Mi ricordo mutande verdi

di STEFANIA PIAZZO

Doveva essere la macroregione. Un asse da est a ovest difficilmente riproducibile, un capolavoro politico elettorale come pochi. Ma dal 2010 ad oggi, con la perla lombarda in testa, l’ammiraglia rompighiaccio che si è poi aggiunta, il progetto diventa ancora più fragile e vago. Se una rivoluzione è stata fermata in cambio di un accordo per mantenersi autisti e i benefit della vecchiaia, sembra possa bastare una discussa lista dei pensionati a far cadere l’impalcatura dell’indipendenza agognata.

Il Piemonte va a casa, come sentenzia il Tar, con la funesta memoria pure della condanna a due anni e 8 mesi in primo grado per le firme irregolari finite a processo con tanto di sospensione per due anni dai pubblici uffici e cinque dai diritti elettorali per Michele Giovine. Era il 2011. Due anni dopo, e a quattro dal quel voto, la giustizia decreta che la macroregione è finita. Prima di nascere. Perché se è vero che il governatore i voti li ha presi, è seppur vero che in Piemonte il suo partito non è più quello di prima.

Sono, visto il tempo matto, delle idi di marzo solo un po’ anticipate.

Le vittorie di Pirro poi sono una costante della politica. Pirro fu sconfitto dai romani. Ma prima si tolse delle soddisfazioni, ma di battaglia in battaglia, il suo esercito diventava sempre più esiguo. Aveva detto: “Un’altra vittoria così sui Romani e sarò perduto”. Niente di più vero. A quattro anni dall’ultima vittoria, il re dell’Epiro venne spazzato via dall’esercito imperiale. Un re senza truppe non va troppo lontano.

L’ultimo dato elettorale ci ricorda che solo in Lombardia il Carroccio nel 2010 aveva toccato il 26,20 per cento, nel febbraio di un anno fa il 13,4. La Lista del governatore il 10%. Il Veneto era passato dal 27 al 10%. E il Piemonte dal 12,3 al 4,9%. Cioè due terzi del consenso. La Lega piemontese passa da 8 a due deputati.

Leggiamo i dati di cronaca diffusi allora:

“Passando agli eletti, la Lega conferma gli 11 senatori in Lombardia, con Roberto Calderoli capolista, e scende da 7 a 5 in Veneto, dove passa il capolista Massimo Bitonci, ex sfidante di Tosi nel congresso nella Liga Veneta. In Piemonte per la Lega c’è solo un senatore, contro i 3 precedenti: è il capolista Giulio Tremonti, che entra così ufficialmente in Parlamento sotto il segno del Carroccio. Tremonti dovrà scegliere il collegio, perché era anche numero due in Lombardia dietro Calderoli. In totale i senatori scendono da 21 a 17 nelle tre regioni.

Alla Camera, (…) In Lombardia dunque gli eletti scendono da 25 a 9. Nella circoscrizione Lombardia 3 la Lega manda a Roma un solo rappresentante e resta quindi escluso il numero due della lista, il vice presidente della regione Lombardia, Andrea Gibelli. Nel collegio Lombardia 1 entrano in 2, Matteo Salvini (per lui debutto alla Camera) e Paolo Grimoldi. Lombardia 2 manda a Roma 6 leghisti, tra cui Umberto Bossi e Giancarlo Giorgetti, e due new entry, Stefano Borghesi e Cristian Invernizzi, vice segretari della Lega in Lombardia. In Piemonte la Lega scende da 8 a 2 deputati, in Veneto da 16 a 5.

Particolarmente pronunciata la flessione alla Camera in Veneto, dove la Lega contendeva la posizione di primo partito al Pdl e ora è quarta, perdendo 500mila voti e scendendo dal 27,08% al 10,53%. In Piemonte cede quasi i due terzi dei voti e scende dal 12,61% al 4,69%, diventando il quinto partito (era il terzo), anche dopo Scelta Civica. In Lombardia invece passa dal 21,61% al 12,92%, con 590mila voti in meno. Nelle tre regioni alla Camera i voti passano da 2,501 a 1,171 milioni, pari a 1,329 milioni in meno. Di tenore analogo i numeri al Senato, dove la Lega scende dal 12,32% delle elezioni 2008 al 4,91% in Piemonte, dal 26,05% al 10,95% in Veneto e dal 20,72% al 13,72% in Lombardia. In totale 1,084 milioni di voti in meno (da 2,230 a 1,146 milioni)” (fonte Skytg24).

