continuamente mano al portafogli, mentre in alto si sollazzavano immersi nel denaro. Ora si pretende una drastica inversione.

Insomma, l’aria che tira è un tantino da furia iconoclasta, ma per molti questa è l’unica via con cui tentare un salvataggio in extremis.

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28 Comments

  1. Riccardo says:

    Sarò un nichilista ma a me sembra sempre il solito teatrino.
    Bossi va cacciato, vanno cacciati i parenti, i cerchisti e chinque ci sia dentro.
    Altro che pulizia, qui ci vorrebbe una “Nacht der langen Messer” ossia “La notte dei lunghi coltelli”!
    Chi conosce la storia capirà…

    E francamente, al di là delle questioni legali, io cacciarei anche tutta la classe dirigente che in più di vent’anni non è riuscita ad ottenere niente, se non ingabbiare l’ideale indipendentista dentro la scatola leghista con i suoi rozzi modi, il suo folklore e con i suoi bei personaggi simbolo che ben conosciamo.

  2. lorenzo says:

    Poche chiacchere spero che questa sera i militanti si facciano sentire:
    Pulizia incominciando da Calderoli e poi Speroni, cota. isomma tutti quelli del cerchio magico e li altri cadegari ad ogni livello compreso Carioni della rovincia di como ecc. ecc. i nomi sono osi´tanti che e´difficile ricordarli tutti.
    Maroni li conosce benissimo e i militanti pure. Si deve fare un elenco e tagliare in ogni luogo. Anche bossi fa parte del gruppo va bene presidente ma che si ritiri in un angolo e chiuda la bocca per molto tempo. Che sia stato usato non e´il problem e´che ha permesso di fare tante cagate che non merita i parlare ancora .
    Se si vuole pulizia anche il bossi deve far parte della lista.
    Sperem

    • Andrea T says:

      giusto !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      compreso calderoli, e i TRE che finiscono in ONI… speroni, reguzzoni longoni …. e la badante …. fo di bal

  3. Albert Nextein says:

    Sono tutti dei poveri illusi.
    Tutti in malafede.
    Maroni non salva la lega.
    Sono un branco di ignoranti senza arte né parte.
    Dei poveri babbei che si son ampiamente meritata la fregatura che hanno avuto da bossi e C.
    La lega deve esplodere in mille pezzi.
    I cittadini ex elettori si arrangiano.
    Prima si informano,si fanno una cultura, prendono spunto dall’esperienza trentennale ipernegativa, e poi si organizzano.
    E se non va bene espatrino in svizzera.
    L’ignoranza è peggio di un cancro metastatico maligno.

  4. John Braida says:

    Rosi Mauro a Porta a Porta? come al solito la mercificazione della donna per alzare l’audience, invitando solo belle fighe in TV! ehm…

    • FL says:

      la “bella” rosi mauro ha appena dichiarato a pap che non ha nessuna intenzione di dimettersi.
      La terrona resiste, ma rischia fisicamente.

  5. Enzo says:

    Sono ridotti alla disperazione. C’è Salvini che su Facebook ha postato una foto di Maroni e Bossi insieme, perché non si sa mai, eh! Ma con che coraggio… Fino a ieri spadroneggiava in via Bellerio, cieco e sordo, e adesso si sveglia… Perché non posta la foto del fratello ricambista che si è portato a Bruxelles?
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/11_Novembre/11/bossi_stella.shtml
    Questi sono i nuovi, con tre poltrone e il microfono in radio, che domani ci spiegheranno cos’è l’onestà.

  6. Dan says:

    Gli appartenenti di tutte le sezioni dovrebbero redigere un documento dove segnalano tutti i nomi che vogliono fuori dalla lega e spedire le liste a milano. Se quei nomi non vengono rimossi allora i militanti devono mollare il partito.

  7. silvia garbelli says:

    Se, come da ‘copione’ del teatrino della politica italiana, entra l’eterno n°2 , è molto meglio che i cittadini restino a osservare lo spettacolino e mantengano i loro sani principi e ideali per un prossimo futuro. Da queste
    ‘epurazioni’ non potrà sortire niente di nuovo, ormai, sarebbe il caso di prenderne atto, nonostante, ed è nel gioco delle parti, certe letture mediatiche….

  8. Maraffio says:

    Fava, Boni, Pini, Alessandri, e ora, si comincia a parlare di Rolfi (vedi pag. 2 di Libero odierno). Sono tutti “maroniani”. Capisco la necessità di fare pulizia, in genere, però, si comincia da casa propria, poi si passa alle “parti comuni”.. L’indipendenza passa anche dal prestare attenzione ai fronti meno esposti. Sbaglio?

  9. Ferruccio says:

    Berlusconi ed Alfano hanno ordinato…..

    La situazione è preoccupante …quesa sera a Bergamo parlerà solo il nuovo nostro fiduciario ROBERTO MARONI…..

