Milano, l’eterna Tangentopoli e la foglia di fico della presidenza Maroni

di GIANLUCA MARCHI

Primo Greganti, Gianstefano Frigerio, Luigi Grillo e l’imprenditore vicentino Maltauro: ieri, leggendo le notizie dell’inchiesta milanese relativa all’Expo (ma anche alla Città della Salute), e scorrendo alcuni nomi come quelli appena elencati, mi è sembrato di ripiombare indietro nel tempo di oltre vent’anni. Alcuni di loro, infatti, affondano la loro storia e il loro potere nella cosiddetta Prima Repubblica, quella travolta a partire dal 1992 da Mani Pulite. Era lecito pensare che alcuni di questi personaggi, dopo aver visitato il carcere e subite le successive condanne, si fossero messi beatamente in pantofole a godersi la pensione. E invece no, oggi scopriamo che hanno continuato a tramare e maneggiare anche nella Seconda Repubblica ed erano pronti a estendere il proprio influsso anche alla Terza, se mai fosse nata.

Avrebbero costituito una cupola per spartirsi gli affari e per garantire le imprese che un tempo si sarebbero definite rosse e bianche, cioè quelle vicine alle cooperative di estrazione comunista e alle aziende “pentapartitiche”. Oggi magari i colori si sono un po’ sfumati, ma il menage appare sempre il medesimo.

La morale che sembra emergere da un’indagine destinata a far tremare i piani alti della politica è che questo Paese non vuole cambiare, non c’è nulla da fare. Così come è strutturato è come il mondo siciliano descritto nel Gattopardo da Tommasi di Lampedusa: che tutto cambi affinché nulla cambi, con il finto cambiamento inscenato solo a uso e consumo di coloro che sono fuori dalle trame del potere.

Non resta molto altro da aggiungere se non che il sistema italico non si riformerà mai, se non con un terremoto che lo disintegri. Una considerazione amara, tuttavia, mi sia consentita. E so che qui mi attirerò le reprimende di una parte dei nostri lettori.

Premetto, a scanso di equivoci, che non sto assolutamente parlando di responsabilità giudiziarie, di cui non so nulla al momento. Rimango solo sul terreno morale, che non è moralistico. Mi chiedo cosa sia servita l’ascesa allo scranno di governatore di un leghista come Roberto Maroni (non un personaggio di secondo piano, dunque), che avrebbe dovuto riempire la Regione Lombardia di quei valori sui quali s’è realizzata la Lega delle origini, demolendo un sistema opaco di potere che ha infiltrato ogni ganglo. Invece scopriamo che fino a ieri mattina (letteralmente parlando) una “cupola” politica del potere più trito e consolidato ha continuato a tramare e gestire. Maroni seguita a parlare della necessità di fare pulizia, ma questa pulizia non avviene mai: sono sicuro che il presidente sia specchiato, ma politicamente rischia di passare alla storia come la classica foglia di fico deposta su un letamaio.

Non era quello di fare le “foglie di fico” il sogno alimentato dal leghismo che in molti abbiamo sostenuto tanti anni fa…: ci sono casi in cui la responsabilità morale può essere peggiore di quella giudiziaria!

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18 Comments

  1. jesse james says:

    Non riuscite ad arrivare al nocciolo della questione: il NUOVO CERCHIO MAGICO DI MARONI! Al confronto del quale, quello di Bossi figura come una congrega di fessacchiotti rubagalline. Maroni è ostaggio di questa congrega meridionale che determina ogni sua scelta e sono potentissimi. Infatti nessun giornalista osa toccare questo cerchio magico. Fateci caso. I leghisti onesti sanno tutto questo, ma tacciono perchè se no danneggiano il partito. E’ stato tutto ben combinato, complimenti ai terroni e alla loro furbizia levantina. Ma prima o poi crollerà tutto e allora sì che rideremo…