Dal 75% delle tasse a casa nostra, al 75% dei voti persi, almeno nel Piemonte che doveva costruire l’ossatura occidentale della macroregione del Nord.

«Prima il nord», copyright del nuovo corso, non ha portato fortuna al Piemonte. Già alla prima uscita al Lingotto, per gli Stati generali del Nord, a porte chiuse, la Finanza bussò alle porte della Regione per mettere il naso sui conti dei gruppi e le spese dei consiglieri. Era il settembre 2012. Poi ci fu il secondo giro di boa, con la pesante recente accusa di peculato per molti consiglieri e l’imbarazzante accusa, subito rispedita al mittente, di un presunto acquisto di mutande verdi da parte del governatore.

Sta di fatto che alle ultime amministrative, arriva un’altra ecatombe. Sfonda l’astensione, affonda il Carroccio. Laconicamente, Cota afferma, nel teatro di guerra di una Lega che cade anche al 3% in capoluoghi veneti, slittando dal 31 all’8 o dal 15 al 7: “Sono molto soddisfatto per l’elezione a sindaco di due militanti della Lega in provincia di Vercelli. Il buongoverno del territorio continua a premiare il Movimento”.  Ma San Germano Vercellese e Caresana non fanno la storia. La Lista Pensionati e le sue firme che non valgono un voto, per il Tar invece cambiano il corso degli eventi.

“Le idi di marzo sono arrivate”. E Cesare rispose: “Sì; ma non sono ancora passate”.

Ma la domanda è e resta: chi rappresenta oggi il Nord?

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17 Comments

  1. marco says:

    il nord perde non per colpa della Lega…basta leggere i commenti ognuno pensa di essere il vero autonomista rappresentante del nord….e ognuno vorrebbe votare il suo partito che ha in mente..la divisione dei nordisti è la vera causa della sconfitta del nord
    se aveste tutti votato Lega e se aveste preso la tessera della lega avreste potuto votare un candidato diverso..la Lega a quest’ora sarebe molto diversa e con alleanze diverse..

  2. sandrone says:

    Il nord non è la Lega e la Lega non è il nord.

    Questo è chiaro, lo è sempre stato, ed avere il dieci od il venti per cento dei consensi (per lo più da parte di pensionati) non vuol dire rappresentare un territorio.

    Alle elezioni della prossima primavera la Lega verrà spazzata via e finalmente emergeranno le vere formazioni autonomiste.

    Ovviamente, se si sapranno organizzare, e se sapranno farsi strada. E se metteranno in prima fila gente sveglia e convincente, programmi, ed una buona dose di coraggio.

    Comunque rimango dell’idea che finché un territorio non avrà l’appoggio di una qualche potenza estera, ce lo insegna da sempre la storia, l’indipendenza se la può soltanto sognare!

  3. Lombard Patriot says:

    Il disprezzo è un sentimento che va meritato e la Lega, specie quella attuale, non è degna nemmeno di essere disprezzata, ma al massimo derisa. Il padano Crozza l’ha fatta a pezzi con intelligenza e padanissimo sense of humor. Le poche decine di pezzenti col rolex che oggi hanno manifestato a Torino in difesa del Mutanda non meritano nemmeno di essere seppelliti dalla proverbiale risata.

    • Veritas says:

      Innanzi tutto, Tu non sei un Lombard Patriot. .
      Secondo, che tu trovi il Crozza intelligente e con senso dell’umorismo, questo lascialo agli inglesi.
      Crozza è solo molto raccomandato perchè molto di parte qunidi manca di obbiettività e ancora non basta: quello che piu’ emerge dalle sue performance è un enorme, colossale cattivo gusto. :

  4. luca says:

    chi disprezza la lega e’ semplicemente un traditore del nord.