  10. Rinaldo C. says:

    Salve Gianluca Marchi

    ero in Croazia è ho saputo delle dimissioni del piccolo capo che si è attorniato solo di gran lacchè, che volevano solo delle poltrone, le hanno avute e ora le devono lasciare, subito altrimenti siamo come i vecchi democristiani, comunisti, socialisti della 1^ repubblica.
    Il mio pensiero è come ci presenteremo alle elezioni amministrative , quale credibilità avremo, ho paura che avremo una sconfitta paurosa sia nei comuni già leghisti e
    nei comuni dove si sono presenbtate persone corrette, che per riuscire a sconfiggere gli amministratori precedenti di altri partiti, rimarranno delusi, causa questo ennesimo scandalo avvenuto grazie a persone ignobili, e in modo particolare questi strano, sono tutti del sud.
    Speriamo che a jesolo nadca un vero movimento politico indipendente e tutti i leghisti onesti scelgano il nuovo movimento, mi dispiace che la Lega nord scompaia anche se il 2° Roberto Maroni dice di far pulizia, ho molti dubbi.
    Cordiali saluti

    Rinaldo

  11. lombardi-cerri says:

    Se i VERAMENTE NUOVI dirigenti della Lega riusciranno a far schiodare il sedere dei responsabili del disastro dalle poltrone che indebitamente occupano , sarà una carta unicache avranno in mano :
    Unica, ma fondamentale :
    Sarà l’unico partito, dico l’unico che avrà fatto piazza pulita senza se e senza ma.

  12. giorgio masocco says:

    Gianluca, mi presento, Giorgio Masocco.

    Belli i tempi del basket, nei qual’ ‘approfittavano’ di tuo padre pasticciere, per avere uno sponsor. (Sono arrivato l’ultimo anno).

    Mi fece piacere scoprirti direttore e militante lega, come me, come Mazzatorta, (che visse vicino a casa mia), come molti altri che nella Lega hanno creduto.

    Qualora passassi nelle mie vicinanze, sei gradito ospite.

    (ho un bel ‘santino’ elettorale, che hanno pubblicato anche oggi su ‘La Proovincia’.

    Un sepaaratista attendente.

    Giorgio Masocco

  13. BB70 says:

    La lega, come movimento di idee, é morta molto tempo fa, i leghisti duri e puri, quelli che mantenevano le sezioni a spese proprie e avevano gli ideali, se ne sono andati o sono stati espulsi per far posto ai servi di partito alla ricerca di poltrone e del soldo facile. E’ così a tutti i livelli, anche nelle piccole sezioni di provincia, quindi non c’é proprio più nulla da salvare in Lega. Continuano a vivere, per fortuna, le idee rinnovatrici e la voglia di cambiare questo paese marcio in qualche cittadino onesto. Mi chiedo a volte quanti siano i cittadini onesti 🙁

  14. giannarcixo says:

    bossi, maroni & C. hanno imparato bene la lezione in venti anni di frequentazioni romane.
    Sanno bene che dire di cambiare tutto equivale a non cambiare nulla.
    Speriamo almeno che i Veneti non si lascino più fregare e che riescano a rompere l’inciucio ritornando alla Liga Veneta.
    Si potranno trovare interessanti convergenze con il superlativo progetto di Veneto Stato che diano veramente una prospettiva per il popolo Veneto

  15. mauro says:

    Spero che i militanti riescano a togliersi dalla testa anche l’icona dell’Umberto galantuomo e in buona fede. E’ troppo generoso nei confronti del figlio e soprattutto della Rosi per essere credibile: “Dimissioni? ma, vedremo…” . Ciò conferma la certezza, più che il sospetto, della sua totale compromissione con il marcio. La malattia non può essere agitata ad attenuante fino al punto di beatificarlo.

  16. LS4giovanni says:

    Riuscire a salvare il salvabile del movimento sarà già un miracolo. Sul come, non so’. Ma non sono problemi miei per fortuna.
    Resta il fatto che il 10 % dei voti non sono i militanti a generarlo. Magari a promuoverlo, ma in cabina elettorale ci va il singolo e senza televisione e senza i militanti al seguito. Quelli, come penseranno di recuperarli o tenerli supera anche l’ipotesi del miracolo. L’unica speranza è che il terremoto elettorale sarà di proporzioni tali e di evidenza inattese che tra tutti: mal comune mezzo gaudio. A noi il male ai politicanti il gaudio, anche se mezzo.

  17. RENATO says:

    IL POPOLO leghista ancora se crede a questi puttanai di vertice e’ ingenuo , lo stato italiota gioca con la lega come il gatto che ha preso il topo prima di mangiarselo ci gioca un bel po.

  18. malnátt says:

    Ma chi ci crede? Per cambiare qualcosa bisognerebbe esautorare l’intera classe dirigente…. Chi puo’ fare Una operazione del genere? La famiglia è ancora molto potente e ha in mano la cassaforte e il simbolo… Non dimentichiamolo

  19. Maciknight says:

    Seppur stupito che esistano ancora leghisti, comprendendo che in qualcosa di politico istituzionale alcuni devono pur riporre fede, mi auguro quantomeno che spazzino via interamente tutta la leadership del partito e non si veda più alcuna faccia di quelle mediaticamente conosciute e diano le dimissioni da tutti gli incarichi pubblici retribuiti. In caso contrario sarà solo una buffonata all’italiana. Soprattutto sulla famiglia Bossi è ora di posare una pietra tombale

  20. Dan says:

    I militanti se li sono giocati quando li hanno costretti a mantenere con i loro soldi le sezioni.

  21. Joseph Porta says:

    Calderoli e Cota vi piace la polenta ?

  22. Joseph Porta says:

    MARONI è l’alter ego di BOSSI (che non si è dimesso è solo diventato il n.2) ma rimane parlamentare…sapete si rischia l’arresto se qualcosa gira male!

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