Mi ha scritto Alberto da Giussano

alberto da giussano

di Luigi Basso – Mi chiamo Alberto da Giussano e sono nato nel 1130 circa a Giusan, da una famiglia di origini longobarde.
Ai miei tempi i Comuni del Nord italia erano in lotta contro le ruberie del potere centrale dell’impero, che all’epoca stava più a Nord di Milano.
Sono diventato celebre per aver comandato la Compagnia della Morte, una schiera di 300 cavalieri uniti dal giuramento di difendere il Carroccio dal nemico fino alla morte, senza paura.
Riuscimmo a vincere e a liberare i Comuni del Nord.
Dopo circa 800 anni mi richiamò in servizio un signore delle mie parti, un certo Umberto Bossi, dicendomi che c’era bisogno di me per liberare di nuovo le genti del Nord dal potere centrale ladrone, che stavolta stava a Sud, a Roma.
Io accettai volentieri, diedi battaglia per anni contro Roma, fino a quando, una notte, il nemico entrò nel nostro accampamento grazie alla complicità di traditori, che si erano annidati e nascosti per anni nel nostro esercito, in attesa di colpire alle spalle approfittando di qualche inevitabile difficoltà.
Il nemico ha così distrutto il nostro accampamento, ha ucciso chi ha resistito, tranne un gruppo che si è nascosto con una base a Milano, ha ricoperto i traditori di onori, di soldi, di cariche, garantendogli persino, con un lasciapassare, l’immunità per ogni crimine commesso.
Io non sono riuscito a scappare e il nemico mi ha condotto in catene a Roma.
Mi hanno umiliato per anni tutti i giorni facendomi diventare il simbolo del potere centrale romano, io Longobardo, trascinandomi in terre ostili e sconosciute, maleodoranti, abitate da gente rumorosa che parla lingue sconosciute, sempre urlando.
Addirittura, io Longobardo, sono stato stuprato, quando mi hanno messo sopra un piedistallo con la scritta imperiale spqr.
Ora, si dice che il 21 dicembre dovrò per sempre diventare il simbolo dell’impero.
Faccio un ultimo appello: liberatemi da questa prigionia o, se non potete, almeno uccidetemi. Noi Longobardi non siamo mai andati più giù di Sutri, e un motivo ci sarà.

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One Comment

  1. caterina says:

    Il motivo e’ che tu eri il simbolo della lotta per la liberta’ e poi ti hanno portato a Roma pensando che bstassi tu a illudere tutti e ingannare la gente piazzandoti in una sala vicina al Parlamento… che ovviamente ha altro di cui occuparsi….soprattutto che le proprie tasche siano al sicuro!

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