  5. francesco says:

    La Lega a giugno passerà per il rotto della cuffia. Così hanno stabilito i poteri forti. L’eventuale scomparsa del carroccio potrebbe andare a vantaggio di qualcuno meno gestibile. Farei anche la “tara” dei voti clientelari che verrebbero meno sicuramente.

  6. Giulio says:

    Stefania, come altri, meriterebbe di essere rispettata come persona e come giornalista. Mi stupisce, ma forse sono ingenuo, che su questo organo di informazione permetta a personaggi senza un nome e un cognome di insultare deliberatamente.

  7. giangiovanni says:

    I numeri dicono tutto. La mazzata finale l’avremo a giugno con le europee. Fine di un sogno.

  8. indipendentista says:

    Analisi interessante.
    Il movimento fino a qualche anno fa riusciva con una sola gazebata di un fine settimana a raccogliere centinaia di migliaia di firme perfettamente valide (ricordate ai tempi della raccolta firme per i referendum?) mentre adesso non è in grado di raccogliere le firme necessarie per candidarsi alle regionali e deve ricorrere alle falsificazioni. Fra l’altro un comportamento malavitoso che decreterebbe la morte non solo politica ma anche sociale di chiunque facesse una cosa simile in Germania, Uk o Francia (sarà per questo che la Marine si è smarcata dalle cravatte verdi?)
    All’ultima manifestazione di piazza organizzata dal fu movimento in quel di Torino i partecipanti non arrivavano alle 2000 unità. Fratelli d’Italia solo al nord ne porta in piazza di più.
    Questi sono i numeri. Non è un caso che abbiano scelto come palcoscenico anche per il congresso Torino essendo una location dove il disastro si nota meno. Il pratone di Pontida con 2000 sopravvissuti metterebbe in luce le reali attuali dimensioni di quel partitello di disperati in cerca dell’ultima poltrona prima dell’iceberg.

  9. ginobricco says:

    il responso delle urne è chiarissimo e non c’entrano gli scandali o amenità simili, berlusconi e sinistrati nonostante le ruberie non perdono un voto, perciò significa una sola cosa: che la gente del nord ha smesso di credere nel futuro e che preferisce suicidarsi o meglio, preferisce farsi suicidare

  10. Gino says:

    Il Nord, o Alta Italia come preferisco, non è rappresentato da nessuno.
    In Scozia, Catalogna, Fiandre, Sud Tirolo ci sono partiti seri che portano avanti progetti indipendentisti ma da noi c’è il vuoto assoluto.
    Penso che sia colpa nostra, forse non siamo all’altezza di altre popolazioni in giro per l’Europa.

  11. ezio says:

    ma questa qui prima di scrivere gli articoli cosa combina? un paio di mesi fa ha scritto che stucchi sarebbe diventato il segretario della lega con un ragionamento da scienziata che infatti si è visto..
    ma questo sito come fa a parlare in questo modo? uno arriva in fondo a questo articolo e a parte pensare che potrebbe averlo scritto un comunista un po’ antico e pazzerello cosa capisce? cosa intende dire? che contributo porta al popolo? boh…

    • Rodolfo Piva says:

      La signora Piazzo presenta semplicemente i dati che testimoniano il progressivo calo dei consensi della Lega Nord e conclude con la domanda, lecita, relativa a chi rappresenta il Nord. Se questi dati non allarmano i poltronari rappresentanti della Lega Nord è un loro problema e, purtroppo, anche dei popoli dl Nord.

      • Veritas says:

        Cara Piazzo, il Nord, ancora oggi, è rappresentato da tanta ma DAVVERO tanta gente anche anonima ma che conserva nell’animo un grande amore per il suo territorio e una sempre grande speranza di libertà

    • indipendentista says:

      Voi belleriani fra segretari ex demoproletari ed ex leoncavallini fumati avete poco da dare del comunista al prossimo, pappagalli berlusconiani.
      L’analisi della Piazzo è chiara al contrario delle fumose russofile teorie pseudogeopolitiche dell’ex An Savoino e di altri maitres à penser di quel figlio finanziato dal pantalone padano che corrisponde al nome di La Pravdania.

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