Milano eventificio del Pd scippa la Fiera del Libro a Torino. Il lombardo Maroni la restituisca ai piemontesi

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di MARIO DI MAIO – Da sempre la fiera del Libro è il fiore all’occhiello di Torino. Le sarà scippata e sarà trasferita a Milano; fa quindi benissimo la sindaca Appendino a dar battaglia insieme con gli altri due torinesi doc Chiamparino e Fassino. Francamente stupisce che il milanese doc Beppe Sala non si opponga a una operazione che forse avrebbe bocciato perfino Pillitteri. In realtà Sala ha ceduto all’accoppiata Pisapia-Renzi che ha trasformato Milano in un “eventificio” sostenuto da un “fuorisalone” permanente che intasa la città, esaspera i residenti e favorisce ogni sorta di delinquenza stanziale e pendolare.

Basti guardare ai “successi” della Darsena e dintorni. Piazza del Duomo, poi, è un ritrovo sguaiato, dove nessuno sa niente del Giubileo e ti domandano anche se è “un nuovo ristorante israeliano”. A proposito di religione, neanche Scola si sottrae all’andazzo generale e si sposta prevalentemente scortato da un policromo e festoso seguito di extracomunitari, da integrare con l ‘ausilio di una moschea “adeguata”. Comunque sia è auspicabile che in difesa di Torino intervenga Maroni, lombardo doc, perché un governatore leghista non deve ignorare le sacrosante esigenze di un’altra regione cardine della Padania come il Piemonte anche se, anzi sopratutto se a guida PD.

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