  2. Claudio says:

    RIFLETTENDO SUL MONDO DELLE TANGENTI:
    Una GHIGLIOTTINA. Una semplice ghigliottina in ogni piazza delle Città d’Italia.
    Sarebbe un mònito sufficiente e chiaro a tutti ?
    Nel 1992, ai tempi di quella farsa mediatica chiamata “Tangentopoli”, Primo Greganti e tutta la banda di imprenditori e politici ladri coinvolti, conobbero Di Pietro il Terribile.
    Sperimentarono il reale significato della parola Giustizia vivendo a fondo la ” punizione” a loro riservata dalla Legge Italiana ovvero: carte bollate a quintali, riunioni in studi notarile e legali, rinvii di udienze, certificati medici, interviste tv e addirittura, quasi fosse un optional, anche due o tre mesi di prigione !
    Pene davvero terribili !
    Greganti ricevette addirittura il plauso dei suoi Compagni del Partito Comunista, poi PDS e ora PD, per aver “resistito” in prigione ben 90 giorni senza parlare !
    Questi pseudo imputati erano talmente dispiaciuti e preoccupati per il loro futuro da NON carcerati che il buon Greganti si rimise immediatamente in affari, anche attraverso le Cooperative (Rosse ?), poi si “trasformò” in una specie di finanziere e proseguì indisturbato, come nulla fosse accaduto, la sua collaborazione con il PD (fonte Europa).
    Ora domando a voi e alla vostra Coscienza: per quale motivo, chi ha compiuto atti di dolo, di violenza o di truffa verso i Cittadini o verso la Società Italiana e dopo aver sperimentato l’iniquità del Codice Penale si dovrebbe redimere ?
    Appare ovvio che la pena iniqua è il punto debole e anche un bambino è in grado di capire che senza punizione non c’è redenzione.
    Un tale viene scoperto in flagranza di reato, ad esempio mentre ruba, ma poi non va in galera, o se ci va, ne esce il giorno dopo. Il giorno appresso che farà il tale ?
    Un tipo sevizia o maltratta animali e non viene arrestato; costruisce abusivamente e un edificio che poi non viene abbattuto; non paga l’affitto e non può essere sfrattato; ruba sul posto di lavoro e non può essere licenziato.
    Un altro tipo, sia Italiano che straniero, guida ubriaco o senza patente e alla guida di un auto a volte anche rubata, ammazza persone, oppure ammazza per furto, per rapina o per intimidire i Cittadini e subisce condanne limitate.
    Chi paga per tutto questo ?
    L’Italia è stata distrutta con opere edili inutili, scempi per abusivismo, costruzioni illegali, strade mai finite e patrimonio naturale distrutto, ma nessuno ha mai pagato realmente.
    Un Politico ruba miliardi allo Stato Italiano, ovvero a tutti noi Cittadini e prima di arrestarlo dobbiamo sperare che il Parlamento accetti di votarne l’arresto ??
    Si qualche dimissionario ogni tanto esiste, ma Dimettersi è una punizione ? Stiamo scherzando o cosa ?
    Cinquant’anni di prigione sono una punizione; trent’anni di lavori forzati sono una punizione, ma non certo le dimissioni da parlamentare o dall’incarico ricoperto !
    Quando poi, in casi sempre più rari, la condanna è definitiva il condannato sa bene che i primi 5 anni non saranno mai scontati per via della condizionale e dell’indulto.
    Se per caso, qualcuno di questi potenti va in galera, dopo una settimana è già pronto il certificato medico con tanto di richiesta dei domiciliari per motivi di salute.
    Oppure inizia il pellegrinaggio dei Parlamentari; prima i “Colleghi” di Partito, poi i Parlamentari in odore di rivoluzione per la tutela dei “Diritti Lesi” infine qualche Prelato.
    Tutti vanno a trovarlo a “sostegno del momento difficile che il tipo sta attraversando” – manco fosse un’ingiustizia carcerare un delinquente !
    Subito dopo arriva il sostegno delle Associazioni che proclamano a gran voce quanto sia disumano il sovraffollamento carcerario, poi i dibattiti in Tv, le famiglie intervistate, i volontari che assistono; infine rubriche, ricerche, documentari, film etc, etc.
    Sino al 1960 chi veniva arrestato era subito messo in divisa carceraria a righe, che di per se era utile per ricordare al soggetto, in modo costante, quel che aveva combinato e quel che lo aspettava: ora gli imputati e gli arrestati se ne vanno a processo in abiti firmati.
    Persino il termine “carcerato” è un termine ormai in disuso e chi lo utilizza rischia d’esser denunciato per violazione della privacy !
    Ma in che Società viviamo ? Primo Greganti un ladro ? Ma di cosa stiamo parlando ??
    Alle Europee 2014 è candidato un tale che da Presidente del Parco Cinque è stato arrestato e messo in galera e ha il Processo in corso dal 2010, ovvero da appena 4 anni !
    I disastri alle Cinque Terre sono stati per milioni di euro e nessuno ha pagato; tutti sono “in attesa di giudizio” – dopo ben quattro anni dall’arresto !
    Appena uscito di galera, il PD ha candidato alle Europee questo esempio di virtù che grazie alle Liste Blindate dei così detti “Collegi sicuri”, è stato ovviamente eletto – Ora, alle Europee 2014 – il tipo si ricandida, ma nelle liste di Forza Italia !
    Il 6 maggio scorso, insieme a Cecchi Paone e Mara Carfagna ha tenuto, in un Hotel di Roma, una Conferenza sulla Giustizia !
    E noi domani che faremo ? Metteremo la sveglia per andare al lavoro sapendo che il guadagno delle nostre prime 5 ore di lavoro serviranno a pagare anche il suo stipendio ?
    E poi qualcuno ha il coraggio di parlare di evasione fiscale come di un furto !
    In simili evidenze sociali e alla faccia del Codice per gli Impuniti, ovvero del Codice Penale, Primo Greganti è un mito e un esempio da seguire e se alle Europee o alle prime Elezioni utili, c’è un posto libero, ebbene mi candido anch’io.
    Nel frattempo …. i benpensanti, i giornalisti, i filosofi e i candidati elettorali discutono. Di aria fritta.
    Cordialmente.
    http://www.claudiobettinsoli.wordpress.com

