Milioni come noccioline. Ecco la paghetta dei manager italiani

di REDAZIONEsoldi4

Sergio Marchionne guarda tutti dall’alto. E’ stato lui il manager più pagato in Italia nel 2014. Tra compensi, bonus una tantum e stock option ha superato gli 80 milioni di euro. Una cifra che lo colloca anche tra i paperon de paperoni di Wall Street. Ma la classifica degli stipendi 2014 degli executive delle aziende quotate a Piazza Affari è condizionata dalle maxi liquidazioni a sei zeri. Luca Montezemolo ha lasciato la Ferrari dopo 23 anni con una liquidazione di 14 milioni (che gli verrà corrisposta in 20 ani) con compensi totali nel 2014 che sfiorano i 27 milioni. A completare il podio è Andrea Guerra, ex ad di Luxottica. L’anno scorso ha ricevuto 16,4 milioni di cui 11,3 milioni come indennità di fine rapporto. Supera la soglia dei 10 milioni anche Paolo Scaroni che ha lasciato la carica di ad di Eni con 11,56 milioni (8,36 milioni la liquidazione). Meno generosa la liquidazione di Fulvio Conti all’Enel (2,84 milioni). L’ex ad l’anno scorso ha comunque guadagnato 4,67 milioni collocandosi in decima posizione. Tra i top 10 solo Marchionne e Marco Tronchetti Provera (5,53 milioni di euro di cui 135mila come amministratore di Mediobanca) hanno ricevuto compensi senza indennità di fine rapporto. Al quinto posto l’ex amministratore delegato di Erg, Luca Bettonte, con 6,13 milioni di compensi 2014 (comprensivi di buonuscita), superando di pochi euro Alessandro Pansa, ex numero uno Finmeccanica che ha incassato una indennità di fine rapporto di 5,53 milioni di euro. Sfiora i 5 milioni anche la liquidazione di Enrico Cavatorta, ex Ad di Luxottica.

Nel complesso i compensi dei top manager italiani l’anno scorso sono rimasti sostanzialmente stabili, con alcune eccezioni. La principale è Marchionne, forte della fusione tra Fiat e Chrysler. Come ad di Fca e chairman di Cnh Industrial, Marchionne ha ricevuto compensi superiori a 32 milioni di euro (di cui 25 milioni come bonus una tantum). Inoltre ha ricevuto 1,62 milioni di azioni Fca e 3 milioni di retention stock da Cnh Industrial sottoposte comunque a retstrizioni, che ai corsi attuali di borsa sfiorano un valore di 50 milioni di euro. Il board di Fca ha poi deliberato un bonus a favore di Marchionne di 12 milioni di dollari cash che il manager riceverà al termine del mandato. A completare i compensi, Marchionne ha ricevuto 422mila franchi svizzeri come vice presidente di SGS e 320mila dollari come membro del board di Philip Morris. Scala la classifica 2014 l’ad di Salini Impregilo, Pietro Salini, con 4,31 milioni che gli valgono la posizione numero 11 rispetto a 1,27 milioni dell’anno precedente. Performwnce analoga per l’ad di Mondadori, Ernesto Mauri, con 4,07 milioni rispetto a 1,29 milioni del 2013. Il primo banchiere è Federico Ghizzoni di UniCredit con 3 milioni (1,94 milioni l’anno prima), poco sopra i 2 milioni (con compensi stabili) Alberto Nagel e Renato Pagliaro, ad e presidente di Mediobanca, e il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. In lieve flessione le retribuzioni del group ceo di Generali, Mario Greco, da 3,5 a 3,2 milioni e dell’ad di Unipol, Carlo Cimbri (da 3,24 a 2,97 milioni).

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