Milano si tenga Expo! Sede commerciale permanente delle nazioni del mondo. Lo chiedeva anche Cattaneo

di ROBERTO BERNARDELLIexpo

E’ una follia pensare di smantellare Expo e di conservare solo qualche “monumento” architettonico di questa esposizione universale che fa di Milano il polo mondiale del saper  fare. Milano si tenga Expo! Se la tenga cara e la conservi come sede commerciale permanente delle nazioni del mondo. Lavoro, ricerca, impresa, commercio, alimentazione, vocazione produttiva, scambio, diplomazia economica. E’ Milano, un modo di essere e di vivere.

Ogni giorno assistiamo a “colpi  di scena” statistici che smarcano l’economia del Nord da quella del Sud, ogni giorno la politica processa se stessa sulle responsabilità dell’arretratezza del mezzogiorno, sul Pil  lombardoveneto. Francamente, non sappiamo che farne di questa ripetitiva scala delle responsabilità. Siamo da decenni a discutere di improduttività politica commentando allo specchio l’incapacità di creare idee e di sfruttare le opportunità. Expo invece è lì a rimarcarci la capacità di saper fare e di saper attrarre naturalmente il lavoro.

Expo è il modello lombardo da esportare nel paese e da conservare come fabbrica dell’operosità. Viene in mente in tutto questo muoversi di persone e di cose razionali il pensiero di Carlo Cattaneo. Il suo Politecnico parlava della Lombardia, di Milano, del progresso, della ragione come strumento di avanzamento di un popolo. Il Nord non era un polo ideologico ma un modo di essere, come lo sono Milano e i suoi territori.

Le Notizie naturali e civili sulla Lombardia sembrano lo statuto di Expo! I congressi scientifici, scriveva Cattaneo, sanciscono ogni anno cosa sia una vasta regione ma non c’è una connessione tra gli scienziati, i ricercatori, per dare insieme il quadro di cosa sia l’Europa (si badi bene, era il 1844!).

Scriveva Cattaneo sul passaggio dei Goti: ” La città nostra giacque smantellata, le vigne, gli orti, i broli, persino i paschi si dilatàrono fra le sue ruine, e lasciàrono nomi di dolorosa memoria alle piazze e alle vie; e rimàsero intorno alla squallida cerchia le sole basìliche, fondate sugli antichi sepolcreti, e risparmiate dai distruttori bàrbari, più forse che non dai pòsteri ristauratori”.

Insomma, si salvò il cuore della cultura lombarda… “Ma nella contemplazione d’un òrdine sovrumano, le sventure divenìvano prove e occasioni di virtù; e un’intera vita d’indegno dolore diveniva parte e condizione d’un’immortale esistenza. Si dièdero intieramente a questi pensieri tutti i più fèrvidi intelletti. Milano, sede imperiale, e fino all’arrivo d’Attila meno mìsera delle altre città d’Italia, albergava Augustino nativo dell’Africa, e Ambrosio nativo delle Gallie…”.

Ma guardate cosa scrive ancora Cattaneo, 160 anni prima di Expo: “…Questi aspetti della vita rusticale nel piano, nel monte e nel colle, si spiègano talvolta in modo aperto e risoluto; ma trapàssano per lo più dall’uno all’altro, con varia tessitura, che il commercio e l’industria rèndono più complicata. Questa varietà palesa quanto l’agricultura sia antica fra noi, ed in quanti particolari modi abbia sciolto i singoli problemi che le varietà naturali del paese avèvano proposto. Per effetto di tuttociò, la pianura lombarda è la più popolosa regione d’Europa!… Il nostro pòpolo adunque per effetto di principj amministrativi al tutto suoi, come quelli del censo perpetuo, delle sovrimposte communali, e della servitù vicendèvole d’aquedutto, fecondò in tal modo la sua terra, che sovra lo spazio dove la Francia nutre una famiglia, ne nutre all’incirca due, pur pagando a proporzione di superficie la stessa somma d’imposte. – Le nostre communi rurali hanno maggior nùmero di scuole; e il tràffico e l’industria s’intreccia più intimamente a tutti gli òrdini d’agricultura e di rotazione, sicchè non abbiamo turbe d’industrianti, che non tèngano qualche ferma radice nel terreno della patria. Il ferro, la seta, il cotone, il lino, le pelli, il zùccaro sono oggetti di grandiosa manifattura”. Non è forse la vocazione lombarda al saper fare che ha richiamato Expo come sede naturale nella Milano del 2015?

E lo vogliamo smantellare e svuotare di ragione commerciale? “Lo straniero vede chi noi siamo. I nostri padri fùrono più prodi che fortunati… Noi abbiamo recato il nostro tributo alle lèttere, alle arti, alla filosofia, alle matemàtiche, all’idràulica, all’agricultura, all’elettrologìa; l’Enèide di Virgilio e il Giorno del Parini, il Duomo e la Certosa, il libro dei Delitti e delle Pene e i primi càlcoli della balìstica, tutta l’arte dei canali navigàbili, i prati perenni, la pila voltiana. Noi, senza dirci migliori degli altri pòpoli, possiamo règgere al paragone di qual altro sìasi più illustre per intelligenza, o più ammirato per virtù; e aspettiamo che un’altra nazione ci mostri, se può, in pari spazio di terra le vestigia di maggiori e più perseveranti fatiche. È una scortese e sleale asserzione quella che attribuisce ogni cosa fra noi al favore della natura e all’amenità del cielo; e se il nostro paese è ubertoso e bello, e nella regione dei laghi forse il più bello di tutti, possiamo dire eziandìo che nessun pòpolo svolse con tanta perseveranza d’arte i doni che gli confidò la cortese natura”.

Provino gli altri a fare ciò che nella storia in tutti i campi hanno fatto e dimostrato i lombardi.

 

Presidente Indipendenza Lombarda

 

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3 Commenti

  1. marco reguzzoni says:

    Visione strategica e condivisibilissima ! Peccato che certi personaggi non abbiano capito lo spirito dell’Expo (e credo non sappiano neppure chi era Cattaneo).

  2. Toni says:

    Lombardi? Veneti? Ma non erano popoli estinti dopo l’unita d’italia(meglio invasi e depredati)? Sono stati fatti italiani e basta. Pagano le tasse parlano italiano e si sentono orgogliosi di esserlo altro che indinpendenza. Hanno fatto un bel lavoro psicologico che nella storia sono senpre stati italiani come pure i loro
    Personaggi piu illustri. Il problema piu grande è far capire la vera storia non quella insegnata fino ad oggi che ci ha reso schiavi di una spa chiamata itaglia. E’ troppo tardi per risvegliare la coscienza alla gente soccomberemo di brutto in tempi brevi. Wsm

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