  3. Roberto Porcù says:

    Tutto cambia, ma nulla cambia.
    Quando cambiano i politici non cambia nulla perché non cambia con loro l’intero apparato burocratico. L’Italia è marcia dall’interno e non è possibile cambiarla con elezioni.
    I paesi dove è tutto pubblico, dove su tutto politici e funzionari pubblici possono mettere le mani, sono tutti corrotti. L’unico rimedio è che lo stato faccia, al costo più basso, solo ciò che i Cittadini non possono fare individualmente. La “resistenza” fu l’occasione per molti di rubare a man salva ottenendo poi l’impunità ed un premio per motivi politici. La repubblica italiana è nata dalla resistenza con questo presupposto. Per questo ci sono un’infinità di cariche politiche e di leggi e leggine che si accavallano interferendosi impunemente. Questo stato è tutto da buttare. Nella nuova entità che spero abbia vita nel Veneto diranno che siano da valorizzare le competenze maturate, ma bisognerà invece trattarle come possibili focolai infettivi e vigilare affinché alcuno di coloro che già abbiano intralazzato in Italia non abbia modo di accasarvisi, nemmeno come bidello.

  4. Albert Nextein says:

    Concordo.
    Irriformabilità-Terremoto totale.

    Il nodo rimane : politica e soldi.

  5. carla 40 says:

    Condivido il commento di Pippogigi. Aggiungo che se la Lega avesse proseguito il cammino da sola senza pensare alle cadreghe, eliminando le mele bacate, probabilmente si potrebbe oggi parlare di Seconda Repubblica come una realtà.

  6. Alcalde. says:

    Una razza politica profondamente ladra nel suo dna quando si tratta di mangiare a sbafo sono tutti uguali.
    Aspettiamo la Pedemontana vediamo che altro salta fuori
    Alcalde

  7. nick says:

    Dietro queste porcherie ci sono sempre Gavio e i suoi accoliti, che qualcuno dice legati alla finanza vaticana.
    Chissà?

