Migranti, la Regione Emilia Romagna contro la Cei: non paragonare i cittadini stranieri residenti da oltre 30 anni con i richiedenti asilo arrivati in Italia negli ultimi 4 anni

emilia-romagnaLa vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Emilia-Romagna, Elisabetta Gualmini, contesta “l’interpretazione dei dati” sui migranti fornita dalla fondazione Cei-Migrantes che ha presentato, oggi a Bologna, il 25esimo rapporto sulle migrazioni. Gualmini polemizza con le parole di monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Cei-Migrantes che, esponendo i dati del rapporto, ha commentato come l’Emilia-Romagna sia la regione in Italia con il rapporto più basso tra numero di profughi accolti e popolazione e, dunque, anche quella che accoglie il minor numero di migranti che fuggono dalle guerre. “Nessuno può dire che l’Emilia-Romagna sia una regione che non accoglie migranti – replica Gualmini – , essendo da sempre protagonista su temi che sono per noi di assoluta rilevanza quali l’accoglienza e l’integrazione, e che fanno parte del dna di questa regione: tanto è vero che sia per i cittadini stranieri residenti sia per i richiedenti asilo siamo una delle regioni che accoglie di più”.

“Rimango molto perplessa – commenta la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna – di fronte all’interpretazione fornita dalla Fondazione Migrantes dei dati relativi agli arrivi”. “Infatti – afferma Gualmini – non ha molto senso paragonare i cittadini stranieri residenti nella nostra regione da oltre 30 anni con i richiedenti asilo arrivati in Italia negli ultimi 4 anni. E’ chiaro che i primi, cittadini residenti di seconda e terza generazione, sono in numero molto maggiore rispetto a coloro che fuggono dalle guerre e che sbarcano dalle nostre coste dalla fine del 2011 in avanti, dall’emergenza Nord Africa. Paragonare due fenomeni che hanno radici così diverse non mi pare adeguato”.

“Il bello – sottolinea Gualmini – è che sia per il primo gruppo che, per il secondo gruppo, siamo una delle regioni che accoglie di più. Per quanto riguarda i cittadini stranieri, abbiamo il record assoluto di presenze, oltre il 12%, e il primato nelle scuole degli studenti stranieri, l’8%. E anche per quanto riguarda i richiedenti asilo siamo arrivati a circa 11mila profughi in regione, accolti sempre con una collaborazione costante con la Prefettura e i comuni. E penso che i sindaci siano testimoni eccellenti di questo, anche perché, in Emilia-Romagna, oltre il 50% dei Comuni accolgono richiedenti asilo, a fronte di una media nazionale che non supera il  32%. Non va dimenticato che il nostro modello di accoglienza ha ispirato quello che è diventato poi il modello nazionale, così come definito dal decreto legislativo 142/2015”. “Gualmini non smentisce dunque i dati forniti dal rapporto Migrantes, in linea con quelli da lei enunciati, ma la loro interpretazione. “E’ poi vero – conclude la vicepresidente – che non si può più agire secondo una logica di emergenza e che occorre strutturare un modello di accoglienza che sia dignitoso per tutti (sia per chi arriva che per chi accoglie), ma non ci sembra davvero di esserci tirati indietro rispetto alle richieste di ospitalità di bambine e bambini, donne e adulti, sia per quanto riguarda l’accesso ai sevizi della sanità pubblica, sia con i progetti di integrazione messi in atto da associazioni, enti locali, cooperative, e strutture del ministero dell’interno: oltre 1000 profughi sono stati impegnati in attività di pubblica utilità”.

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