Metropolitana in Brianza. Poloni: più veloce con l’autonomia fiscale

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di Massimimiliano Priore – Del prolungamento della metropolitana in Brianza se parla da molti anni, ma ancora non si è fatto nulla. Le ipotesi però non mancano: si potrebbe allungare la tratta della Lilla da Bignami e salire verso Nord, arrivando addirittura a Monza (addirittura perché unirebbe due capoluoghi di provincia), ma attualmente chi va a Cinisello con i mezzi deve usare ancora quelli di superficie. Cinisello, comune dell’hinterland, della Città Metropolitana di Milano. Oppure si potrebbe sfruttare la Linea 2, congiungendo Vimercate con Cologno Nord, il capolinea attuale, come è noto, e passando per Brugherio, Carugate e Concorezzo. Si consideri, per esempio, che ora come ora, da Cologno è più comodo arrivare a Cassina de Pecchi che a Brugherio. Eppure Cologno confina con Brugherio e non con Cassina.

In primo luogo, a quelle persone che si vanno in Brianza o arrivano dalla Brianza per lavorare perché farebbe risparmiare loro tempo, stress e sodi. Magari, qualcuno lascerebbe anche a casa la macchina. E qui ci ricolleghiamo a una battaglia di Grande Nord, quella contro il blocco auto. Ma come, dite che certi tipi di automobili non possono circolare e poi non fate niente per andare incontro alle esigenze delle persone?

“Un prolungamento della linea della metro trasferirebbe molto traffico dalla gomma (privato o pubblico importa poco) alle rotaie, con benefici per l’ambiente. O siccome in Brianza ci sono tanti alberi non si deve fare nulla per ridurre l’inquinamento?”, afferma Mauro Poloni, vicesegretario della confederazione Gande Nord per la provincia di Milano e responsabile per l’area Martesana.

Infine, c’è un aspetto legato alla cultura e al tempo libero. In questa parte di Brianza ci sono molti posti interessanti. Lo sapevate, per esempio, che Oreno, frazione di Vimercate, e Concorezzo, sono legate a Leonardo. La metropolitana consentirebbe a molte più persone di visitarli. E aumenterebbe il numero di persone dirette a Milano. Con un arricchimento diffuso e reciproco (pensiamo anche all’indotto).

Un proverbio milanese recita: var pussée un femm che cent farem. Un “facciamo” vale di più di cento “faremo”. Allora perché ancora si intravede neppure questo progetto? Ci guadagneremmo in molti, non solo l’Atm. L’ostacolo principale è costituito dalla spesa, stimata 918.000.000 di euro. In lire, esce un numero talmente alto che la calcolatrice non riesce neppure a scriverlo normalmente e deve ricorrere a un codice. “Ma noi in Lombardia, e in generale in tutto il Settentrione, quei soldi ce li abbiamo, anzi ne abbiamo molti di più. Per tirare su 918 milioni ci basta una settimana di lavoro. Meglio li avremmo, se potessimo trattenere i 56 miliardi di euro di residuo fiscale che ogni anno dobbiamo tributare a Roma. Ogni anni, mentre la spesa per la metropolitana sarebbe una tantum – aggiunge Poloni -.Grazie a questi soldi e all’arrivo della metro i comuni interessati avrebbero anche meno oneri legati alla manutenzione delle strade e potrebbero indirizzare quelle risorse verso altri progetti e altre esigenze. Capite perché è importante la battaglia di Grande Nord per l’autonomia fiscale? Qualcuno ha parlato di metrotramvia, di metropolitana leggera in superficie, ma non è proprio la stessa cosa”.

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