Milano, il deserto dei barbari. Ma i criminali passano dove la politica ha già devastato

di CASSANDRAexpo

La politica del nulla apre la porta al niente che devasta. La Milano dell’Expo e della Scala, il primo maggio, era un pianeta lontanissimo, anzi, un palazzo avulso dalla realtà che non è più sotto il controllo della politica e del governo. Le immagini sono lunari: il centro che brucia, una città da coprifuoco con un esercito autorizzato dalla prefettura e dal Viminale a marciare su Milano per radere al suolo, per lasciare il segno della barbarie, della violenza carnale.

Ma qualcuno ha lasciato una porta aperta, come a Costantinopoli. Fu così che i turchi entrarono e stravolsero il corso della storia. E come i barbari bruciavano ciò che si lasciavano dietro di loro, dopo il loro passaggio, così la politica che non governa e che spazza via tutto ciò che ci appartiene, il senso delle cose, ha lasciato il deserto, ha arso vivo il nostro destino. I barbari autorizzati dalla stessa politica a manifestare, hanno solo trovato aperto il varco. expo2expo3Alla prima devastazione, al crollo della democrazia, ne ha fatto seguito un altro, più materiale, anzi, materializzato nella sua forma più appariscente e violenta.

Violenza materiale, che fa il paio alla violenza fiscale, al lavoro negato, alle pensioni rubate. Prima la politica ha bruciato la speranza, poi sono passati gli sgherri a occupare gli spazi lasciati vuoti dal furto di civiltà.

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