Migranti, i giornalisti: “E’ giallo su chi accoglie, elenco pubblico delle strutture è un fantasma”

migranti msfdi STEFANIA PIAZZO –  Accogliere. Viene da scrivere: questo è il problema. Perché ad oggi, sorprendentemente, nonostante le prefetture, il Viminale, l’Anci, la Caritas, l’Ue, non esiste un sistema pubblico trasparente: non sappiamo chi gestisce cosa, dove e come. Un recente servizio, che qui riportiamo, pubblicato sul sito della Federazione nazionale della stampa. la Fnsi, tratteggia il quadro da chock del sistema Italia, pubblicizzando l’esito di un dossier realizzato dalla campagna LasciateCIEntrare. Non si tratta di affrontare il fenomeno secondo una visione ideologica, ma di cogliere nei numeri e soprattutto in quelli che mancano, il vuoto di uno Stato che affida all’improvvisazione atti e fatti legati all’emergenza.

Scopriamo che….

“In Italia ci sono oltre 3mila centri di accoglienza temporanea (Cas), 13 centri governativi (Cara), 430 centri Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati gestito da enti locali). Nel loro insieme queste strutture ospitano un totale di 98.632 migranti e di questi quasi 71mila sono i richiedenti asilo distribuiti nei Cas, ossia il 72% delle presenze complessive.

Questi, in estrema sintesi, i dati della campagna di LasciateCIEntrare su accoglienza, detenzione amministrativa e rimpatri forzati presentata nella sede della Federazione nazionale della stampa, a Roma.
Un sistema, quello dell’accoglienza, che in Italia è costato circa 1.161 milioni di euro (lo 0,14% della spesa pubblica nazionale) nel 2015: 918,5 milioni destinati alle strutture di accoglienza temporanee e governative (Cas e Cara) e 242,5 milioni di euro per i centri Sprar.
Numeri importanti, «eppure – commentano gli organizzatori della manifestazione – a fronte di questi dati, non esiste un elenco pubblico delle strutture straordinarie, della loro ubicazione, di chi le gestisce. Non vi è trasparenza sugli affidamenti, sui finanziamenti, sul rispetto degli standard di erogazione dei servizi previsti da convenzioni e capitolati d’appalto».
E del resto, anticipando la presentazione, la portavoce di LasciateCIEntrare Gabriella Guido aveva già evidenziato come il sistema funzioni poco e spesso male, è più che altro una fonte di business, pensato in maniera tale da non produrre inclusione sociale, mantenendo gli ospiti, soprattutto i più vulnerabili, in condizioni di non raggiungere una propria autonomia.
«Un fenomeno sociale di tale portata e importanza deve essere il segno distintivo di tutta l’informazione, italiana ed europea», ha commentato il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, introducendo i lavori.
L’incontro è proseguito con gli interventi dei relatori che hanno illustrato i capitoli di cui si compongono i report (oltre al rapporto “Accogliere: la vera emergenza” è stato distribuito anche il volume “Incastrati”, contenente le iniziative civiche sulla gestione dei centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo promosse insieme a LasciateCIEntrare da CittadinanzAttiva e Libera contro le mafie): l’illustrazione della campagna, la nascita e gli sviluppi del “Sistema hotspot”, la situazione nei Centri di accoglienza straordinaria, la situazione a Lampedusa, in Sicilia, al confine Nord – Est e nel resto del Paese, il rapporto spesso complicato tra i giornalisti e il mondo dei centri di accoglienza”.

http://www.fnsi.it/Archivio/LasciateCIEntrare_Rapporto_2016.pdf

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