  8. pippogigi says:

    Ogni tanto si parla di Seconda Repubblica e mi viene da ridere. In altri paesi “seconda repubblica” significa un cambio nella Costituzione, che in italia non c’è mai stato.
    Nella cosiddetta seconda repubblica ci sono gli stessi nomi della prima, rubavano prima ed oggi rubano ancora di più.
    Tutti i ben pensanti hanno immediatamente capito che dietro l’ostinazione nel voler fare la Tav e l’Expo, opere inutili, dannose e costose, ci fosse solo la volontà di mettere in circolo dei soldi pubblici, di mettere le mani sugli appalti, di intascare le mazzette, un bel giro d’affari, in tempi di magra, per n’drangheta, politici e ditte di amici.
    Perché stupirsi? Per la Tav si sono inventati che si deve seguire la legge francese, che non prevede l’antimafia, per l’expo si parlava di procedure speciali che pure prevedevano controlli ridotti.
    Una domanda a Maroni: la trattenuta del 75% di tasse in Lombardia è stato un flop, più o meno come il federalismo solidale o i ministeri a Monza con altra gestione. Le Macroregioni sono state anch’esse un flop (è così difficile parlare di indipendenza?), Cota che appoggia la Tav è caduto prima della fine del mandato e solo adesso si è svegliato con lo Statuto Speciale. Cota ha sempre seguito le idee di Maroni. Maroni non ha ancora capito che è meglio soli che male accompagnati, che certa gente è in politica solo per affari (loschi) e che accompagnarsi vuol dire solo disonore, inchieste e perdere tutto compresa la faccia? Quanto ci vorrà prima che faccia la fine di Cota?
    Che dia un taglio a certe alleanze “pericolose” e prenda finalmente il coraggio di agire per l’indipendenza e non pe ril malaffare italiano.

  9. alberto says:

    Dov’è finito il 75% di tasse alla Lombardia? Vedrà direttore che Maroni se lo ricorderà un mese prima delle prossime elezioni lombarde…

    • Marco says:

      Esattamente dove sta la macroregione. E dove andrà tra poco il basta euro. Nel nulla. Come sempre.

    • Bortolo says:

      E sarà sempre colpa degli alleati sporchi brutti e cattivi.
      Una domanda. Ma se sono sporchi brutti e cattivi, perché cazzo ci si sono alleati?

  10. carla 40 says:

    Grazie Direttore, articolo condivisibile in toto. “Tutto cambi affinchè nulla cambi…”, perfetto. Ed è ciò che brucia maggiormente a chi si era illuso che MOLTO SE NON TUTTO dovesse cambiare. Ci ritroviamo al punto di partenza, con personaggi inqualificabili che si pensava fossero spariti dallo scenario politico; così non è stato e pare che nessuno se ne fosse reso conto. Come le scimmiette: io non c’ero, se c’ero non vidi… Che cumpassion…nel senso di pena. E tanta rabbia!

  11. Sergio Andreani says:

    Scriva lei a Maroni e gli spieghi come fare ad eliminare la corruzione : è una cosa semplice da fare, vero ?

    E poi se Forza Italia ed il Partito democratico rubano…….è ovvio che la colpa è sempre e comunque della Lega Nord.

    Ma Gesù Cristo è stato crocifisso per caso da un leghista ?

    Siate meno ridicoli, per piacere….

  12. La Regine lombarda va avanti per inerzia, perché i giochi sono già fatti, tutto è nelle mani dei funzionari e dei vertici di apparato, dei vari apparati. C’è anche da dire: fortuna che Maroni non conta niente, perché chissà quali guai farebbe, se veramente fosse lui a decidere. Invece la Regione lombarda, con tutti i suoi difetti (molti) e con le sue sacche di privilegio (per i partiti, per gli attori del territorio), funziona, ha il sistema sanitario migliore d’Italia. Ed è congegnata in modo che alla greppia arrivino sempre i soliti noti (taluni anche ignoti: sono questi i più furbi di tutti). Ma il tutto è fatto con grande “professionalità”.
    E invece di che cosa si avrebbe bisogno? S’avrebbe bisogno di una visione di sistema e di un insieme di competenze, intelligenza e cultura in grado di governare la complessità del sistema, di plasmarla, in vista del buon governo e del benessere sociale.

  13. gianni says:

    Ma el sior MARONI no jerelo kuel ministro de li interni de lo stato talian dal kuale el volea seceder ?!

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